Le reti di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ”hanno registrato un incremento dell’attivita’ eruttiva stromboliana dal nuovo cratere di Sud Est”, dell’Etna, ”caratterizzata da un aumento del tremore vulcanico e dall’emissione di quantita’ significative di cenere in atmosfera”. Per questo motivo, informa il Dipartimento della Protezione civile sul suo sito, ”sulla base delle osservazioni visive e strumentali dei fenomeni vulcanici, il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di ‘criticita’ elevata’ per l’area sommitale del vulcano e di ‘criticita’ ordinaria’ per le aree del medio versante e pedemontana”. Il Prefetto di Catania ha rinnovato l’ordinanza che proroga al 30 aprile il divieto di accesso al vulcano sul versante Sud oltre quota 2.920 metri, in prossimita’ della Torre del Filosofo, e sul versante Nord oltre quota 2990 metri, in prossimita’ di Punta Lucia. Il Centro Funzionale Centrale continua nell’attivita’ di vigilanza del fenomeno ”attraverso i propri centri di competenza per il monitoraggio la sorveglianza dei vulcani italiani – sezioni dell’Ingv e Universita’ di Firenze – attraverso le strutture operative – Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e Corpo Forestale della Regione Siciliana – e i presidi territoriali”.
Etna in eruzione: la protezione civile emette un avviso di “criticità elevata” per l’area sommitale del vulcano


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