Lo scorso anno, nel 2011, la Pasqua è “caduta” ben più in ritardo rispetto a quest’anno. Era domenica 24 aprile e la Pasquetta coincise con il 25 aprile; le condizioni del tempo furono incerte, nuvolose con qualche debole precipitazione e temperature in linea con le medie del periodo; nulla a che vedere con il freddo e il forte maltempo di quest’anno quando proprio tra ieri e oggi, nei giorni di Pasqua e Pasquetta, sull’Italia si sta verificando l’ultimo colpo di coda invernale. Non è da escludere nelle prossime ore, tra le massime di oggi e le minime di domani mattina, che al centro/sud si possa battere qualche record di caldo.
Un freddo così, alla fine della prima decade di aprile, non è certo consueto; ma non è neanche consueta una situazione come quella dello scorso anno quando tra 7 e 11 aprile l’Italia fu colpita da un’eccezionale ondata di caldo provocata da un “mega-anticiclone” posizionato sull’Europa centro/occidentale. In un anno siamo passati da un eccesso all’altro.
L’afflusso di correnti particolarmente calde nella libera atmosfera, in quei giorni, determinava una sensibile quanto anomala “scaldata” su tutta l’Europa occidentale, tanto che in molte località della Spagna meridionale e sui paesi Baschi (complice l’effetto favonico ai venti meridionali) si sono toccate punte superiori ai +31/+32°C.
Tra 7 e 8 aprile l’aria calda in risalita dall’entroterra desertico marocchino invadeva anche sulle nostre regioni nord-occidentali, tra Piemonte e Valle d’Aosta, dove si registravano i primi +30°C ufficiali del 2011, proprio ad Aosta.
A differenza dell’ondata di calore che ha colpito la Spagna e il sud-ovest della Francia, sulla Valle d’Aosta e in Piemonte l’incredibile impennata della colonnina di mercurio fu enfatizzata dall’attivazione di temporanea correnti favoniche nord-occidentali che hanno ulteriormente scaldato le masse d’aria calde in sfondamento dal confine francese.
Il particolare dislocamento dell’impalcatura anticiclonica, che ha posizionato i propri massimi barici tra Spagna e Francia, ha richiamato un flusso di aria calda e secca, proveniente dal Maghreb, che ha interessato la Spagna e la Francia centro-meridionale, con l’arrivo di isoterme prossime i +14/+16°C alla quota di 850 hpa.
Ciò spiega anche le massime “esagerate” segnate odierno da molte località di Piemonte, Lombardia e Veneto, che hanno registrato punte di +29/+30°C, quest’annoancora mai raggiunti nonostante un marzo decisamente caldo e con tanti picchi superiori ai +25/+26°C ma senza eccessi così estremi. Si trattò di valori pienamente estivi, davvero eccezionali per la prima decade di Aprile, largamente superiori alle tradizioni medie del periodo.
Ancora più incredibili furono i valori toccati in alta quota, segno dell’imponente avvezione calda sahariana che ha interessato soprattutto gli strati più alti della troposfera. Nella nota località turistica di Courmayeur si superarono addirittura i +22°C.
Sulle regioni meridionali e sulle isole maggiori invece il caldo era fortemente attenuato dalla persistente ventilazione dai quadranti settentrionali, a tutte le quote, che ha inibito fortemente la risalita termica.
In molte città e località del sud Italia infatti non si sono superavano i +20/+22°C a causa dei freschi venti da N-NO provenienti dal mare, ancora piuttosto freddo, come spesso capita in primavera.


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