Da qualche anno la possibilità di ottenere informazioni globali e in tempo reale, ha permesso di “scoprire” fenomeni che in passato erano praticamente sconosciuti. Non era facile, infatti, prima degli anni ’90, conoscere un fenomeno avvenuto dall’altra parte del mondo, comunque molto raro. Tanto raro da essere spesso scambiato per oggetti volanti non identificati. Stiamo parlando dei “buchi nel cielo”, tecnicamente chiamati ‘fallstreak holes’. Prima che intervenisse la scienza, si erano ipotizzate le teorie più disparate: dagli UFO alle profezie, arrivando addirittura al Dio dei cristiani. In realtà questi fenomeni non sono altro che aghi di ghiaccio che cadendo sulle goccioline sopraffuse (temperatura dell’acqua sottozero ma non ancora congelate a causa della mancanza di nucleazione del ghiaccio) le inglobano nel loro interno, e attraverso un processo chiamato accrezione, ne causano l’aumento di peso, le quali precipitando verso il basso disfano il tessuto nuvoloso. Tale processo si allarga successivamente interessando gli strati adiacenti e creando quindi il “buco”. Possono apparire in cirrocumuli o altocumuli, e quando si avvia il processo di congelamento si innesca un effetto domino attraverso il processo di Bergeron, causando il congelamento del vapore acqueo negli stati circostanti e creando quindi l’alone circolare. Di questi fenomeni se ne verificano in ogni parte del mondo, e un paio di anni fa sono stati resi noti da alcuni video realizzati dalla Russia, dagli Stati uniti, dalla Romania e dal Messico. Si tratta quindi di un fenomeno ormai noto agli scienziati.
I ‘buchi nel cielo’. Cosa sono? Perchè si verificano?


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