
Le bizzarrie di questa primavera 2012 non risparmiano nemmeno i britannici e i territori d’oltre Manica. In meno di un mese sul Regno Unito si è passati dall’emergenza caldo e siccità all’allarme maltempo, con piogge abbondanti e rischio di inondazioni, il tutto condito da una forte flessione dei valori termici. In molte località dell’Irlanda, della Scozia, Galles e Inghilterra, la colonnina di mercurio è arrivata a perdere -10° -12° nel giro di pochi giorni, riportandosi sotto le medie stagionali dopo un Marzo di perenni anomalie termiche positive senza precedenti. Le conseguenze di questa incredibile altalena termica, più consona per regioni caratterizzate da una accesa continentalità (come la Russia, le Repubbliche dell’Asia centrale) che per un clima spiccatamente oceanico, ha avuto serie conseguenze, soprattutto nel settore agricolo. Molti agricoltori inglesi infatti lamentano nella scarsa clemenza del tempo danni economici non indifferenti, in merito al danno apportato alle colture. Se prima era la penuria d’acqua a rovinare i raccolti oggi sono le piogge intense e i forti rovesci a mettere in pericolo la produzione agricola.

Già in molte aree dell’Inghilterra meridionale, specie tra la Cornovaglia e il Devon, è stata lanciata una allerta per possibili inondazioni che potrebbero mettere in pericolo numerose abitazioni in diversi centri abitati. Le piogge e i forti rovesci che da giorni continuano a martellare il sud del Galles e l’Inghilterra meridionale, dopo mesi di siccità e con i terreni ancora inariditi, quindi incapaci di raccogliere e filtrare tutta l’acqua piovana, sta notevolmente accrescendo tale rischio. Per fronteggiare l’emergenza maltempo, che preoccupa non poco i residenti delle cittadine messe a rischio di allagamenti, le autorità locali hanno deciso di distribuire sacchi di sabbia alle popolazioni locali, in modo tale da utilizzarsi a protezione delle proprie abitazioni in caso di inondazioni, come avviene sovente da queste parti (abbiamo molto da imparare dagli inglesi sul campo della prevenzione). In molti hanno risposto positivamente all’appello lanciato dalle autorità locali posizionando i sacchi di sabbia distribuiti davanti le varie abitazioni. Nei prossimi giorni sono attese altre piogge che potrebbero appesantire ulteriormente la situazione, già sotto la soglia d’attenzione.
Dalla siccità alle inondazioni in meno di un mese; come è stato possibile ?
Questa brusca estremizzazione climatica, che ha colpito anche molti altri paesi dell’Europa centro-occidentale, è determinata dai vari schemi barici che hanno caratterizzato il periodo invernale. Nel mese di Marzo l’indebolimento della “Jet Stream” e un massiccio riscaldamento in sede stratosferica, fra gli Stati Uniti e l’area canadese orientale (dove si è archiviato uno degli inverni più caldi di sempre), ha favorito la costruzione di un imponente anticiclone di blocco (NA+), ben strutturato in quota con geopotenziali elevatissimi distesi in senso meridiano, che per quasi un mese ha tenuto sotto scacco l’Europa, isolandola dall’umido flusso perturbato atlantico (chiudendo la porta delle piovose perturbazioni oceaniche) e generando una lunga fase climatica siccitosa e di caldo anomalo che ha messo in ginocchio gli agricoltori di tutta l’Europa occidentale. Con la fine di Marzo e l’inizio di Aprile il quadro barico ha cominciato a mutare sostanzialmente, per merito dell’intervento deciso del vortice polare e una contemporanea accelerazione della “Jet Stream” nella medio e alta troposfera.

L’intervento di questi nuovi attori barici ha difatti provocato l’erosione della grossa struttura anticiclonica dinamica euro-atlantica (“Centro d‘Azione“), che si è sgonfiata ritirandosi alle medie latitudini atlantiche e favorendo l’apertura dell’umido flusso zonale oceanico che per parecchie settimane era latitante tra l’Europa e il Mediterraneo. Il ritorno delle correnti atlantiche e il notevole rinvigorimento e innalzamento di latitudine della “Jet Stream sub-tropicale”, che più volte ha interferito con il ramo principale del “getto polare”, agevolando forti avvezione di vorticità (sviluppo di cicloni extratropicali) in Atlantico, ha convogliato le perturbazione oceaniche e gli intensi sistemi frontali, inseriti all’interno delle “Westerlies”, verso l’Europa occidentale, la penisola Iberica, la Francia e le isole Britanniche, distribuendo su queste il loro carico di piogge e rovesci. In questi casi i profondi cicloni extratropicali sfornati in pieno Atlantico tendono a muoversi verso est-nord/est e nord/est, puntando dritto verso le isole Britanniche e il nord della Francia sotto intense e miti correnti sud-occidentali (flusso pre-frontale), cariche di umidità (l’aria calda può contenere una maggior quantità di vapore acqueo), che causano abbondanti precipitazioni, spesso ulteriormente esaltate dall’orografia locale o dalla particolare esposizione del territorio.
Proprio a partire dalle prossime ore una nuova circolazione depressionaria, attualmente posizionata a ridosso dei Pirenei, con un minimo di 1001 hpa, tenderà a muoversi verso nord-nord/ovest, passando a ridosso delle coste atlantiche francesi per allontanarsi nella giornata di domani poco a largo delle coste della Normandia. Con tale posizionamento l’area ciclonica piloterà verso l’Inghilterra umidi venti da Sud e S-SE che spingeranno estesi annuvolamenti che produrranno delle piogge diffuse e persistenti tra il Galles e l’Inghilterra, specie nel settore meridionale meglio esposto alle umide correnti dai quadranti meridionali. Le precipitazioni, a causa della persistenza delle correnti meridionali, potrebbero divenire molto abbondanti in diverse aree dell’Inghilterra meridionale e del Galles, col rischio concreto di allagamenti e possibili inondazioni. Le intense precipitazioni, con la possibilità di occasionali rovesci, persisteranno fino alla giornata di lunedì. Anche il Met-Office, il prestigioso ufficio meteorologico britannico, nel sito ufficiale, ha emesso una allerta per inondazioni e possibili allagamenti fra Inghilterra e Galles. Allerta che dovrebbe rimanere attiva nei prossimi tre giorni.


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