La prima avvezione calda sta per essere servita, temperature in progressivo aumento in settimana: occhio alle nebbie di mare

La perturbazione atlantica che sta per interessare le regioni settentrionali e le aree tirreniche

Passata l’ultima perturbazione atlantica, che nelle prossime ore apporterà altre piogge e rovesci a carattere sparso sulle regioni settentrionali e su parte delle tirreniche, con delle precipitazioni sparse in arrivo fra la Toscana, l’Umbria e il Lazio, il tempo a partire dal 25 Aprile, festa della liberazione, subiro un nuovo incisivo cambiamento che condizionerà il proseguo di settimana e il prossimo weekend. Difatti un promontorio anticiclonico di chiara matrice sub-tropicale dall’entroterra algerino e libico tenderà a risalire verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo, a seguito dell’affondo di una profonda saccatura nord oceanica, molto ben strutturata in quota, verso l’Atlantico portoghese. Bisogna però fare una precisazione. La cupola anticiclonica che tra la giornata di domani e mercoledì comincerà a risalire il Mediterraneo centro-occidentale e l’Italia non è puramente africana, a differenza di quanto si possa pensare. Bensì si tratta della radice calda dell’anticiclone sub-tropicale delle Azzorre che impossibilitato ad ergersi in senso meridiano, per la presenza di una circolazione depressionaria collocata proprio a ridosso delle isole Britanniche che si andrà ulteriormente ad approfondire, è costretto a muoversi in moto “zonale”, estendendo cosi i propri elementi meridionali verso il Marocco e l’entroterra algerino.

Propagando i propri elementi più meridionali sull’entroterra nord-africano l’alta pressione oceanica andrà in parte a fondersi con l’anticiclone a cuore caldo sub-tropicale sahariano, ben strutturato in quota, che in questo periodo dell’anno mantiene ben saldo il proprio baricentro nel cuore del grande deserto del Sahara, dove sta per accendersi la stagione calda che arroventerà le immense distese desertiche dell’Africa settentrionale, dall’Egitto al Sahara occidentale. L’affondo dell’ampia ondulazione ciclonica oceanica verso l’Atlantico portoghese, ad ovest della penisola Iberica, determinerà l’inevitabile e conseguente risalita di aria calda (avvezione sub-tropicale), lungo il ramo ascendente della saccatura (quello orientale), verso il Mediterraneo centro-occidentale e l’Italia, con l’attivazione di un flusso di aria calda e secca che dall’entroterra desertico dell’Algeria si spingerà in direzione dell’area mediterranea, investendo dapprima le nostre isole maggiori per poi proseguire verso il resto della penisola, determinando un apprezzabile aumento dei valori termici che ci farà assaporare un clima tardo primaverile o quasi estivo in molte aree del bel paese.

Il promontorio sub-tropicale diretto verso il bacino del Mediterraneo

A ciò si aggiungerà l’influenza del promontorio anticiclonico, dalle caratteristiche ibride, che riuscirà a stabilizzare l’atmosfera grazie alla crescente “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti) presente all’interno della struttura anticiclonica che andrà ulteriormente a rafforzarsi sull’entroterra nord-africano, grazie all’apporto a tutte le quote di masse d’aria calde e piuttosto secche di origine sub-tropicale che risaliranno dall’Africa nord-occidentale. Sarà proprio questo afflusso di aria calda e secca in quota a far lievitare i valori termici a partire dalle giornate di mercoledì e giovedì, quando in molte località interne si sfonderanno i +25° +26° all’ombra. Come capita sempre in questo periodo dell’anno l’incremento termico più rilevante riguarderà le aree più interne, le pianure e le valli che si trovano in zone ridossate dagli umidi influssi marittimi o dai venti termici. Tra venerdì e sabato, quando la cupola anticiclonica sub-tropicale in risalita da sud-ovest riuscirà ad espandersi fino alle regioni settentrionali e alla regione alpina, si dovrebbe raggiungere il “clou” di questa prima vera avvezione calda di stagione.

