
Sono davvero molto belle le immagini satellitari odierne. Guardando le moviole delle ultime 12 ore si nota subito come il vortice depressionario che nella giornata di ieri si era isolato sul basso Tirreno orientale, alimentando la risalita di un umido e instabile flusso pre-frontale da S-SO che ha sfornato una intensa “Multicella temporalesca”, che dalla Sicilia orientale si è mossa verso il Salento andando a morire a ridosso delle coste albanesi, si sia già spostato sul medio-basso Adriatico, passando molto vicino al promontorio del Gargano. La struttura ciclonica, con un associato minimo barico al suolo sceso sotto i 997 hpa, muovendosi verso il medio-basso Adriatico, davanti le coste della Dalmazia meridionale, ha cominciato a chiudersi e ad isolarsi dal flusso principale che scorre nella media troposfera (alla quota di oltre 5000 metri). Ma lungo il suo margine sud-orientale l’area depressionaria è stata bordata dalla risalita di uno dei rami principali del “Jet Stream sub-tropicale”, che dall’entroterra algerino e dalla Libia occidentale risale verso la Grecia e il Mediterraneo centro-orientale, dove è presente un intenso flusso di correnti orizzontali che da sud-ovest si distende verso nord-est, lungo la media-alta troposfera. La risalita del ramo principale del “Jet Stream” ha inasprito l’avvezione di vorticità positiva, favorendo un ulteriore approfondimento del vortice ciclonico sul medio-alto Adriatico, tanto da fargli assumere delle spiccate caratteristiche chiuse, con un occhio centrale ben definito, una condizione tipica dei sistemi depressioni tropicali, caratterizzati da un “cuore molto caldo” (aria calda) nei bassi strati e forte attività convettiva con una muraglia di nubi torreggianti attorno al minimo.

Ovviamente, in questo caso, il vortice presente sul medio-basso Adriatico non ha assunto alcuna caratteristica tropicale, malgrado le apprezzabili immagini satellitari che mostravano una circolazione chiusa anche negli strati più bassi, con un occhio contraddistinto da cieli limpidi e sereni per la presenza di sostenute correnti discendenti, che si sono notevolmente scaldate e rinsecchite durante la discesa verso il basso, inibendo la formazione di nuvole. Inoltre bisogna ricordare che in questo periodo dell’anno (fino a Giugno, Luglio), con la presenza dei mari ancora molto freddi e l’assenza di quella giusta quantità di calore latente addensato nei bassi strati, è estremamente difficile la formazione di sistemi ciclonici a prevalenti caratteristiche tropicali, come i famosi “TLC” (tropical like cyclone), se non in casi veramente eccezionali che richiedono la concomitanza di una serie di fattori fisico-dinamici che accelerano l’invorticamento delle masse d’aria. Il piccolo ciclone in azione sull’Adriatico si è reso responsabile anche dei temporali autorigeneranti che nella giornata odierna hanno colpito la Campania e la città di Napoli, causando dei disagi alla circolazione stradale in vari quartieri del capoluogo partenopeo.

Infatti, l’aria fredda richiamata in quota (a 500 hpa) da Nord o N-NO verso le nostre regioni meridionali è andata subito ad interferire con l’impetuoso flusso della “Jet Stream sub-tropicale”, nell’alta troposfera, che risale molto rapidamente da SO, con massimi di vento attestati fra lo Ionio e la Grecia. La forte divergenza che si è venuta a creare fra i differenti flussi aerei in quota ha rafforzato il “Wind Shear verticale” sul medio-basso Tirreno orientale (il tutto in presenza di una spiccata curvatura ciclonica delle correnti a tutte le quote), agevolando l’insorgenza di intensi moti convettivi che hanno agevolato la costruzione dei grandi Cumulonembi temporaleschi che si sono concentrati lungo la città di Napoli e sull’area del golfo. Nelle prossime ore l’area ciclonica si sposterà verso le coste della Dalmazia meridionale, andando progressivamente a colmarsi man mano che si allontana dal flusso della “Jet Stream” che scorre a gran velocità poco più a sud. In queste ore il minimo barico, ancora ben evidenziato dalle immagini satellitari, si trova posizionato fra l’isola di Meleda e Curzola, tendendo a spostarsi verso nord-nord/est, in direzione delle coste meridionali croate, producendo delle sostenute raffiche di Bora, fino a 50-60 km/h, lungo le coste della Dalmazia centro-settentrionale. La circolazione depressionaria continuerà ad enfatizzare l’instabilità su gran parte delle nostre regioni, alimentando una discreta attività termoconvettiva, specie durante le ore più calde del giorno.


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