22 aprile 2012, giornata della terra in un anno in cui, secondo alcune profezie (che non hanno alcun riscontro scientifico), dovrebbero verificarsi fatti di tal portata da segnare una significativa discontinuita’ tra tutto cio’ che e’ stato e tutto quello che dal 21 dicembre in poi dovrebbe succedere. Disastri, naturalmente. Tutti apocalittici e di cui si e’ fatto interprete il catastrofismo del film ‘2012’, grande successo dello scorso anno. Oltre pero’ che dei buoni propositi e dei disastri futuri, in questa giornata della terra ci si potrebbe occupare anche di quei disastri passati che per una serie di strane combinazioni sono stati rapidamente dimenticati o semplicemente ignorati. Messi a tacere dai governi o capitati a cavallo di tragedie di maggiore appeal mediatico. Polvere di catastrofi finita sotto il tappeto di una sfavorevole congiuntura. 28 luglio 1976, una fortissima scossa di terremoto colpisce Tangshan, una citta’ industriale ad est di Pechino. Un quarto della popolazione, su un totale di un milione di abitanti, muore sotto le macerie. Siamo in piena era dei blocchi contrapposti, comunismo da una parte e capitalismo dall’altra. Il regime cinese rifiuta gli aiuti internazionali e fa calare il segreto di Stato che blocchera’ ogni tipo di informazione per tre anni. Un disastro di immani proprorzioni, simile a quello che si era verificato appena un anno prima quando la diga di Banquiau sul fiume Ru, nella prefettura di Zhumadian, fatta costruire dal Governo cinese per arginare la forza dei tifoni che in passato avevano devastato la regione, crolla improvvisamente, spazzata via dall’uragano Nina con un effetto domino che travolge altre 62 dighe a valle. Ancora oggi non si sa esattamente in che giorno sia avvenuto il disastro ne’ il numero totale delle vittime, stimato tra le 90 e le 230 mila. La catastrofe, mantenuta segreta per 20 anni, venne scoperta dal Human Rights Watch nel 1995.
Segreto di Stato anche sul terremoto che nel 1948 colpi’ Ashgabat, l’odierna capitale del Turkmenistan, radendola al suolo. Stalin ordino’ di mantenere segrete tutte le informazioni sul terremoto. Un segreto che ha retto per 40 anni: solo nel 1988 si e’ potuto fare un approssimativo bilancio delle vittime, 110 mila, undici volte il numero che era trapelato all’epoca. Tra i disastri dimenticati o nascosti ci sono poi quelli che alla tragedia hanno dovuto aggiungere la disgrazia di essere capitati in mezzo a disastri piu’ gravi che hanno catturato l’attenzione dei media. Tra questi l’uragano Stan che nell’ottobre del 2005 ha travolto Guatemala, El Salvador, Nicaragua, Honduras, Costa Rica e Messico, uccidendo 2000 persone. Ma Stan e’ arrivato dopo l’uragano Katrina e poco prima del terremoto in Pakistan e non ha fatto notizia. Se ne sono accorte solo le 40 mila persone che a distanza di 7 anni continuano a vivere in capanne provvisorie. Pensando al Belice sembra quasi una storia italiana.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?