
Nel 1997, a soli 3 anni dall’impatto della cometa shoemaker-levy su Giove, una delle comete più brillanti del secolo fu visibile ad occhio nudo nei nostri cieli. A distanza di 15 anni ecco le emozioni vissute in quei giorni da un eccezionale documento ritrovato per caso. La Hale-Bopp, formalmente definita C/1995 O1, è stata probabilmente la cometa più osservata del XX secolo, e una delle più luminose mai viste da molti decenni. È stata indicata come la Grande Cometa del 1997. Fu visibile ad occhio nudo per ben 18 mesi, il doppio della Grande Cometa del 1811 (C/1811 F1). Fu scoperta il 23 luglio 1995 quando si trovava ancora molto lontano dal Sole, facendo credere che, passandogli vicino, avrebbe potuto diventare luminosissima. Anche se la luminosità di una qualsiasi cometa è molto difficile da prevedere con un certo grado di accuratezza, quando transitò al perielio il 1º aprile 1997 Hale-Bopp andò oltre le previsioni. Divenne visibile a occhio nudo nell’estate del 1996; anche se il suo tasso di luminosità si ridusse considerevolemente durante l’ultima metà del 1996, gli scienziati erano ancora abbastanza ottimisti sulla possibilità che la cometa avrebbe potuto raggiungere una luminosità di tutto rispetto. Nel dicembre 1996 era troppo vicina al Sole per poterla osservare ma, quando nel gennaio 1997 riapparve, era abbastanza luminosa da essere osservabile senza l’ausilio di strumenti, persino nel cielo delle grandi metropoli soggette a inquinamento luminoso. Internet era un fenomeno in forte crescita a quel tempo e molti siti web in tutto il mondo che seguivano la sua traiettoria, divennero estremamente popolari fornendo giornalmente immagini della cometa. Internet giocò un ruolo importante nel suscitare attorno alla cometa Hale-Bopp un interesse senza precedenti. Nel momento in cui si avvicinò al sole la sua luminosità raggiunse nel febbraio 1997 la 2º magnitudine, mostrando la presenza di due code: la prima, formata da gas di colore blu in direzione del sole, mentre la polvere gialla della seconda curvava tangente la sua orbita. Il 9 marzo 1997 un’eclissi solare in Mongolia permise di osservarla persino durante il giorno. Nel momento del suo passaggio al perielio, il 1º aprile 1997, la cometa era una visione veramente spettacolare. Risplendeva luminosissima, più di qualsiasi stella del cielo, eccetto Sirio, e le sue code si allungavano di 30-40 gradi nel cielo. Ogni giorno la cometa era visibile poco prima che fosse completamente buio. Nel momento in cui passò al perielio, molto vicina al sole, la cometa era visibile per tutta la notte agli osservatori dell’emisfero Nord. Per comprendere quanto fosse straordinaria, se fosse passata ad una distanza simile alla Terra come la Cometa Hyakutake (C/1996 B2) nel 1996, la coda della cometa avrebbe coperto tutta la volta del cielo e sarebbe stata luminosa quanto la Luna piena. Tuttavia, anche se il punto più vicino a cui la cometa si è avvicinata alla Terra distava più di un’unità astronomica, una distanza che avrebbe reso già invisibili la maggioranza delle comete, Hale-Bopp copriva con le due code ancora metà della volta celeste, anche se le parti più distanti erano troppo deboli per essere visibili ad occhio nudo. Senza ombra di dubbio la cometa batté molti record: fu la cometa scoperta alla distanza maggiore dal Sole, quella con il nucleo cometario più grande conosciuto, quella che rimase visibile ad occhio nudo per un periodo più che doppio rispetto a quelle precedenti conosciute. Inoltre brillò di magnitudine 0 per otto settimane, più di qualsiasi altra cometa osservata nei cento anni precedenti.

