Anche la Provincia di Rimini lancia l’allarme siccita’ per le condizioni, giudicate “proeccupanti” dei bacini idrici di Ridracoli e delle falde dei fiumi Marecchia e Conca. “Sembra infatti profilarsi all’orizzonte un nuovo deficit idrico” scrive l’ente, ricordando che le ultime rilevazioni (marzo 2012) effettuate indicano come la situazione idrica del bacino di Ridracoli registri 540 metri sul livello del mare, pari a 17 metri sotto il livello max, con il volume dell’invaso al 55% (18 milioni di metri cubi contro un max di 33 milioni di metri cubi). Per avere dati cosi’ negativi, in marzo, bisogna risalire al 2002 con un effetto eccezionalmente siccitoso durante l’estate 2003. In aggiunta non sono previste nelle prossime settimane piogge tali da intervenire in maniera sensibile sui livelli misurati. Insomma, “nonostante il leggero aumento dovuto alle nevicate invernali – spiega la Provincia – si e’ ancora lontani dal raggiungere livelli di riempimento che permettano di affrontare con minor preoccupazione i mesi piu’ caldi dell’anno“.
L’altro problema riguarda il livello delle Falde del Marecchia e del Conca. Nel caso in cui l’invaso di Ridracoli non sia piu’ in grado di erogare acqua a sufficienza, e’ infatti necessario per il territorio riminese attingere a queste due falde. Ma “l’emungimento da falda – ricorda ancora la Provincia – e’ una particolarmente delicata ed e’ assolutamente necessario evitarne lo stress poiche’ puo’ attivare contemporaneamente due fenomeni dannosi: la subsidenza del territorio e l’ingressione cuneo salino“. Quanto ai dati su questo fronte, il livello attuale delle falde e’ inferiore a quello degli ultimi 3 anni. “L’emergenza idrica che ha colpito la Romagna negli ultimi mesi dello scorso anno – afferma infatti Massimo Venturelli, dirigente della Protezione Civile della Provincia di Rimini – non e’ ancora superata. Anche se siamo usciti dalla fase di allerta siamo tuttora in una situazione critica che va monitorata ogni giorno e affrontata con la massima sensibilita‘”. “In tale contesto – conclude Venturalli – diventa importante garantire, tramite interventi strutturali, che le falde siano il piu’ piene possibile, evitando l’interramento dell’invaso del Conca e cioe’ trasportando via tutta il materiale terroso che si accumula“.


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