Le radiazioni di Chernobyl e Fukushima sono state meno gravi del previsto sulla fauna selvatica

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Le radiazioni fuoriuscite dagli incidenti nucleari di Chernobyl e Fukushima potrebbero essere state, per la fauna selvatica, meno gravi di quanto ritenuto finora. Lo sostiene uno studio congiunto delle Universita’ di Portsmouth e del West of England, pubblicato sulla rivista della Royal Society, Biology Letters. Fino ad ora, gli scienziati avevano creduto che le radiazioni avessero avuto un effetto drammatico sulle popolazione di uccelli in seguito all’incidente avvenuto in Ucraina nel 1986, danneggiando il loro meccanismo antiossidante di difesa. La ricerca britannica e’ riuscita per la prima volta a quantificare tale effetto, scoprendo che i volatili possono far fronte a quei livelli di densita’ delle radiazioni. ”Allo stesso modo i livelli registrati a Fukushima – ha spiegato Jim Smith, fisico ambientale alla Portsmouth – non dovrebbero causare stress ossidativo alla fauna selvatica. Crediamo che, probabilmente, il danno inflitto alle popolazioni di uccelli di Chernobyl sia da attribuire a differenze di habitat, dieta o ecosistema, piuttosto che alle radiazioni dirette. Non possiamo escludere effetti sulla fauna, ma nelle zone circostanti l’incidente dell’86 quella selvatica ha recuperato e attualmente sta addirittura aumentando a causa della minore percentuale di esseri umani nella zona”.