L’ITCZ e le piogge “zenitali” avanzano verso nord sul fronte africano; siccità scongiurata sui paesi del Corno d’Africa?

La stagione delle piogge “zenitali” sul continente africano continua ad avanzare verso nord col progressivo rialzo di latitudine dell’ITCZ, il noto “fronte di convergenza intertropicale”. Siamo ormai giunti alla fine del mese di Aprile, periodo dell’anno in cui il sole tende sempre più ad avvicinarsi allo Zenith (quando i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) lungo la fascia tropicale dell’emisfero boreale, tra l’equatore e il tropico del Cancro, determinando l’inizio della stagione più calda, specie nei territori con clima prettamente continentale, lontani dalle umide influenze marittime. I passaggi zenitali del sole hanno delle importanti ripercussioni sul clima planetario, influenzando gli spostamenti del famoso “fronte di convergenza intertropicale“, meglio conosciuto con la sigla ITCZ, una estesa cintura di bassa pressione, di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno l’equatore. Il regime di bassa pressione termica (valori che possono scendere sotto i 1005 hpa), che predomina lunga la fascia equatoriale, è originato dal costante riscaldamento e dalla convergenza degli Alisei di NE e SE che convogliano masse d’aria molto umide e calde proprio attorno l’equatore.

Convergendo fra di loro gli Alisei costringono le umide masse d’aria che raggiungono l’area equatoriale e la fascia sub-equatoriale ad innalzarsi verso l‘alto, agevolando la formazione di forti moti convettivi (correnti ascensionali particolarmente intense) che alimentano l’insorgenza di imponenti nubi cumuliformi (Cumulonembi temporaleschi che possono raggiungere anche i 16-17 km di altezza), capaci di dare luogo a forti temporali e rovesci di pioggia (alle volte accompagnate da impetuose raffiche di “Downburst”) anche violenti, solitamente concentrati durante le ore pomeridiane e serali. Come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente il “fronte di convergenza intertropicale”, un indice climatico spesso molto sottovalutato, non resta stabile presso l’equatore tutto l‘anno, ma subisce delle periodiche fluttuazioni a sud e a nord della linea equatoriale, seguendo i passaggi zenitale del sole. In questo periodo, in piena primavera boreale, il sole comincia ad avvicinarsi allo Zenith nella fascia a nord dell’equatore, con massimi di insolazione concentrati tra i mesi di Maggio e Giugno a ridosso del tropico del Cancro. Ciò comporta un conseguente innalzamento dell’ITCZ verso la zona climatica a nord dell’equatore, iniziando quel cammino che lo spingerà verso la fascia tropicale settentrionale, dove l’arrivo dell’estate boreale coincide con l’inizio della stagione delle piogge (le piogge zenitali sull’Africa sub-sahariana e i Monsoni sull’Asia meridionale). In questi giorni il graduale riscaldamento dei territori semi-desertici dell’Africa sub-sahariana, generato dall’avvicinamento del sole allo Zenit (sempre più alto sull’orizzonte) e alla presenza di un regime anticiclonico, con aria calda e molto secca nei bassi strati, sta favorendo una fluttuazione dell’ITCZ verso nord, lungo il fronte africano. Già nei giorni scorsi, la graduale risalita dell’ITCZ ha favorito un notevole rinforzo dell’attività convettiva sui paesi che si affacciano fra il golfo di Guinea, l’oceano Indiano e sul Corno d‘Africa. In settimana le piogge e i temporali legati ai primi spifferi di aria umida proveniente dai quadranti meridionale, hanno interessato la Somalia e l’altopiano etiope, fino all’Eritrea e all’entroterra montuoso dello Yemen occidentale. Spesso in queste regioni l’attività convettiva scoppia improvvisamente nelle ore centrali del giorno quando il calore irradiato dal sole, prossimo allo Zenith (raggi solari perpendicolari sull’orizzonte nelle ore centrali del giorno), favorisce l’innesco di forti correnti ascensionali che costruiscono varie Celle temporalesche pronte a scaricare locali piogge e dei temporali a carattere sparso che bagnano le aride terre dei poveri stati dell‘Africa sub-sahariana e del Corno d‘Africa. Da notare come quest’anno, il rapido avanzamento verso nord dell’ITCZ, ha finalmente distribuito un bel po’ di piogge