
I nostri oceani, negli ultimi 50 anni, stanno registrando chiari mutamenti di salinità, segnalando una marcata accelerazione nel ciclo globale delle piogge e dell’evaporazione e determinando un tasso precipitativo sempre maggiore nelle aree umide, al contrario di quelle aride che divengono sempre più secche. E’il risultato di una ricerca di studiosi australiani dell’ente nazionale di ricerca Csiro, con la collaborazione dei colleghi del Lawrence Livermore National Laboratory, in California. Partendo dai mutamenti osservati nella salinità degli oceani e dalla relazione fra salinità, livello delle precipitazioni ed evaporazione, gli scienziati hanno determinato che il ciclo dell’acqua si è intensificato del 4% fra il 1950 e il 2000 – il doppio rispetto alle proiezioni degli attuali modelli del clima globale. L’intensità del ciclo stesso è cresciuta in mezzo secolo al tasso di circa l’8% per ogni grado di temperatura in più della superficie terrestre. Se avranno conferma le proiezioni correnti di un aumento di temperatura globale di 3 gradi entro la fine del secolo, l’accelerazione del ciclo dell’acqua sara’ quindi del 24%. Dal momento che le osservazioni di precipitazioni e di evaporazioni sono sporadiche, era stato difficile determinare stime coerenti dei mutamenti nel ciclo dell’acqua dai dati rilevati in terraferma. Gli oceani sono molto importanti per il clima: immagazzinano il 97% dell’acqua del mondo, ricevono l’80% di tutta la pioggia e hanno assorbito il 90% dell’aumento di energia terrestre associata con il passato riscaldamento atmosferico.


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