La vasta ondulazione ciclonica che richiamerà l'avvezione calda verso l'Italia

Le temperature più elevate difatti si registreranno solo nelle pianure interne del centro, tra Lazio e Toscana, e sulle località della pianura Padana, dove localmente il termometro si potrà spingere ben oltre i +27° +28°. Lungo le aree costiere e sulle località che si affacciano sul mare, o che sono particolarmente esposte alle brezze o ai venti termici, il rialzo termico sarà fortemente mitigato dalle fredde acque superficiali dei mari, che proprio fra Marzo e Aprile raggiungono le temperature medie più basse dell’anno, dopo aver ceduto tutto il calore accumulato in estate nel lungo periodo invernale. Per questo nelle città di mare non si dovrebbero raggiungere valori particolarmente elevati per il periodo, con importanti differenze con le località dell’entroterra che subiranno un importante aumento termico rispetto alle temperature sperimentate nelle ultime settimane.

La risalita della prima importante avvezione calda potrebbe agevolare la formazione delle affascinanti nebbie d’avvezione (o nebbie di mare)

Intanto la risalita delle prime avvezioni calde dall’entroterra algerino e libico sul Mediterraneo si iniziano a presentare le condizioni ideali per la nascita delle affascinanti “Nebbie di mare” (o nebbie d’avvezione). Le nebbie d’avvezione non sono altro che distese di strati sottili che mantengono la base in prossimità del suolo o della superficie marina. La loro formazione solitamente avviene quando una massa di aria calda ed umida scorre sopra la superficie marina più fredda e durante il giorno, quando si attivano i venti termici e le brezze, possono raggiungere la costa e il vicino retroterra, con densi banchi di nebbia che possono produrre drastiche riduzioni della visibilità orizzontale anche in località piuttosto distanti dalle aree litoranee. Sul mar Mediterraneo e sui bacini che circondano l’Italia le nebbie d’avvezione sono molto comuni nella stagione primaverile, allorquando dall’entroterra nord-africano, in genere dal deserto algerino e dalla Libia, iniziano ad affluire masse d’aria, d’estrazione sub-tropicale continentale, piuttosto calde, visto il deciso riscaldamento, indotto dal passaggio zenitale del Sole, che fra Marzo e Aprile interessa tutta la fascia sub-sahariana e buona parte dell’immensa distesa desertica del Sahara, con valori termici che sfondano per la prima volta il muro dei +40° +43° dopo il periodo invernale.

Proprio in questo periodo dell’anno, i venti di Scirocco, Ostro e Libeccio che risalgono dall’entroterra nord-africano, cominciano a trasportare aria molto più calda che è costretta ad attraversare il “mare Nostrum”, che si mostra piuttosto freddo dopo la lunga stagione invernale, raggiungendo le temperature più basse dell’anno, con cifre anche inferiori ai +14° +13°, visto che tutto il calore accumulato durante l’estate viene gradualmente smaltito nei mesi invernali. Lungo le coste nord-africane, tra Egitto, Libia, Tunisia e Algeria, i venti che spirano dai quadranti meridionali si presentano piuttosto secchi, polverosi e poveri di umidità. Una volta scivolati sul Mediterraneo, già sopra Malta, tra il Canale di Sicilia e il basso Ionio, le calde correnti africane, provenienti da Sud, tendono ad umidificarsi notevolmente, fino al punto da trasformarsi in venti umidi e carichi di vapore acqueo.

Nebbia di mare

L’umidità raccolta e contenuta in seno al flusso caldo, di matrice sub-tropicale (tipica situazione da avvezione calda sul Mediterraneo), scorrendo sopra la più fredda superficie marina, man mano che sale verso nord, tende a rapidamente raffreddarsi, favorendo cosi la condensazione del vapore acqueo con la conseguente formazione dei banchi di nebbia in mare, che altro non sono che estesi strati sottili che mantengono la base a pochi metri dalla superficie del mare. Le formazioni nebbiose marittime sono favorite dalla presenza di una debole, se non nulla, circolazione dei venti nei bassi strati (non superiore al forza 3-4 della scala Beaufort), indotta da un campo barico alto e livellato. Nel weekend non sono da escludersi delle nebbie d’avvezione nei mari attorno la Sardegna e sul Tirreno, dove si faranno più accesi i contrasti termici con la fredda superficie marina.

Si nota l'ampia ondulazione in seno alla "Jet Stream" che dal nord Atlantico si muove verso il vecchio continente