E’ stata la Pasqua più fredda degli ultimi 50 anni in Germania; nevicate da stau tra Svizzera e Baviera ma adesso dall’Atlantico tornerà l’aria mite

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Secondo l’ufficio meteorologico tedesco quella appena trascorsa è stata la Pasqua più fredda degli ultimi 50 anni in Germania, se si considera che quest’anno l’importante festività è caduta l’8 Aprile. In Germania, ma non solo, l’inverno ha saputo riservare un bel colpo di coda nel bel mezzo delle festività di Pasqua, riportando persino la neve fino a bassa quota. L’impulso di aria molto fredda, sceso direttamente dalle latitudini polari, lungo il bordo occidentale della saccatura artica propagata nel cuore dell’Europa dal vortice polare accasato con i suoi elementi fra l’estremo nord della Scandinavia e l’Artico russo, ha raggiunto nei giorni scorsi la Mitteleuropa e la Germania, con freddi venti da NO e N-NO che hanno attraversato tutto il territorio tedesco, dalla Sassonia fino alla Baviera, accompagnando il calo dei valori termici, che si sono portati poco sopra la soglia degli zero gradi in pianura. L’importante calo termico ha riguardato tutte le regioni della Germania, dall’estremo nord a quelle più meridionali, sul versante settentrionale delle Alpi. I freddi venti da NO sono poi scivolati verso sud, in direzione della Baviera, incontrando i primi contrafforti montuosi dell’arco alpino.

Nevicate da stau sui monti della Baviera

Impattando sui monti della Baviera la massa d’aria fredda e un po’ umida, visto il passaggio obbligato sul mar del Nord, è stata costretta a salire verso l’alto per il superamento del comprensorio montuoso, tendendo quindi a raffreddarsi e favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo contenuto in essa che poi darà luogo alle precipitazioni. Tale processo attiva il cosiddetto fenomeno dello “stau” (la nuvolosità orografica che si forma sul versante sopravvento di una catena montuosa per il sollevamento forzato verso l’alto della massa d’aria) che da luogo a persistenti precipitazioni. Ciò ha consentito la formazione di una nuvolosità orografica, fra Svevia e Baviera, le regioni della Germania meridionale, che ha prodotto le nevicate, in genere di debole e moderata intensità, che nella giornata di Pasqua hanno imbiancato diverse località e città, con temperature scese al di sotto della soglia dei +0°. La neve ha imbiancato buona parte della Baviera e la Svevia, con i fiocchi scesi fin quasi al piano. I fiocchi hanno interessato la città di Stoccarda, dove si è verificata una debole nevicata in prima mattinata. La neve è comparsa pure su Augusta, ad oltre 463 metri, con una nevicata mattutina che ha lasciato degli accumuli. Ovviamente anche Monaco di Baviera, posta a circa 500 metri di altezza e soggetta alle precipitazioni da “stau“ dei rilievi baveresi, non poteva non imbiancarsi dopo le nevicate di ieri che hanno lasciato pure dei discreti accumuli, con il termometro scivolato al di sotto dei +0° -1°. Stamattina la bella città bavarese si è svegliata tutta imbiancata, come in una normale giornata invernale. La famosa squadra di calcio locale del Bayern si è dovuta allenare sul campo innevato. Fin qui nulla di strano se non fosse che da oltre un mese tutta la Germania, assieme agli altri paesi della Mitteleuropa, hanno sperimentato un condizioni meteo/climatiche secche e piuttosto calde, piuttosto anomale per Marzo, con anomalie termiche e pluviometriche molto importanti.

Ma tanta neve è caduta sulle Alpi Bavaresi e sul vicino confine svizzero, sempre per il fenomeno dello “stau” ai freddi venti settentrionali. In Svizzera molte località sono state interessate da nevicate, in genere di debole o moderata intensità, fino a quote collinari. I fiocchi bianchi, bagnati, sono caduti pure su Zurigo e su molte altre località della parte orientale. Su Basilea (270 metri) e Ginevra (390 metri) ha piovuto leggermente con temperature positive. Ma il freddo tardivo di questi giorni ha già le ore contate grazie all’afflusso, sulla Mitteleuropa, di aria molto umida e temperata, in arrivo dall’Atlantico, che verrà pilotata da deboli/moderate correnti da SO spinte sul vecchio continente da una profonda area ciclonica, con minimo sotto i 980 hpa centrato poco a sud-est dell’Islanda. Questa circolazione depressionaria, con un annesso sistema frontale già attestato sulle isole Britanniche, nei prossimi giorni penetrerà sull’Europa centrale, portando delle piogge sparse e un aumento delle temperature per l’arrivo di masse d’aria molto umide oceaniche. Già in queste ore i termometri stanno sfondando la soglia dei +10° +11° in molte località dell’Europa centrale, con cieli nuvolosi o molto nuvolosi.