Nelle scorse ore una forte tempesta di sabbia ha offuscato i cieli di mezza Mongolia e i distretti della Cina nord-occidentale, causando drastiche riduzioni di visibilità in tutte le località e i villaggi fra il deserto del Gobi e la regione della Mongolia interna, vicino il confine cinese. La profonda circolazione depressionaria che in questi ultimi giorni si è approfondita sul settore più meridionale della Siberia centro-orientale, rendendosi responsabile del notevole calo termico e delle fitte nevicate che hanno colpito la Repubblica di Buriazia, soprattutto il versante settentrionale dei monti Saiani, e molte aree della Jacuzia, si è poi spinta a ridosso del lago Bajkal per spostarsi in direzione della Mongolia orientale, con un minimo barico al suolo che è sceso sotto i 990 hpa. Questo profondo ciclone extratropicale, ben alimentato in quota dall’affondo di una saccatura artica colma di aria molto fredda, con valori sotto i -35° alla quota di 500 hpa, nel corso della giornata di ieri si è poi allontanato verso levante, progredendo verso la Manciuria e il nord della Cina, con un minimo sceso al di sotto dei 990 hpa. Questa profonda circolazione depressionaria, che dalla Siberia meridionale si è spostata verso l’est della Mongolia e la Manciuria, ha determinato un fitto “gradiente barico” (differenze di pressione) che ha provocato il conseguente richiamo di forti venti da NO e O-NO che hanno scavalcato rapidamente i monti dell’Altaj e Hangaj , nel nord della Mongolia, per versarsi a gran velocità sul deserto del Gobi, dove le forti folate, che superavano la soglia dei 60-70 km/h, con picchi di ben oltre gli 80-90 km/h, hanno sollevato un ingente quantità di polvere e pulviscolo verso l’alto, originando delle estese tempeste di sabbia e polvere che si sono estese anche alla Mongolia interna, la grande regione desertica nel nord della Cina.
In molte località del Gobi, durante le bufere, il vento medio sostenuto ha raggiunto dei valori davvero ragguardevoli, superando per molte ore la soglia dei 50-60 km/h, mentre i venti, durante la traslazione verso est della profonda bassa pressione, sono ruotati da Ovest e O-NO a NO e N-NO, per poi andare gradualmente ad indebolirsi dalla serata e dalla nottata successiva. A Ulgii il vento medio sostenuto da O-NO ha superato i 50 km/h, picchi di oltre 50 km/h si sono registrate pure ad Altai, mentre a Bayanhongor il fortissimo vento medio sostenuto da NO ha oltrepassato i 65 km/h. I venti molto forti da O-NO e NO hanno spazzato le dune sabbiose della Mongolia interna, scatenando forti tempeste di sabbia, con nubi di polvere alte fino a 1500-2000 metri di altezza che si sono successivamente spostate verso il nord della Cina. In molte di queste località, nella Cina nord-occidentale, l’arrivo delle tempeste di polvere ha causato molti disagi, specie nei collegamenti stradali e aeroportuali per le forti riduzioni di visibilità indotte dalla polvere e dalle sottili particelle di pulviscolo desertico sollevate per aria dai venti di burrasca.
Le tempeste di sabbia hanno sferzato soprattutto la regione dello Xinjiang, solitamente esposta agli impetuosi venti polverosi da O-NO e NO provenienti dal Gobi, causando gravi interruzioni nei mezzi pubblici. I venti molto forti hanno anche sradicato molti alberi e abbattuto diverse insegne stradali. In alcune aree interi campi coltivati sono stati completamente spazzati via dalle raffiche che hanno superato gli 80 km/h. Le forti tempeste di sabbia hanno anche determinato dei gravi incidenti stradali, con molti feriti e purtroppo anche delle vittime. Secondo quanto riferito dalla polizia e le autorità locali cinesi nelle zone dove sono avvenuti gli incidenti la visibilità orizzontale era meno di 10 metri. Oltre alla sabbia il brusco calo delle temperature forte che si è registrato nel nord dello Xinjiang ha causato gravi danni alla produzione agricola locale. La tempesta di sabbia ha anche causato enormi incendi a Turfan, secondo quanto segnalato dalle autorità locali. Nelle prossime ore le nuvole di polvere si sposteranno ulteriormente verso est ed est-sud/est, offuscando i cieli in quasi tutta la Cina settentrionale fino alle coste che si affacciano sul mar Giallo. Anche nella capitale cinese Pechino l’arrivo delle nuvole di polvere, spinte dagli intensi venti da Ovest e O-NO, non mancherà di generare disagi nei trasporti, in particolare in quelli aeroportuali, per le riduzioni di visibilità e l’aria resa quasi irrespirabile dal pulviscolo desertico.




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