LE EMOZIONI DI QUEI GIORNI – A soli 17 anni si sogna attraverso una spensieratezza che in molti casi, complici i problemi quotidiani, svanisce nel tempo. Due ragazzi appassionati di astronomia e uno degli eventi più belli degli ultimi tempi, danno vita ad un documento che abbiamo trovato per caso, e che custodiremo sempre con cura. Negli anni 1990 i cieli erano molto meno interessati dall’inquinamento luminoso che oggi affligge gran parte delle aree urbane e sub-urbane, per cui molte aree permettevano una visione straordinaria del firmamento. Andiamo a leggere le autentiche emozioni di quei giorni, scritte su un semplice diario: “E’il 31 Marzo 1997. Ci troviamo in una postazione fantastica raggiunta per l’evento del secolo: il passaggio della cometa Hale-Bopp. Siamo sulle colline calabresi, a 90 metri circa s.l.m. Le condizioni meteorologiche sono molto incerte, spira un fortissimo vento con temperatura rigida. In giornata ci sono state nevicate a bassa quota sul Nord della Calabria, con fiocchi sino alla bassa collina. Il cielo è parzialmente nuvoloso, con ampie schiarite che permettono una visione straordinaria della volta celeste. Dopo un’escursione indimenticabile tra monti e boschi, ci rechiamo in postazione dove osserveremo la cometa. Alle 20:00 il cielo comincia ad oscurarsi e le strumentazioni vengono preparate sul terrazzo di casa. La volta celeste è visibile per quasi 360°, e nonostante la presenza delle nubi, si cominciano a vedere le principali costellazioni. E’ ormai tutto pronto: abbiamo un abbigliamento molto pesante per vincere il forte freddo. Si rende visibile Mercurio, molto basso sopra le vette montane; l’elongazione è di soli 19°. Verso Sud-Ovest ecco la costellazione di Orione: nonostante sia molto bassa, sono visibili una miriade di stelle, che nel binocolo 12×50 riempiono l’intero e vasto campo visivo. La nebulosa M42 si riesce a scorgere facilmente anche ad occhio nudo. Ma alle 21:00 circa, ecco che osserviamo la cometa. Questa sera passa al perielio, a 0,914 U.A. (Unità astronomiche, ndr) dal Sole e a 1,35 U.A. dalla Terra. L’osservazione non è disturbata nemmeno dalla Luna che sorgerà all’1:47. Il telescopio newton di 11 cm viene puntato sull’oggetto: la coda di polveri della Hale-Bopp è simile ad un ventaglio, che ricorda la cometa Mrkos e la West, passate rispettivamente nel 1957 e nel 1976. Il Sole è calato alle 18:35 T.U. (Tempo universale, ndr), e pertanto bisognerà attendere circa 15 minuti perchè incominci la notte astronomica. Riusciamo a calcolare un’altezza sull’orizzonte da parte della cometa di 21° e un azimuth di 312°. L’ascensione retta è di 1h 46m, mentre la declinazione è di +44°37’. Il nucleo è ben visibile, e nel binocolo lo spettacolo è superbo. Se ci fossero gli antichi astronomi-indovini di un tempo sarebbero spaventati e preoccupati per le tragedie che avrebbe dovuto causare questo corpo celeste. Nel passato infatti si credeva che le comete fossero presagi di sciagure, sventure e maledizioni degli Dei. Oggi invece con la tecnologìa avanzata siamo perfettamente a conoscenza delle caratteristiche strutturali di questi astri. Le comete infatti altro non sono che corpi rocciosi (solitamente del diametro di qualche Km), composti da un nucleo ghiacciato. Nel compiere il loro giro di rivoluzione, percorrendo cioè la propria orbita, questi oggetti si avvicinano notevolmente al Sole, il quale emanando calore e flussi di particelle, crea il cosiddetto “vento solare”. La cometa nel suo avvicinarsi alla nostra Stella tende a sciogliersi creando una scia: è la chioma, che in casi eccezionali sarà visibile anche ad occhio nudo dalla Terra, creando uno spettacolo superbo per gli appassionati e non, di astronomia. In questi giorni anche gli osservatori occasionali stanno correndo lontano dai centri urbani per osservare questo fenomeno così raro e i ragazzi sprovvisti di telescopio ne stanno acquistando per entrare nel fantastico mondo dell’astronomia. Gli osservatori astronomici non professionali, dove gli astrofili mettono a disposizione gli strumenti per le osservazioni, stanno registrando un boom di visitatori. Questi corpi sono visibili da cieli bui extraurbani o dalla montagna, dove l’atmosfera è più rarefatta e non vi è traccia di inquinamento luminoso. Tornando a noi, il cielo è quasi totalmente sgombro da nubi, allo zenith è visibile Marte, ma ogni oggetto non può destare quell’interesse che rivolgiamo in questo periodo a quella scia bianca che volteggia alta nel cielo. Stiamo prendendo tutte le informazioni del caso, e stiamo portando avanti un’attenta osservazione del corpo celeste. Il colore bianco avorio della cometa si staglia nel cielo profondo. E’uno spettacolo unico che stiamo avendo la fortuna di commentare e che probabimente rimpiangeremo nel tempo. Non si possono non alzare gli occhi al cielo e non contemplare questo superbo scenario. Lo faremo per tutta la notte e all’alba non ci resterà che salutarla, sperando che nel suo prossimo passaggio previsto tra 2380 anni circa, qualcun altro fortunato riesca a vederla, e perchè no, non legga questo documento, pensandoci come suoi fortunati predecessori.” E’ proprio vero, stiamo già rimpiangendo quegli anni.


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