Il ciclone afro-mediterraneo è appena nato sull’Algeria, ora muove verso l’Italia; riuscirà ad evolversi a TLC?

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Ormai ci siamo, come previsto lungo l’entroterra algerino, sul versante meridionale dell’Atlante, proprio in queste ore, sta prendendo vita la circolazione ciclonica che penalizzerà il prossimo weekend in gran parte dell’Italia. Difatti, il ritiro dell’anticiclone delle Azzorre in mezzo all’oceano, sta lasciando in eredità una ampia “palude barica” che verrà rapidamente colmata dall’affondo di una profonda saccatura in quota, d’estrazione nord-oceanica, che dal mar di Norvegia, attraverso il Regno Unito, la Francia e la Spagna, si estenderà fino al Mediterraneo centro-occidentale, raggiungendo il nord del Marocco e dell’Algeria, dove si innescherà una importante avvezione di vorticità positiva. Il particolare posizionamento del promontorio anticiclonico oceanica, in mezzo all’Atlantico, sta facendo scivolare umide e fresche correnti dai quadranti settentrionali, da Nord e N-NO, che hanno raggiunto le coste marocchine (affacciate all’Atlantico), penetrando con venti più da NO e O-NO fino al cuore dell’entroterra desertico marocchino, a sud della catena montuosa dell’Atlante. Una parte di questa aria fresca e umida è riuscita ad avanzare fino ai deserti della regione del Maghreb, con sostenuti venti al suolo da Ovest e O-SO che dal Marocco si sono spinti fino all’entroterra desertico algerino e all’area dei grandi “Erg” (dune di sabbia), determinando anche delle tempeste di polvere e di sabbia che si espanderanno, da SO a NE, a gran parte del Sahara algerino. Insinuata in pieno deserto l’aria fresca e umida oceanica, in sfondamento da Ovest, andrà ad interagire con le masse d’aria più calde e molto secche che preesistono nei bassi strati sopra il Sahara algerino, determinando forti contrasti termici e il conseguente richiamo, poco più ad est, di sostenute correnti dai quadranti meridionali che trasporteranno aria molto calda, di origine sub-tropicale continentale, che dai deserti dell’Algeria meridionale e dalla regione del Fezzan (Libia meridionale) si muoveranno verso le coste della Tripolitania e della Tunisia fino al versante orientale dell‘Atlante, originando anche dei drastici aumenti termici nelle suddette aree. Una volta impattato con le pareti meridionali della catena montuosa dell’Atlante le correnti fresche e umide, di vecchie origini oceaniche, creeranno una sorta di circolazione a gomito che favorirà la formazione di un minimo barico orografico nei bassi strati, con valori di 1000 hpa al suolo, associato all’insorgenza di intensi moti convettivi. Nel corso della serata e della prossima nottata questa bassa pressione orografica, posizionata sull’entroterra algerino, responsabile della diffusa nuvolosità e delle piogge e dei rovesci temporaleschi che martelleranno l’Algeria centro-settentrionale, tenderà ad approfondirsi ulteriormente e a strutturarsi alle quote superiori, andando gradualmente a spostarsi verso nord-est e rinvigorendosi. Durante questa fase la depressione orografica andrà pian piano a strutturarsi anche alle quote superiori grazie anche all’intensa avvezione di vorticità positiva che si verrà ad affermare sul Mediterraneo centro-occidentale, mentre alla quota di 500 hpa (nella libera atmosfera) si fionderà un asse di saccatura, colmo di aria fredda, che andrà ad alimentare la giovane ciclogenesi in fase di approfondimento. Durante la prima mattinata di domani la ciclogenesi algerina, alimentata in quota da una profonda saccatura di origini nord-aceaniche, dopo aver rapidamente scavalcato la catena montuosa dell’Atlante Telliano, andrà ulteriormente ad approfondirsi, con un minimo barico centrale pronto a scendere sotto i 994 hpa, spostandosi verso nord-est, in direzione delle coste meridionali della Sardegna, apportando un rapido peggioramento, con la genesi di estesi corpi nuvolosi che porteranno piogge, rovesci e temporali dapprima sulla Sardegna, con una successiva e veloce estensione dei fenomeni alla Sicilia e alle regioni tirreniche, dove sopraggiungeranno delle precipitazioni a carattere diffuso. L’area ciclonica, supportata in quota da una saccatura e lambita nel suo margine più meridionale dal ramo principale del “Jet Stream sub-tropicale” in risalita dall’entroterra nord-africano, nel corso della giornata di domani tenderà rapidamente ad approfondirsi, aspirando sostenuti, a tratti anche intensi, venti di Scirocco che dalle coste della Libia occidentale risaliranno lo Ionio, il medio-basso Tirreno e il bacino tirrenico, con una spiccata e umida componente da SE e E-SE che addenserà una fitta nuvolosità che darà luogo alle piogge estese e ai rovesci di pioggia, mentre sulla Sardegna sopraggiungeranno dei forti rovesci e dei temporali per la discesa di aria più fredda dal Rodano che si scontrerà con l’umido flusso sciroccale in risalita sul medio-basso Tirreno. Nella giornata di sabato la profonda area depressionaria, con minimo stimato sotto i 988 hpa, raggiungerà le coste campane per poi attraversare l’Appennino centro-meridionale per spostarsi sull’Adriatico meridionale entro il pomeriggio/sera, pilotando cosi intense burrasche, da Ovest, sul medio-basso Tirreno e sul Canale di Sicilia, rendendo tali bacini da agitati a molto agitati (forza 6), con la formazione di onde di “mare vivo” alte fino a 4.0-5.0 metri che si andranno ad abbattere lungo le coste della Campania, della Calabria tirrenica e della Sardegna e Sicilia occidentale, dove si realizzeranno delle mareggiate. Le forti correnti occidentali che faranno seguito alla ciclogenesi in giornata sferzeranno con forza la Sicilia, le coste della Calabria tirrenica e la Campania, dove si registreranno raffiche di vento ad oltre gli 80 km/h (localmente anche più nei tratti costieri maggiormente esposti) e consistenti mareggiate che potranno arrecare danni e disagi nei tratti costieri esposti al fenomeno dell’erosione.

Il ciclone algerino riuscirà ad evolversi in un TLC ?

Alcuni modelli, da qualche giorno, evidenziano la possibilità di una evoluzione a TLC (tropical like cyclone) del vortice afro-mediterraneo, in risalita dall’Algeria. In realtà la presenza di molti fattori inibitori renderà molto difficile, se non temporanea, la trasformazione a TLC. Ciò è dovuto alla presenza di un forte flusso sud-occidentale in quota, nella libera atmosfera, che piloterà aria più secca, e alle temperature delle acque superficiali, ancora piuttosto fredde e incapaci di trasferire una sufficiente quantità di calore latente alla colonna d’aria sovrastante. Se ciò si verificherà, durante il passaggio della ciclogenesi sul medio-basso Tirreno, sarà piuttosto veloce e temporaneo, ma bisognerà aspettare la chiusura dell’onda ciclonica che ha precedentemente alimentato il vortice, isolandolo dal flusso principale, per poter costatare che all’interno si sia sviluppata la famosa “warm core” nei bassi strati che contraddistingue i cicloni dalle caratteristiche tropicali da quelli extratropicali. Di sicuro, fra meno di 24 ore, potremo apprezzare delle immagini satellitari veramente spettacolari per tutti coloro che seguono e amano la meteorologia.