Il “Levanter”, il furioso vento orientale che spazza lo stretto di Gibilterra e le coste limitrofe originando particolari fenomeni meteorologici

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La famosa nube a bandiera che precede l'ingresso del "Levanter" sullo stretto

Il “Levanter” è un vento molto umido e temperato che spira frequentemente sul Mediterraneo occidentale, sul mar di Alboran e lungo lo stretto di Gibilterra, condizionando lo scenario meteorologico fra le coste iberiche e quelle del nord-africa. Può verificarsi in qualsiasi momento dell’anno, ma è più frequente da Luglio a Ottobre e nel mese di marzo. In genere bastano delle piccole differenze di pressione tra il vicino Atlantico, l’area del golfo di Cadice e il Mediterraneo occidentale per una sua rapida attivazione. Questo vento si attiva con una certa regolarità all’interno dello stretto di Gibilterra, dove spesso per l’effetto dell’incanalamento, tra Ceuta e Tarifa, riesce a rafforzarsi sensibilmente, spirando anche in modo intenso e burrascoso verso l’Atlantico, con raffiche ad oltre 70-80 km/h. Difatti, all’interno dello stretto di Gibilterra (le famose Colonne d’Ercole per gli antichi romani), il particolare andamento delle coste e la locale morfologia, con bassi rilievi nel vicino retroterra, tende a influenzare notevolmente la ventilazione in loco, per questo i venti soffiano in prevalenza o da Ovest o da Est, scorrendo parallelamente alla linea di costa, fra la punta di Tarifa e Ceuta.

Il “Levanter”, quando soffia sullo stretto di Gibilterra e lungo le coste della Spagna meridionale, generalmente porta cieli nuvolosi o coperti , visto l’eccessiva umidità che questo vento raccoglie durante il passaggio sul Mediterraneo orientale e sul mare di Alboran. L’arrivo del “Levanter” su Gibilterra è quasi sempre preceduto dalla formazione di una grossa nuvola a bandiera, detta “Levant”, che si distende verso ponente, ad ovest della Rocca di Ceuta. Tale nube, che normalmente si produce con vento forza 3-4 Beaufort, si innalza se quest’ultimo aumenta d’intensità e si dissipa se esso raggiunge o supera forza 7-8 Beaufort, per poi riapparire quando la forza del vento torna a decrescere. Quando spira in modo molto teso o intenso le nubi si spostano rapidamente da est ad ovest, andando a diradarsi ad ovest dello stretto. Quando il “Levanter” spira molto forte, per un consistente “gradiente barico” (forti differenze di pressione) tra il vicino Atlantico e il Mediterraneo, può diventare molto pericoloso per la navigazione e può anche provocare dei “vortici” insidiosi che si muovono rapidi da est ad ovest. Nella stagione invernale, come in autunno, questo vento porta forti piogge e rovesci sul settore orientale dello stretto di Gibilterra, causando riduzioni di visibilità e cieli chiusi per nubi basse. In estate invece può causare solo abbondante rugiada e foschie, localizzate nella zona orientale di Gibilterra. A volte, in occasioni più rare, può originare pioviggini, e piogge forti che possono essere associate a temporali, anche intensi.

L'origine del "Levanter"

Solo occasionalmente il “Levanter” può spirare secco senza dar luogo a nubi significative, ciò capita quando davanti la costa atlantica marocchina si va a posizionare un’area di bassa pressione che tende a risucchiare masse d’aria calde e secche (aria sub-tropicale continentale) che risalgono dai deserti del Magre per ripiegare più verso E-SE e Est (curvatura ciclonica) lungo le coste settentrionali del Marocco e lo stretto di Gibilterra, dove l’avvento dell’aria calda viene mascherato da una sostenuta ventilazione orientale. Talvolta invece capita un fenomeno molto curioso e interessante dal punto di vista meteorologico. Può capitare, specie quando dall’Atlantico arriva un fronte freddo, che mentre ad est dello stretto e in quest’ultimo soffia un forte “Levanter“, ad ovest soffi un forte “Vendaval”, che altro non è che l’intenso vento da SO e O-SO che porta burrasche lungo il golfo di Cadice, incanalandosi con forti venti da Ovest fino a Gibilterra. Nella zona d’incontro fra i due opposti venti, in genere davanti la zona di Tarifa, si formano delle aree di forte maltempo per la convergenza fra le correnti, con “groppi violenti“, mare molto agitato, piogge torrenziali e anche possibili trombe marine.

Mareggiata prodotta dal "Levanter" nella zona di Melilla

Il “Levanter”, spesso preannunciato, anche con 24 ore di anticipo, da abbondante rugiada o dalla formazione di foschia a terra, specie su Gibilterra e nella costa ad est di Tarifa, può essere preceduto da onde lunghe da Est che dal mar di Alboran si allungano verso Gibilterra fino all‘Atlantico. L’arrivo dell’onda lunga è già un segnale che indica che fra poche ore il “Levanter” comincerà ad oltrepassare Gibilterra. La cessazione del vento può essere anticipata da una diminuzione dell’umidità e dal diradarsi delle nubi alla sommità dei rilievi del vicino retroterra. Le situazioni sinottiche che possono portare all’attivazione del “Levanter” sono diverse. Fra queste, quella che si ripete più spesso, avviene quando sull’Europa centro-occidentale va a localizzarsi un robusto promontorio anticiclonico oceanico, che tende a distendersi verso la Francia e la Mitteleuropa, mentre al contempo una circolazione depressionaria si localizza a sud-ovest dello stretto di Gibilterra o davanti le coste atlantiche marocchine.

La differenza di pressione che si verrà a determinare causerà l’attivazione del sostenuto vento orientale su Gibilterra e sul mar di Alboran, spirando in modo anche intenso e burrascoso. Il “Levanter” si può formare quando un fronte freddo atlantico si avvicina da ovest verso il golfo di Cadice e lo stretto di Gibilterra. In questo caso il “Levanter” continuerà a spirare fin quando il fronte freddo non avrà raggiunto lo stretto, portando piogge, rovesci e temporali, con una repentina rotazione dei venti da Est ad Ovest. In questo caso genera piogge molto intense sulle coste ad est dello stretto di Gibilterra. Ma un’altra condizione idonea si verifica quando sul mar delle Baleari e il Mediterraneo centro-occidentale si localizza un anticiclone, mentre sull’Atlantico portoghese il campo barico si presenta livellato. Tale squilibrio barico è sufficiente per generare un moderato “Levanter” che però andrà a localizzarsi dentro lo stretto di Gibilterra.