Gravi inondazioni colpiscono l’Arabia Saudita e la capitale Ryadh, forti temporali anche fra Iran, Afghanistan e Pakistan

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Gli effetti delle inondazioni sull'Arabia Saudita

Nei giorni scorsi, in un precedente articolo, avevamo già parlato dei forti temporali di calore che hanno interessato diverse aree della penisola Arabica, in particolare lungo il settore occidentale di quest’ultima, fra Arabia Saudita e Yemen. Da vari giorni continui temporali, di origine termoconvettiva, continuano a formarsi lungo i rilievi dell’Arabia Saudita occidentale e lo Yemen, generando intense manifestazioni temporalesche, con locali acquazzoni accompagnati da frequenti fulminazioni, tuoni e colpi di vento. Osservando le immagini satellitari di questi ultimi giorni si nota molto chiaramente come buona parte delle Cellule temporalesche, di matrice termoconvettiva, si sviluppano lungo il versante occidentale della catena montuosa del Jabal Al-Hijaz, che taglia di netto il settore occidentale della penisola Arabica, separando l’altopiano desertico interno (altopiano di Najd) dalle coste affacciate al caldo mar Rosso. Non è un caso se gran parte di questi temporali si sono formati a ridosso di queste grandi montagne affacciate sul mar Rosso, specie se in presenza di umide correnti occidentali che scaricano quella poca umidità raccolta sopra il mar Rosso sulle pareti occidentali del Jabal Al-Hijaraz, venendo poi costrette a sollevarsi verso l’alto all’impatto con i primi comprensori montuosi presenti dietro la costa occidentale saudita.

Durante il sollevamento forzato verso l’alto la massa d’aria tende ad espandersi e a raffreddarsi salendo di quota, favorendo la rapida condensazione del vapore acqueo e la formazione di grossi annuvolamenti a sviluppo verticale (Cumuli, Congesti e cumulonembi) che vengono ulteriormente alimentati dal calore latente presente nei bassi strati, tanto da assumere un importante sviluppo verticale. Ma un altro fattore che sta esaltando l’instabilità diurna lungo le montagne dell’Arabia Saudita occidentale e dello Yemen è senza dubbio legato al passaggio del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” in quota, nella media e alta troposfera. Difatti, la “corrente a getto”, transitando sopra lo strato di aria molto calda e secca che in questo periodo comincia a formarsi sopra le superfici desertiche della penisola Arabica (come tra Pakistan e India) soggette ad un prevalente regime anticiclonico in quota (anticiclone sub-tropicale), tende a produrre forti turbolenze atmosferiche (per il vuoto d’aria in alta quota prodotto dallo scorrimento veloce del ramo principale del “Jet Stream”) che innescano la nascita di violenti moti convettivi (correnti ascensionali) con la conseguente formazioni di grosse Cellule temporalesche e alle volte vere e proprie Multicelle, caratterizzate da attività elettrica a fondoscala (con frequenti tempeste elettriche, come avviene spesso tra Pakistan, India e Bangladesh alla fine della stagione calda, fra Maggio e Giugno), forti rovesci e turbolenti colpi di vento che accompagnano i fenomeni più intensi.

Molti di questi temporali sviluppandosi in altezza sono stati toccati nella parte superiore dal forte “Jet Stream” che scorre in alta quota, da ovest ad est, divenendo cosi delle Cellule temporalesche con uno spiccato asse obliquo, con le incudini in rapido allontanamento dalla base originale dei Cumulonembi. Per questo, alcuni di questi temporali, sono riusciti ad estendersi fino all’altopiano interno, interessando anche la capitale saudita Ryadh e la zona dell’aeroporto internazionale King Khaled (localizzato 35 km a nord di Ryadh), dove lo scorso lunedi 16 e martedi 17 Aprile si sono verificati dei rovesci temporaleschi accompagnati da una pioggia, a tratti molto fitta, che a fasi intermittenti è andata avanti dalle 05:00 alle 09:00 PM (ora locale). Le precipitazioni temporalesche, pur non essendo particolarmente abbondanti, cadendo sopra gli aridi terreni del deserto arabico, non abituati a smaltire una simile quantità d’acqua in cosi poco tempo, hanno causato vasti allagamenti e locali inondazioni determinate dalla piena dei “Uadi”, ossia quei lunghi canaloni in cui scorrono i corsi d’acqua a carattere non perenne.

La capitale saudita Ryadh

Difatti il temporale di lunedi 16, che ha colpito anche l’area di Ryadh, in particolare la zona dell’aeroporto, ha determinato degli allagamenti che sommerso alcuni quartieri residenziali della capitale saudita. L’acqua, ormai ridotta in un ammasso di fanghiglia dopo il passaggio sui terreni polverosi e inariditi, ha inondato alcuni quartieri residenziali di Ryadh, cagionando enormi disagi e anche molti danni. Ma i temporali di calore che hanno investito l’ovest dell’Arabia Saudita hanno prodotto gravi inondazioni in diverse zone, visto l’incapacità del terreno di assorbire tutta quella quantità d’acqua venuta giù in poco tempo. La situazione più critica si riscontra nelle località dell’Arabia Saudita sud-occidentale, nella regione montuosa dell’Asir, dove i rovesci temporaleschi che si sono sviluppati in prossimità delle vicine catene montuose hanno generato dei “flash flood” esacerbati dalla particolare acclività del territorio e dalla presenza di ampi “Uadi” che hanno permesso l’incanalamento dell’acqua piovana, generando delle furiose ondate di piena che sono scese fino alle vallate sottostanti, inondando tratti di deserto, località e città poste lungo la parte più bassa di queste valli. Purtroppo a causa di queste inondazioni si contano almeno 18 morti, fra questi ci sarebbero pure due cittadini sudanesi (probabilmente immigrati nel paese arabico).

Temporali termoconvettivi sui rilievi dell'Arabia Saudita occidentale

Il bilancio ufficiale è stato fornito dalle autorità saudite che hanno raccomandato la massima prudenza, esortando la popolazione a non guadare i letti dei “Uadi“ perché troppo pericoloso. E’ vero che i temporali che si sono abbattuti sull’Arabia Saudita sono stati localmente intensi, ma bisogna pure ricordare che Aprile rimane uno dei mesi più piovosi in molte aree del deserto Arabico, come nella capitale Ryadh, la cui media pluviometrica annua non supera neppure i 188 mm, con un picco proprio in Aprile. Ma anche fra Iran, Pakistan in questi giorni si sta riscontrando una intensa attività temporalesca, soprattutto durante le ore pomeridiane (un classico della termoconvenzione), che è frutto del passaggio in quota (nella libera troposfera) di infiltrazioni d’aria fresca e instabile, visto il posizionamento arretrato di latitudine della cintura anticiclonica sub-tropicale. In queste ore una serie di grosse Cellule temporalesche si stanno formato a ridosso dei rilievi dell’Iran orientale, non lontano dal confine con l’Afghanistan, dove sono in atto dei rovesci di pioggia con fulminazioni. Da notare pure la presenza di un piccolo vortice orografico centrato nella regione del Khorasan, nell’Iran nord-orientale, sottovento alla catena montuosa del Kopet Dag, che separa la repubblica islamica dal Turkmenistan. I temporali, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, continueranno ad interessare l’Iran, l’Afghanistan e il nord del Pakistan anche nei prossimi giorni. Purtroppo le pessime condizioni atmosferiche sono alla base del grave incidente aereo avvenuto in Pakistan, vicino l’aeroporto di Islamabad, costato la vita ad almeno 130 persone.

Temporali in atto sull'est dell'Iran