Le polemiche legate al nome dei cicloni e degli anticicloni e alla bufala di Hannibal, di cui abbiamo già parlato stamattina in quest’articolo, stanno facendo molto discutere negli ambienti di studiosi e appassionati di meteorologia. Dopo aver riportato le riflessioni di Giuliacci e quelle di Morico, abbiamo sentito il Tenente Colonnello del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, Guido Guidi, fondatore del http://www.climatemonitor.it/ che come il collega Morico, che aveva consigliato di chiamare l’anticiclone “Biancaneve”, usa un riferimento disneyano per sintetizzare una riflessione sull’argomento sdrammatizzando un tema comunque serio e importante. Proprio ieri sul CM, Guidi spiegava il suo punto di vista: “questa pratica di nominare i soggetti atmosferici la trovo stucchevole, spesso disinformante e alquanto provinciale. Stucchevole perché che si tratti di anticicloni o cicloni, cioè di bello o cattivo tempo, è chiaro che la nomina ha solo scopi mediatici. E dato che i media sono del tutto omologati, dopo cinque minuti che l’inventore di turno ha iscritto all’anagrafe il soggetto in questione, non si parla d’altro per giorni. Disinformante perché la pratica di dare i nomi ai soggetti atmosferici riguarda esclusivamente le tempeste e i cicloni tropicali, soggetti che fanno danni veri, ma che per fortuna non si sognano nemmeno di passare dalle nostre parti. Evocarne quindi il ‘carattere’ anagrafico solo per scopi mediatici è nella migliore delle ipotesi segno di scarsa attenzione al contenuto della propria comunicazione, magari tecnicamente eccellente, ma del tutto fuori luogo dal punto di vista sociologico. Provinciale perché la suddetta pratica di assegnazione di un nome proprio alle depressioni delle basse latitudini, è regolata da opportuna codifica dell’OMM. In sostanza ogni anno si sa in anticipo quali nomi, partendo da tre liste in ordine alfabetico già definite e scelte a turno, saranno assegnati agli eventi che si manifesteranno. Quando uno di questi eventi diventa disastroso, il nome viene ritirato dalla lista. In assenza di analoga regolamentazione, assente in quanto assolutamente non necessaria, scimmiottare le procedure dell’autorità meteorologica mondiale e delle organizzazioni nazionali da essa delegate è un complesso di inferiorità. Farà caldo? Pioverà molto? Chiamiamo le cose col loro nome, chi ascolta capirà e non avrà bisogno di prendersela col proprio cane o con il vicino di casa se per caso hanno lo stesso nome dell’afa o del temporale in arrivo“.
Ai nostri microfoni ha aggiunto oggi che “la peggior cosa che può succedere a chi deve o vuole trasmettere un messaggio al pubblico, è che si adegui la qualità dello stesso alla scarsa qualità della richiesta di un certo genere di comunicazione facilona convinto che chi ascolta o legge sia deficiente. Si innesca un circolo vizioso per cui la domanda e la risposta sono sempre più idiote. Quando qualcuno di questi aspiranti meteo divulgatori e purtroppo consolidati comunicatori si accorgeranno che questa materia oltre che per le gite fuori porta è vitale per il sistema produttivo di una società che abbia a cuore il suo presente e futuro sarà sempre troppo tardi. Ma oggi purtroppo fare le cose seriamente non è più di moda. Luigi Mariani mi ha ricordato un vecchi adagio secondo cui «la moda è una farsa eccellente ma ha un unico difetto: nessuno ride perchè tutti recitano»“.
In conclusoine, Guidi afferma: “alla fine l’anticiclone arriverà e porterà certamente bel tempo, anche se tipicamente sciroccale e quindi primaverile. Ma questo, sebbene farà caldo anche nella patria di Annibale e Asdrubale, succederà perché nel frattempo arriverà quasi la neve in Marocco e acqua a catinelle, per non dire alluvionale in Francia e Spagna. Se questa i patiti dell’anagrafe la vogliono vendere per buona stagione io sono Paperino. Quack“.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?