La fauna del Trentino è sempre più ricca: trovato uno sciacallo dorato

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Un nuovo arrivo per il Trentino, che contribuisce ad arricchire il patrimonio faunistico: si tratta dello sciacallo dorato, di cui e’ stata rinvenuta in Valsugana una carcassa. Lo sciacallo dorato (Canis aureus) e’ una specie nuova per le Alpi orientali; ha fatto la sua comparsa per la prima volta circa trent’anni fa e non esistono precedenti storici. In Trentino vi sono state, in passato, segnalazioni non verificabili, ma l’esemplare investito da un’automobile in localita’ Barricata di Villa Agendo, costituisce la prima conferma certa. La carcassa e’ stata notata a bordo strada da un cacciatore il quale, insospettitosi per le caratteristiche insolite del canide, ha avvisato il guardiacaccia di zona dell’Associazione cacciatori trentini. L’animale e’ stato recuperato ed e’ stata data segnalazione alla Stazione forestale di Strigno: da un esame preliminare ci si e’ subito accorti che si trattava di un esemplare maschio di sciacallo, del peso di 11,4 kg. Lo sciacallo proviene dall’Europa sud orientale (Balcani), area raggiunta nel tardo Pleistocene (circa 10.000-15.000 anni fa) provenendo dalla vicina Anatolia (attuale Turchia). La sua diffusione successiva e’ stata limitata, si ritiene da ragioni climatiche e dalla competizione con il lupo, alle porzioni piu’ aride e steppiche della penisola balcanica.

Negli ultimissimi decenni pero’ si e’ assistito ad un progressivo ampliamento dell’areale che ha portato lo sciacallo dalle aree dove era gia’ presente con popolazioni cospicue (soprattutto Bulgaria e Croazia) attraverso i paesi della ex-Yugoslavia in direzione nord-ovest sino alla Slovenia, all’Austria, alla Repubblica Ceca, alla Germania e all’Italia Nord orientale. Si ritiene sia stato favorito non poco dalla diminuzione della presenza del lupo registrata nel corso degli ultimi 150 anni. Questo fenomeno di espansione e di distribuzione della specie e’ stato (ed e’ tuttora, probabilmente) sottostimato in quanto la specie e’ scarsamente conosciuta ed e’ confondibile con altre specie di canidi selvatici e domestici. In realta’ gia’ nel 1984 un esemplare venne catturato a san Vito di Cadore (Belluno) dunque non lontano dai confini provinciali. Da allora le segnalazioni sono state pressoche’ continue, soprattutto in Friuli Venezia Giulia, ma anche in provincia di Belluno, di Treviso e di Venezia. Nel 2009 un esemplare e’ stato abbattuto, scambiato per una volpe, in val Pusteria (BZ): si e’ trattato della prima segnalazione per la regione. I rilievi condotti negli ultimi anni evidenziano una situazione piu’ consolidata, con nuclei riproduttivi presenti nell’Italia nord-orientale, certamente in Friuli Venezia Giulia dove e’ stimata la presenza di almeno cinque di questi nuclei, e probabilmente anche in provincia di Belluno.

In Trentino orientale e nelle aree attigue segnalazioni non verificabili sono pervenute in diverse occasioni, tanto che nel 1995 l’allora Servizio Faunistico emano’ una circolare per il personale di vigilanza, ma l’esemplare rinvenuto, investito in localita’ Barricata di Villa Agnedo lungo la strada di fondovalle, costituisce la prima conferma certa della presenza della specie nel Trentino. E’ stato un cacciatore a notare la carcassa a bordo strada e a segnalare al guardiacaccia di zona dell’Associazione cacciatori trentini l’insolito canide. L’animale e’ stato recuperato ed e’ stata data segnalazione alla competente Stazione forestale di Strigno. Il Servizio Foreste e Fauna si attivera’ perche’ vengano effettuate le verifiche biometriche e sanitarie sull’esemplare, ed affinche’ si provveda alla sua conservazione. Lo sciacallo dorato e’ un canide di media taglia dal corpo particolarmente snello, coda corta, muso affilato, orecchie grandi e triangolari, colore dominante grigio-rossastro.

In generale l’aspetto del mantello muta notevolmente nelle stagioni: i soggetti in abito estivo appaiono piu’ chiari, snelli, slanciati, con collo piu’ lungo e coda piu’ corta rispetto a quelli in abito invernale. Lo sciacallo puo’ essere confuso con un piccolo lupo o un magro cane randagio. Rispetto alla volpe e’ invece maggiormente distinguibile perche’ la taglia e’ decisamente superiore, il profilo laterale del tronco e’ inscrivibile in un quadrato, piuttosto che in un rettangolo e la coda, decisamente piu’ corta, ha l’apice nero anziche’ biancastro. Difficile invece risulta essere per questa specie la distinzione tra maschi e femmine, poiche’ simili nelle dimensioni e nella colorazione, sebbene i maschi siano leggermente piu’ massicci e con colori del mantello piu’ contrastanti rispetto alle femmine. Il peso puo’ raggiungere i 15-17 kg negli adulti mentre nei giovani, dall’indole piu’ erratica, e’ in media 8-10 kg.