Con il termine “Sessa” si intende un movimento periodico delle acque all’interno di un bacino lacustre, pantano o mare chiuso. Le onde di sessa consistono in moti oscillatori che si originano in conseguenza di improvvisi abbassamenti della pressione atmosferica.
Nei laghi a causa di un forte squilibrio barico o di un forte vento si manifesta un innalzamento del livello delle acque su di una riva, quella esposta al vento, ed un abbassamento sulla riva apposta sottovento.
Una volta cessata l’azione perturbatrice del vento, con il graduale rialzo della pressione atmosferica, la massa d’acqua subisce una serie di oscillazioni stazionarie che in genere hanno una durata di 21-22 ore.
A tale fenomeno viene dato il nome di onde di Sessa.
Il fenomeno della Sessa si verifica anche su alcuni mari chiusi come le coste della Sicilia occidentale dove, in particolari condizioni, quando soffiano intensi venti occidentali, le oscillazioni possono raggiungere altezze considerevoli, anche di alcuni metri.
Qui il fenomeno è chiamato “Marrobbio“.
Anche sullo stretto di Messina e nei grandi specchi lacustri del nord Italia (lago di Garda, Maggiore, d’Iseo, ecc.) la “Sessa” è un fenomeno molto noto quando soffiano forti venti trasversali con forti squilibri barici tra le rive opposte.
Nell’alto Adriatico spesso le onde di “Sessa” si sovrappongono al massimo di marea astronomico determinando il fenomeno dell’acqua alta su Venezia (proprio come sta avvenendo in questi giorni).
Il fenomeno delle sesse è particolarmente importante nell’analisi di particolari fenomeni di marea come l’acqua alta nell’Adriatico settentrionale.
In casi particolari di ampie escursioni di marea, onde di sessa e venti di scirocco, nel nord Adriatico si possono determinare notevoli innalzamenti del livello del mare sotto costa, come avvenne durante l’alluvione del 1966.



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