Dopo un 2010 molto piovoso, il 2011 e’ stato un anno decisamente secco. Su tutta la Toscana la pioggia e’ diminuita dal 20%, nel migliore dei casi, fino al 40% in meno rispetto alla media. Il quadro della situazione, sempre aggiornato, e’ reso possibile grazie al lavoro del Centro funzionale della Regione Toscana che, con il monitoraggio di 350 pluviometri dislocati su tutto il territorio regionale, permette di confrontare i dati piu’ recenti sugli invasi e sui corsi d’acqua dai superficiali fino ai piu’ profondi, confrontandoli con la media degli ultimi dieci anni. Anche le ultime nevicate insufficienti, non hanno modificato il quadro esistente: per ogni 10 cm di neve corrisponde un apporto di pioggia di circa 1 cm. Dunque anche i 100 cm di neve registrati come punta massima, contribuiscono abbastanza poco al raggiungimento del valore atteso di piovosita’ media. Le sorgenti collinari e montane presentano gia’ regimi estivi, le falde costiere, gia’ in sofferenza, cosi’ come l’approvvigionamento per l’Isola d’Elba, potrebbero entrare in crisi per l’aumento della richiesta dovuto al rilevante numero di presenze estive. In alcune zone, infine, in concomitanza con la diminuzione della risorsa, potrebbe presentarsi l’ulteriore problema della qualita’ dovuto all’aumento della concentrazione di alcune sostanze legate alla potabilita’ dell’acqua come solfati, boro, nitrati.
– L’AGRICOLTURA – Il perdurare del deficit di pioggia rilevato nel 2011 su tutta la Toscana, con anomalie negative di precipitazione in alcune aree fino al 70% sta generando forti preoccupazioni da parte degli imprenditori agricoli. Alcune colture (cereali e foraggere) sicuramente avranno una riduzione di produttivita’. Le coltivazioni di grano, ad esempio, cominciano a manifestare sintomi di sofferenza per il ridotto sviluppo delle radici nei terreni privi di umidita’; l’attuale stress potrebbe gia’ determinare una riduzione delle produzioni, che in alcune aree potrebbe corrispondere ad una prevedibile diminuzione delle rese di almeno il 30 %. Attualmente le colture arboree (viti, olivi e fruttiferi) non presentano ancora sofferenze da deficit idrico, poiche’ le piante hanno ripreso l’attivita’ vegetativa nelle ultime settimane; ma il perdurare della situazione di siccita’ potrebbe richiedere di intervenire con irrigazioni di soccorso, non soltanto per consentire lo sviluppo delle produzioni ma anche per evitare gravi stress idrici alle piante. Seri interrogativi ci sono invece da parte degli agricoltori per quanto riguarda l’esecuzione delle semine primaverili (girasole, mais) e dei trapianti delle colture ortive.
– GLI INVASI – Bilancino: volume massimo 69 mln di metri cubi, volume attuale 37 milioni di mc, pari al 54%, con un volume utilizzabile di soli 26 mln di mc (sotto questa quota c’e’ il fango); Montedoglio: invaso massimo 72 milioni di mc, volume attuale 34 mln, pari al 47%, con soli 24 mln di mc utilizzabili; Cerventosa (Cortona): esaurito da dicembre scorso, ma poi riempito a seguito delle nevicate del febbraio scorso, ma di breve orizzonte di utilizzo; Astrone ( Chianciano): rimane acqua per soli 3 mesi; Arno: il deflusso e’ sostenuto quasi esclusivamente dai rilasci da Bilancino Levane e la Penna, che sono dimensionati per garantire i prelievi ai fini idropotabili (Anconella e Mantignano, 2.800 litri/secondo).


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?