Il terremoto di oggi in Indonesia è stato più debole di quelli del 2004 a Sumatra e del 2011 in Giappone

Il terremoto che oggi si e’ verificato al largo delle coste dell’isola di Sumatra, in Indonesia, e’ stato un evento forte, ma non paragonabile a quello che ha colpito il Giappone lo scorso anno o al terremoto con successivo tsunami che ha devastato la stessa area del Sud Est asiatico nel 2004”. Lo ha detto all’AGI Aldo Zollo, sismologo dell’Universita’ Federico II di Napoli. ”Il terremoto di oggi e’ certamente un evento considerevole, ma tuttavia la sua portata e’ inferiore a quella dei terremoti del Giappone nel 2011 o di Sumatra nel 2004”, ha detto Zollo. ”Se confrontiamo la magnitudo con quello del 2004, il terremoto di oggi e’ stato di circa 8 volte piu’ debole, in termini di energia rilasciata”. La magnitudo del terremoto, inizialmente stimata a 8,9, e’ stata revisionata in seguito a 8,6, quindi circa 3 volte piu’ piccola in termini energetici. Per Zollo, questo puo’ fare la differenza tra un forte terremoto e uno in grado di causare un disastroso tsunami con migliaia di vittime.

Dalle prime informazioni, si puo’ ipotizzare che questo evento non sia accaduto sulla stessa faglia dislocatasi durante il terremoto del 2004, ma che invece sia accaduto su una faglia ad un centinaio di chilometri a sud-est della zona di subduzione che rappresenta il limite tra le placche Indo-Australiana e Sunda, al largo di Sumatra”. Zollo esclude anche la possibilita’ di ripercussioni su scala planetaria. ”Gli effetti del terremoto del 2004 sull’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre ci sono stati, ma sono stati piccoli nonostante la grande energia sviluppata. Non ci aspettiamo che ci siano ripercussioni in seguito a un terremoto come quello di oggi”, ha detto. La zona di Sumatra e quelle circostanti sono da sempre bersaglio di terremoti, segno di una forte attivita’ geologica nella zona, legata ai movimenti relativi delle placche tettoniche. ”Tuttavia, a tutt’oggi non esistono sistemi per prevedere un terremoto in maniera deterministica, cioe’ conoscere data, grandezza e sopr! attutto luogo di occorrenza di un sisma”, ha spiegato Zollo. ”Ma e’ possibile compiere – ha continuato – delle previsioni probabilistiche su medio e lungo termine, da anni a decine di anni, su determinate aree. Possiamo ad esempio prevedere che nelle zone circostanti c’e’ un’alta probabilita’ di verificarsi di altre scosse”. Insomma, quello di oggi e’ stato (per quanto possibile) un terremoto ”nella norma”, e non un’avvisaglia di eventi piu’ grandi su larga scala: ”ipotesi come quella del ‘Big One’, un terremoto su scala planetaria, non hanno fondamento scientifico”, ha concluso Zollo.