e forti temporali lungo la Somalia centro-meridionale, in parte dell’Eritrea e nel sud dell’Etiopia, gli stati maggiormente messi in ginocchio lo scorso anno da una delle peggiori siccità degli ultimi 60 anni. Addirittura nei giorni scorsi aria piuttosto umida proveniente dall’oceano Indiano è riuscita a penetrare nell’arido e rovente entroterra somalo, agevolando cosi lo scoppio di forti correnti ascensionali che hanno poi costruito imponenti nubi temporalesche (Cumulonembi), alte più di 10-12 km, che hanno poi prodotto rovesci e forti temporali che si sono distribuiti a macchia di leopardo sul territorio, interessando alcune zone e lasciandone a secco altre limitrofe. Le immagini satellitari hanno evidenziato come molti temporali, generati da più Cellule che nello stadio della maturazione si sono poi congiunte in una grossa Multicella carica di fulminazioni (una caratteristica tipica dei temporali di calore caratterizzati da potenti “Updraft”), abbiano interessato solo specifiche aree nella Somalia centro-meridionale, dove molto probabilmente si sono verificati dei forti acquazzoni che hanno prodotto pure allagamenti, data l’incapacità dell’arido terreno di raccogliere tutta quella quantità d’acqua in cosi poco tempo. In alcune aree sarebbero caduti più di 100 mm d’acqua in appena 10 giorni. Ma i primi forti temporali hanno fatto la loro comparsa anche nel Sudan meridionale, in particolare nella regione del Darfur, nel nord della Nigeria e del Camerun, come fra Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio settentrionale, dove fra poche settimane giungeranno le intense precipitazioni portate dall’umido flusso del “Monsone di Guinea”. Probabilmente l’intensa attività convettiva che da settimane interessa le aree interne montuose dello Yemen e l’Arabia Saudita centro-meridionale, in particolare il settore sud-occidentale, è da ricercare in parte all’avanzamento dell’ITCZ e in parte al passaggio del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” sulla penisola Arabica, condizione che esalta notevolmente la formazione dei moti convettivi sopra lo strato di aria molto calda e secca che preesiste sulle superfici desertiche dell’Arabia Saudita. Il forte “getto” transitando sopra lo strato di aria molto calda e secca che in questo periodo comincia a formarsi sopra le superfici desertiche della penisola Arabica (come tra Pakistan e India) soggette ad un prevalente regime anticiclonico in quota (anticiclone sub-tropicale), tende a produrre turbolenze atmosferiche (per il vuoto d’aria in alta quota prodotto dallo scorrimento veloce del ramo principale del “Jet Stream”) che innescano la nascita di violenti moti convettivi (correnti ascensionali) con la conseguente formazioni di grosse Cellule temporalesche e alle volte vere e proprie Multicelle, caratterizzate da attività elettrica a fondoscala (con frequenti tempeste elettriche, come avviene spesso tra Pakistan, India e Bangladesh alla fine della stagione calda, fra Maggio e Giugno), forti rovesci e turbolenti colpi di vento che accompagnano i fenomeni più intensi. Molti di questi temporali sviluppandosi in altezza sono stati toccati nella parte superiore dal forte “Jet Stream” che scorre in alta quota, da sud-ovest a nord-est, divenendo cosi delle Cellule temporalesche con uno spiccato asse obliquo, con incudini in rapido allontanamento dalla base originale dei Cumulonembi. In queste ore delle Cellule temporalesche con spiccato asse obliquo si sono formate pure sull’Eritrea, dove le incudini dei Cumulonembi una volta agganciate dalla “corrente a getto” si spostano rapidamente verso il mar Rosso raggiungendo le coste sud-occidentali dell’Arabia Saudita con nubi alte e piriformi in grado di coprire il cielo. L’attività temporalesca nei prossimi giorni dovrebbe ulteriormente intensificarsi, specie fra l’area del golfo di Guinea, sul territorio somalo, come nel vicino altopiano etiope, con l‘ulteriore avanzamento verso nord del “fronte di convergenza intertropicale“ che insegue i passaggi “zenitali“ del sole, ormai prossimi al tropico del Cancro. Di sicuro queste piogge rappresentano un ancora di salvezza per le popolazioni locali, duramente colpite dalla catastrofica siccità dello scorso anno.