Il “Chinook”, il Foehn delle Montagne Rocciose responsabile degli incredibili sbalzi termici tra Canada e USA

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L'origine dei caldi venti di "Chinook" sul versante est delle Montagne Rocciose

Il “Chinook” è un vento caldo e secco che spira frequentemente tra il versante orientale delle Montagne Rocciose e le grandi praterie che si estendono a ridosso della grande catena montuosa nord-americana, fra il sud del Canada e il nord degli USA. Scivolando dai rilievi si tratta di un vento di caduta con spiccate caratteristiche favoniche, per questo lo possiamo definire come il “Foehn” delle Montagne Rocciose. Con il termine “Chinook” si indica anche il caldo e umido vento da sud-ovest che spesso investe le coste dello stato della British Columbia e la zona di Puget Sound. In realtà si tratta dello stesso vento che poi oltrepassa le vette delle Montagne Rocciose per ridiscendere, con spiccate caratteristiche favoniche (una volta superati i crinali il vento tende ad assumere una spiccata componente discendente mentre la massa d’aria per compressione adiabatica tende a riscaldarsi perdendo tutto il carico di umidità), verso lo stato canadese dell’Alberta e quello del Montana, negli USA. Il “Chinook” è molto frequente nelle praterie del sud dell’Alberta, soprattutto nel tratto compreso fra Pincher Creek e Lethbridge. Quest’area è particolarmente interessata da questo vento di caduta per il fatto che una volta scavalcati i crinali delle Montagne Rocciose esso tende ad incanalarsi lungo il Passo del Crowsnest dove poi esce con forti raffiche verso le praterie sottostanti.

Gli effetti del soffio del "Chinook"

Man mano che si procede verso sud, in direzione degli USA, il vento di “Chinook” diventa sempre meno frequente, anche a causa della particolare orografia che non agevola molto il passaggio dei flussi eolici da Sud-ovest o Ovest-sud/ovest. Andando verso sud questo particolare vento favonico è percepibile, seppur a sprazzi, fino a Albuquerque, nel New Mexico, dove si avverte con sostenute raffiche di caduta. Andando verso nord gli episodi di “Chinook” si avvertono fino al nord-est dell’Alberta, nella zona di Fort St.John. Oltre ad essere un vento piuttosto irregolare e con caratteristiche favoniche il “Chinook” ogni qual volta si attiva può originare degli sbalzi termici eccezionali nel corso di poco ore, tanto che i termometri possono passare da -20° a +15° +20° in meno di 24 ore. Questa è infatti la principale caratteristica di questo vento nord-americano. Ciò si avverte soprattutto nella stagione invernale e all’inizio della primavera, quando le praterie dell’Alberta e del nord degli Stati Uniti sono ricoperte da uno spesso strato di neve e ghiaccio, con temperature dell’aria prossime ai -15° -20°.

Quando sulla West Coast, tra nord USA e Canada, sta per transitare un intenso sistema frontale proveniente dal Pacifico settentrionale, accompagnato da intensi venti da SO e O-SO, le forti correnti dai quadranti occidentali (o sud-occidentali) in quota tendono rapidamente a scavalcare le principali vette delle Montagne Rocciose, che in quel punto sfiorano i 4000 metri di altezza (monte Robson 3954 metri), per ridiscendere verso l’Alberta e l’est del Montana, incanalandosi lungo le principali vallate, con forti raffiche di caduta che per il noto fenomeno della “compressione adiabatica” (abbassandosi di quota aumenta la pressione), tendono a riscaldare la massa d’aria di circa +1° ogni 100 metri, raggiungendo le vallate e le pianure sottostanti come una corrente d’aria molto secca e calda che porta conseguenti rialzi termici. Difatti quando le prime raffiche raggiungono le praterie dell’Alberta il cielo diventa subito limpido mentre la temperature comincia a schizzare verso l’alto con il crollo dell’umidità relativa, su valori anche sotto il 15-20 %. Per questo motivo in inverno, appena inizia l’episodio di “Chinook” con le prime raffiche di caduta, si passa da una temperatura iniziale di -15° a una max di ben +10° +15° in poche ore, fino a che non si interrompe il flusso dalle valli delle Montagne Rocciose e la temperatura torna a crollare su valori negativi altrettanto rapidamente con l‘instaurazione dell‘inversione termica al suolo.

Per queste peculiarità il “Chinook” è il principale responsabile degli incredibili sbalzi termici giornalieri che si possono verificare tra l’Alberta e lo stato del Montana. Basti pensare all’impressionante rialzo termico sperimentato a Loma, nello stato del Montana, il 15 Gennaio del 1972. Pensate che prima dell’avvento del vento favonico la temperatura era crollata a -47°, poi in poche ore, con l’irrompere delle raffiche del “Chinook”, la colonnina di mercurio schizzò fino a +7°, una sbalzo davvero impressionante. Finora in nessuna località del pianeta è stata registrata una variazione termica cosi significativa in poche ore. Un record del record che solo un vento dalle caratteristiche del “Chinook” può realizzare. Spesso può accadere che il flusso che origina la componente favonica sul versante orientale delle Montagne Rocciose abbia una origine sub-tropicale, provenendo dalle latitudini sub-tropicale del Pacifico (non lontano dalle Hawaii), quindi calda e umida sino alla West Coast americana. Questo flusso, originariamente caldo, attraversando la catena delle Montagne Rocciose, dove scarica tutto il contenuto di umidità con nubi e annesse precipitazioni, durante la discesa verso l’Alberta e il Montana tende ulteriormente a scaldarsi per “compressione adiabatica” arrivando nei fondovalle come una corrente secca e molto calda, che in pieno inverno può far schizzare le temperature sopra i +20°.

