Allarme siccità nell’Africa orientale

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Fino al 40 per cento di piogge in meno sono previste per questa primavera nell’Africa Orientale: e’ la prospettiva ipotizzata dal Famine Early Warning Systems Network, rete di aiuto finanziata da UsAid (Agency for International Development) cui collaborano soggetti privati e agenzie governative degli Stati Uniti per fornire con anticipo eventuali allarmi e informazioni su questioni di sicurezza alimentare. Fino a maggio le precipitazioni nella zona del Corno d’Africa Orientale potrebbero essere significativamente inferiori rispetto alla media del 60-85 per cento. Il calo puo’ avere effetti sulla produzione agricola, sui pascoli per il bestiame e sulla ricostituzione delle risorse idriche. La siccita’ potrebbe causare danni soprattutto alla Somalia, che si sta ancora riprendendo dalla carestia dello scorso anno, e a Kenya ed Etiopia, che hanno vissuto una grave crisi alimentare. Per queste popolazioni, il governo degli Stati Uniti ha predisposto un piano di 50 milioni di dollari in aggiunta ai precedenti stanziamenti: nel 2011 la cifra versata dagli Usa in aiuti umanitari e’ arrivata quasi a quota 1 miliardo.
Alla proiezione di Fews Net ha collaborato l’agenzia governativa United States Geological Survey, che ha condotto una ricerca che ha reso possibili le previsioni basandosi sui precedenti periodi di siccita’ fin dal 1979: e’ emerso che le temperature in rapido aumento della superficie del mare nella parte occidentale e centrale degli oceani Pacifico e Indiano sono fattori importanti per le precipitazioni. “La nostra ricerca, focalizzata sul riscaldamento degli oceani, e’ progredita a tal punto da poter riconoscere i modelli climatici relativi alle recenti siccita'”, ha spiegato Chris Funk della USGS.