Energia dalle acque reflue: una nuova idea cinese

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Credit: ecquologia.com

Oltre alle ben conosciute fonti di energia rinnovabile, come l’eolico, il solare, l’idroelettrico e i biocarburanti, ce n’è uno a cui tutti possono contribuire, ma che non è ancora riuscita ad attrarre l’attenzione dovuta. Stiamo parlando del fiume grigio di calore che scorre proprio sotto i nostri piedi: i servizi fognari. Una società di Philadelphia, la NovaThermal Energy LLC, vuole riscaldare e raffreddare gli edifici sfruttando il costante calore garantito dalle acque reflue. Il processo è chiamato geotermia dei liquami. “E’ proprio come l’energia geotermica, ma stiamo usando una fonte ben diversa, per così dire,” ha detto Elinor Haider, sostenitore del progetto. I funzionari pubblici di Philadelphia taglieranno il nastro al primo progetto del settore presso l’impianto di depurazione a sud-est del Philadelphia Treatment, nei pressi del Walt Whitman Bridge. L’azienda sta già progettando di installare un secondo impianto entro la fine dell’anno a Camden, NJ. La società prevede di commercializzare la sua tecnologia brevettata a qualsiasi grande edificio situato vicino a una linea importante del tronco fognario che contiene un costante flusso delle acque reflue. Pionieri ne sono i cinesi, dove diversi edifici di grandi dimensioni hanno impiegato con successo la tecnologia per il riscaldamento e l’aria condizionata, tra cui un albergo e una stazione ferroviaria di 1 milione di metri quadrati a Pechino, e 450 mila metri quadrati di un grattacielo a Tianjin, la terza città più grande della Cina. “Le acque reflue prendono calore da un certo numero di fonti, tra cui lavastoviglie, docce e processi industriali”, ha detto Jimmy W. Wang, ingegnere capo del NovaThermal. “C’è anche la “biomateria” che contiene ancora il calore”, ha detto durante una visita al progetto la scorsa settimana. Durante l’inverno, le acque luride sono a circa 60 gradi, e in estate possono superare i 75 gradi. Questo è una mole notevole di energia che può essere estratta attraverso una pompa di calore convenzionale. Haider sostiene che la tecnologia è più efficiente e conveniente rispetto ai tradizionali sistemi geotermici, in cui vengono perforati pozzi in acque profonde nella roccia per catturare il calore dalla terra. Il progetto pilota Philadelphia, che è finanziato da una sovvenzione federale di 150 mila dollari, prevede di ridurre i costi energetici del 40%. Le spese rientreranno entro 8 anni, anche se su vasta scala il ritorno sarebbe più rapido. E’ importante sottolineare però che l’estetica potrebbe risentirne: dal momento che gli edifici contengono già dei sistemi fognari, ulteriori tubazioni per passaggi rapidi potrebbero non essere graditi a tutti. La NovaThermal non è l’unica azienda per la commercializzazione di processi di depurazione e geotermici. Una società svizzera, la Rabtherm Energy Systems AG, sta promuovendo un’idea brevettata che coinvolge tubazioni inserite all’interno di reti fognarie in calcestruzzo. L’acqua cattura il calore dal passaggio delle acque reflue. Insomma, una possibile tecnologia per il futuro? Forse i più schizzinosi continueranno a preferire altri progetti.