Carburante in mare a Taranto: bonifica terminerà domani

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Petroliera a Taranto. Credit: MeteoWeb

Sono ancora in corso, e dovrebbero essere ultimate nella giornata di domani, le operazioni di aspirazione del combustibile sversato nella rada di mar Grande, a Taranto, dalla nave panamense East Castle durante le procedure di svuotamento delle acque di zavorra. Circa 20 tonnellate di carburante (si tratta di un combustibile che viene riscaldato col gasolio e reso liquido) sono state già assorbite grazie all’utilizzo di appositi strumenti chiamati ‘skimmer’. Per la bonifica vengono utilizzati tre battelli disinquinanti della società di ecologia ‘Ecotaras’, due rimorchiatori e una nave cisterna per caricare gli idrocarburi raccolti dal mare. Le difficoltà maggiori riguardano l’aspirazione del carburante nel tratto ristretto compreso tra il muro della banchina e la nave. L’operazione è agevolata dal fatto che in acqua è finito gasolio denso e pesante e non greggio finito: circostanza, questa, che ne favorisce il recupero. Lo specchio di mare interessato dall’incidente è stato circoscritto con panne galleggianti, per limitare il danno ambientale, con una rete di protezione di oltre 500 metri. Gli allevamenti di mitili, in particolare quelli della nota cozza di Taranto, non sono stati interessati dal carburante perchè lontani dalla zona dello sversamento che è avvenuto in un tratto di mare vicino alla banchina, ed è stato subito circoscritto. Ciò ha rasserenato, in parte, i mitilicoltori che già lamentano la crisi delle vendite legate all’inquinamento industriale cittadino e che temevano danni agli allevamenti. La Capitaneria di porto ha avviato una serie di accertamenti per stabilire la dinamica dell’incidente e, in attesa di definire il rapporto da inviare alla Procura, ha disposto che la East Castle venga trattenuta in porto. Al momento l’ipotesi più accreditata è che possa essersi trattato dell’errore di un marittimo durante l’attività di svuotamento delle casse di zavorra contenenti acqua, con conseguente fuoriuscita anche del carburante. Ciò in quanto dalle ispezioni subacquee non sono emerse falle allo scafo. Non sono, comunque, escluse dagli investigatori anche lesioni interne alle tubazioni che mettono in comunicazione i serbatoi del carburante con le casse contenenti l’acqua di zavorra questo è considerato poco probabile. Una denuncia per violazioni ambientali dovrebbe essere formalizzata al termine degli accertamenti nei confronti del comandante e del direttore di macchina del mercantile, giunto a Taranto lo scorso 8 aprile per imbarcare un carico di 10 mila tonnellate di coils prodotte dall’Ilva.