Ecco la famosa "Chinook arch" che si origina all'irrompere delle prime raffiche di caduta

Ad esempio, nel Febbraio del 1992 nella città di Claresholm, in Alberta, il termometro riuscì a superare i +24°, stabilendo la temperatura massima più alta mai toccata in Canada nel mese di Febbraio. Il “Chinook” è molto conosciuto anche nella città di Calgary, una delle principali città dell’Alberta, dove il vento tende ad incanalarsi attraverso la Bow Valley, nelle Montagne Rocciose, per sfociare ad ovest della città con forti raffiche di caduta che si aprono a ventaglio lungo il sud-est dell’Alberta. L’11 Gennaio del 1983 a Calgary la temperatura passò dai -17° fino ai +13° in appena 4 ore. Per questo motivo la nevosità di Calgary è inferiore rispetto a quella delle località circostanti. Un’altra performance del “Chinook” è quella registrata a Spearfish, nel South Dakota, l’22 Gennaio 1943, quando il termometro passò da -20° a +8.3° in soli 2 minuti. Visto i notevolissimi rialzi termici che apporta viene definito come il vento “mangianeve” per eccellenza. L’aria calda e secca che lo accompagna fa fondere rapidamente il manto nevoso presente al suolo in poche ore. A causa dei bassissimi valori di umidità la neve oltre a fondersi in parte evapora, tanto da far sparire oltre 30-40 cm di neve fresca in meno di 24 ore. Poi quando soffia violento la neve accumulata sul terreno viene letteralmente spazzata via. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Lethbridge, qui il 25 Febbraio del 1986 un manto nevoso, spesso più di 1 metro, sparì in poco meno di 8 ore, sotto l’incalzare di violentissime raffiche di caduta che toccarono un picco di ben 166 km/h.

Nubi lenticolari prodotte dal "Chinook"

Essendo un vento che si rinforza sensibilmente, complice anche la forza gravità, durante la discesa e l’incanalamento lungo le ampie vallate che caratterizzano il versante orientale delle Montagne Rocciose questo vento, in presenza di forti “gradienti barici” (differenze di pressione), tra la West Coast e il Canada orientale, può divenire veramente furibondo, soffiando con raffiche di vero uragano, con picchi fino a 150-160 km/h. Nelle località del sud-ovest dell’Alberta, le meglio esposte alle sue sfuriate, le raffiche di caduta dalle vallate retrostanti assumono intensità di una autentica tempesta. Lethbridge, nel sud-ovest dell’Alberta, è probabilmente la città più esposta di tutte. Proprio a Lethbridge il 19 Novembre 1962 è stata misurata una raffica di ben 172 km/h, si tratta della più violenta folata attribuita al “Chinook”, anche se in alcune vallate più interne le raffiche possono divenire ancora più violente negli episodi più forti, arrivando anche a sradicare grossi alberi. Come abbiamo già anticipato questo vento si attiva ogni qual volta un sistema frontale, collegato ad una profonda circolazione depressionaria proveniente dal nord Pacifico, scavalca rapidamente le Montagne Rocciose per portarsi verso il nord degli USA e il Canada centro-meridionale, con intense correnti occidentali a seguito.

Tipico paesaggio incontaminato delle Montagne Rocciose

Di solito gli episodi più intensi di “Chinook” si realizzano quando in quota (nella media troposfera) scorrono intensi flussi occidentali (o da sud-ovest) che spingono molto rapidamente, da Ovest ad est, i sistemi frontali e i cicloni extratropicali che provengono dal Pacifico settentrionale. L’irrompere del “Chinook” è spesso accompagnato dalla formazione della spettacolare “Chinook arch”, una grossa banda nuvolosa ad arco che si origina davanti le catene montuose ed è generata dal sollevamento forzato verso l’alto dell’aria umida che era presente nei bassi strati prima dell’irrompere delle forti raffiche di caduta. Questa particolare banda di nubi stazionaria, dalla forma ad arco, pur mostrandosi molto minacciosa solo raramente può apportare delle precipitazioni degne di nota, regalando in compenso suggestive albe e tramonti. La “Chinook arch” si dirada non appena si arrestano le raffiche discendente sul versante orientale delle Montagne Rocciose. Quando soffia impetuoso il “Chinook” può produrre altre nubi caratteristiche, dalla forma lenticolare, lungo i principali contrafforti montuosi delle Montagne Rocciose, a causa delle forti turbolenze innescata durante il transito sopra gli ostacoli orografici.