Clima, il guru ambientalista James Lovelock fa marcia indietro: “abbiamo fatto troppo allarmismo, le temperature non stanno più aumentando”

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James Lovelock (nella foto accanto) è un chimico britannico, scienziato indipendente, scrittore e ricercatore da sempre ambientalista, da sempre convinto delle responsabilità umane nei cambiamenti climatici. E’ l’autore della nota “teoria di Gaia” con la quale per primo ha descritto il pianeta Terra, con tutte le sue funzioni, come un unico superorganismo.
Nel 2006 in un’intervista all’Indipendent, quotidiano britannico, diceva che “a causa del riscaldamento globale moriranno miliardi di persone nel mondo, e solo in pochi potranno riuscire a sopravvivere nell’Artico, l’unica zona del pianeta dove il clima rimarrà tollerabile alla vita degli esseri umani entro la fine del 21° secolo“.
Poco dopo, intervistato dal Guardian, un altro quotidiano britannico, confermò che “l’80% degli esseri umani morirà entro il 2.100 d.C. e che questo cambiamento climatico durerà almeno 100.000 anni. Entro il 2040, la popolazione mondiale sarà abbattuta da carestie dovute a siccità e inondazioni, e la gente del sud Europa, del sud/est Asiatico e dell’America centrale si muoveranno verso nord“.

Adesso Lovelock ha cambiato completamente idea, alla luce degli ultimi dati climatici. In un’intervista al famosissimo giornale online di news MSNBC, ha spiegato che “proprio io, scienziati anticonformista sdiventato un guru dei movimenti ambientalisti, devo riconoscere di esser stato troppo allarmista sul cambiamento climatico. Altri, come Al Gore, esagerano in modo significativo. Sto scrivendo un libro in cui spiego che i cambiamenti climatici in atto non sono così rapidi come si pensasse, e che probabilmente sono del tutto naturali. Non sappiamo in che direzione stia andando il clima, pensavamo di saperlo 20 anni fa e ciò ha diffuso tesi allarmistiche che i dati hanno smentito, compresa la mia. Sembrava tutto chiaro, ma non è successo. Dal 2000, le temperature del pianeta non sono più aumentate. Dodici anni sono un tempo ragionevole, e se le temperature sono rimaste costanti in ben 12 anni, proprio quando dovevano aumentare secondo ogni previsione, e con un continuo aumento delle emissioni di gas serra, beh a questo punto non possiamo più avere dubbi su come stanno le cose“.