L’Africa come nuovo Eldorado dell’energia, non solo solare. ”Iniziativa idroelettrico 2020” e’ il piano messo a punto dall’Unione africana per aumentare l’attuale accesso all’energia del continente, ancora molto limitato. Lo ha spiegato Jean Ping, presidente della commissione dell’Unione africana, nel suo messaggio al summit Ue-Onu ‘Energia sostenibile per tutti’. Per arrivare all’accesso universale all’energia per il 2030, l’Onu vuole raddoppiare la fetta di energia rinnovabili nel mix energetico globale. E sara’ l’Africa, che ospita 600 milioni di persone senza accesso all’energia solo nell’area sub-sahariana, a costituire il primo campo d’azione. Il maggiore potenziale da sviluppare per l’idroelettrico l’Unione africana l’ha individuato con maxi opere da finanziare in alcune aree: una e’ Inga nella Repubblica democratica del Congo, con un potenziale di 774 TWh l’anno. Poi c’e’ il bacino del Nilo in Etiopia (290 TWh), la Fouta Djallon in Guinea (19 TWh) e il bacino dello Zambesi (38TWh). Secondo Ping ”una volta sfruttate, potrebbero ampiamente coprire le necessita’ del continente nel medio e nel lungo termine”, considerando che la stima della domanda attualmente e’ di 600 TWh l’anno. In parallelo al piano per l’idroelettrico, l’Unione africana ha lanciato anche Pida, cioe’ un programma per lo sviluppo delle infrastrutture in Africa, basato su quattro pilastri: trasporti, energia, ICT e risorse idriche transfrontaliere. Pida e’ stato adottato ufficialmente a gennaio 2012 dall’ultima assemblea dei capi di stato e di governo ad Addis Abeba, in Etiopia. Il vantaggio e’ che in questo modo ”il continente – spiega Ping – ha un quadro strategico di sviluppo delle infrastrutture, che evitera’ dupilcazione di sforzi e di mezzi”. Il punto adesso e’ trovare i finanziamenti: il programma di azione prioritario per il 2020 ha un costo totale di 65 miliardi di dollari. Per il settore dell’energia e il periodo 2012-2020, ”abbiamo 15 progetti, per un costo di 40 miliardi di dollari, tutto in energia rinnovabile: idroelettrico”. Di qui l’invito ad investire in Africa: ”Ora che abbiamo un quadro strategico, e’ tempo di agire” afferma il rappresentante dell’Unione africana nel suo messaggio. ”Ora il profilo dell’Africa e’ piu’ attraente per gli investimenti – ha concluso il presidente della commissione dell’Unione africana – per l’abbondanza delle sue risorse energetiche, specie rinnovabili, la sua crescita economica media del 5%, in un mondo caratterizzato dalla crisi, e che in termini di popolazione superera’ la Cina nel prossimo secolo”.
Energia: l’Onu rilancia le rinnovabili, l’Africa punta sull’idroelettrico


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