Un nuovo metodo per identificare le ‘impronte digitali’ lasciate sui livelli del mare da calotte di ghiaccio vittime di scioglimento: e’ stato individuato da un team di ricercatori delle Universita’ di Toronto, Harvard e Rutgers in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Con il riscaldamento globale, la fusione di calotte di ghiaccio produce un modello distinto e non uniforme del cambiamento nei livelli del mare, che nell’area vicino alla calotta si abbassa ma si innalza man mano che ci si allontana. Dal momento che il modello riprodotto e’ unico per ciascuna calotta, si parla di ‘impronta digitale del livello del mare’. “I nostri risultati forniscono un nuovo metodo per distinguere i dati storicamente disponibili sulle impronte digitali da altri processi come le onde dell’oceano, le maree, i cambiamenti nella circolazione oceanica e l’espansione termica degli oceani – ha detto Carling Hay, dell’Universita’ di Toronto, autore principale dello studio -. Le impronte possono infatti permetterci di stimare i contributi delle singole calotte di ghiaccio all’innalzamento globale dei mari”. Carling Hay e i colleghi Jerry Mitrovica e Eric Morrow dell’Universita’ di Harvard e Robert E. Kopp della Rutgers hanno individuato e introdotto tecniche statistiche mai applicate in precedenza a questo problema, e hanno iniziato a sviluppare un nuovo metodo che utilizza tecniche di analisi dei dati comuni in altri campi come l’ingegneria, la scienza, l’economia e la meteorologia.
Nuovo metodo per identificare le “impronte” dei ghiacci sul livello dei mari


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