Tempeste di vento sul Giappone; raffiche di 126 km/h a Tokyo, si tratta del più forte ciclone extratropicale degli ultimi decenni

Un potente sistema di bassa pressione, di chiare origini extratropicali, proveniente dalla penisola di Corea, si è rapidamente approfondito sul mar del Giappone, con un minimo barico centrale sceso al di sotto dei 970 hpa. Durante il transito sopra il mar del Giappone, nella giornata di martedi 3 Aprile, la profonda circolazione depressionaria, con un intenso sistema frontale annesso, è stata alimentata da un flusso di correnti molto fredde e secche, da NO, che dalla Siberia orientale, tramite l’altopiano di Stanovoi, hanno attraversato la Manciuria e il settore orientale del deserto del Gobi per poi raggiungere le coste dell’estremo oriente russo, la penisola di Corea e il mar del Giappone, con forti venti da O-NO e NO che hanno continuato a rinvigorire l’intera struttura ciclonica nel suo margine occidentale. Al contempo aria piuttosto umida e calda, di origini sub-tropicali, dal Pacifico occidentale risaliva verso le coste dell’isola di Honshu, l’Hokkaido e le isole Curili, con venti molto forti da Sud e SE (più da E-SE sulle Curili) che hanno soffiato con raffiche di oltre i 100-120 km/h.

L’interazione fra le differenti masse d’aria, una di origini sub-tropicali oceaniche e l’altra d’estrazione artica continentale, ha contribuito a potenziare l’area depressionaria che sotto la spinta delle forti correnti occidentali in quota, in uscita dalla Cina interna, si è portata a ridosso delle coste occidentali dell’isola di Honshu, con un profondissimo minimo barico, sotto i 970 hpa, che ha attivato delle vere e proprie tempeste di vento, con fortissime correnti da Sud, da SO e O-SO, notevolmente accresciute dall’intenso “gradiente barico” (forti differenze di pressione) che si è venuto a determinare fra la penisola di Corea, le coste dell’estremo oriente russo e l’arcipelago giapponese.

Il drastico calo barico registrato in gran parte dell’arcipelago giapponese ha reso le tempeste ancora più violenti visto che oltre al noto vento di “gradiente”, si è sommato pure il cosiddetto vento “Isallobarico” che è generato da una rapida caduta di pressione su un’area geografica piuttosto vasta, a seguito del passaggio ravvicinato di una profonda ciclogenesi. Rispetto al comune vento di “gradiente” il vento “Isallobarico” agisce come una sorta di grande onda atmosferica che permette alle masse d’aria di spostarsi il più rapidamente possibile da un’area di alta pressione a un’altra di bassa pressione limitrofa. Di solito il vento “Isallobarico” è associato alle potenti tempeste che si formano in mezzo all’oceano (sia sull’Atlantico che sul Pacifico) e che seguono il passaggio dei grandi cicloni extratropicali, note anche come “depressioni-uragano”, con minimo barici al suolo pronti a scendere sotto i 950-940 hpa. L’intenso ciclone extratropicale, muovendosi sul mar del Giappone, ha generato forti venti di tempesta, richiamando una furiosa ventilazione da SO e O-SO che dalla penisola di Corea e dal mar Giallo si è mossa in direzione delle coste occidentali di Honshù, mentre sull’isola di Hokkaido e sulle isole Curili sono sopraggiunte forti burrasche da SE e E-SE, con raffiche ad oltre i 100 km/h accompagnate da piogge orizzontali, forti riduzioni di visibilità e impetuose mareggiate, con onde alte più di 6-7 metri in arrivo dal Pacifico settentrionale.

L’avanzata della potente bassa pressione, sotto i 970 hpa, è stata preceduta, lungo l’isola di Honshu, dall’avvento di forti bufere di vento da Sud e S-SO che hanno spazzato con forza sia le coste occidentali (affacciate al mar del Giappone) che quelle orientali (affacciate al Pacifico), con raffiche di picco che hanno oltrepassato i 110-120 km/h, con punte di ben 126 km/h da Sud raggiunte dalla stazione di Tokyo intorno le 07:00 PM di ieri. L’intenso sistema frontale legato al profondissimo ciclone extratropicale, oltre ai venti di tempesta, ha portato anche fitte piogge e dei rovesci che a causa delle fortissime raffiche si sono resi orizzontali, con le precipitazioni quasi polverizzate dalle folate ad oltre i 100 km/h. Le piogge più abbondanti hanno interessato le coste occidentali di Honshu, direttamente esposte allo “stau” esercitato dai rilievi interni dell’isola agli impetuosi venti umidi da SO e O-SO provenienti dal mar del Giappone. Tra le coste occidentali dell’Hokkaido e del settore più settentrionale di Honshu le piogge, dopo il passaggio del fronte freddo e l’ingresso delle umide e fredde masse d’aria in arrivo dall’estremo oriente russo, sono state sostituite da nevicate e rovesci di neve che si sono resi orizzontali. La neve è caduta a Chitose venendo accompagnata da un forte vento da NO e N-NO che ha soffiato fino a 83 km/h.

Ma nevicate, rese ancora più fitte dal forte vento occidentale, hanno colpito pure la città di Akita dove è stata misurata una max raffica di ben 104 km/h da Ovest. Sulle coste orientali invece le massime precipitazioni che hanno interessato l’area di Yokohama, Tokyo, Fukushima e Sendai, dove vi sono stati anche dei forti rovesci, erano quelle associate al fronte caldo e alle forti burrasche da Sud che hanno pilotato masse d’aria miti, cariche di umidità e nuvole basse provenienti dal Pacifico. Difatti, dopo il transito del fronte freddo, con la rotazione dei forti venti da S-SO o SO e O-SO, è subentrata l’”ombra pluviometrica” che si è avvertita maggiormente lungo l’area di Tokyo, dove malgrado le fortissime raffiche da O-SO il cielo si è presentato parzialmente nuvoloso. Sull’isola di Hokkaido, interessata dalla fredda ritornante orientale, con venti fino a carattere di tempesta e forti mareggiate con onde di oltre i 6-7 metri sulle coste orientali, le precipitazioni, nevose sin dalla bassa collina, sono risultate persistenti nel corso delle 24 ore. Nell’isola di Rishiri, non distante da Hokkaido, vi sono state addirittura delle nevicate e rovesci di gragnola con una temperatura attorno i +0° e un sostenuto vento da E-NE.

Con lo spostamento verso nord-est dell’intenso ciclone extratropicale e l’allontanamento dell’annesso sistema frontale verso il Pacifico nord-occidentale l’arcipelago nipponico, in particolare il settore nord di Honshu, è stato raggiunto da venti tempestosi e più freddi da SO, in arrivo dalla penisola di Corea e dal mar del Giappone, poi ruotati più da O-SO e Ovest, con picchi di oltre i 120 km/h sulle coste occidentali, maggiormente esposte alle bufere in arrivo da O-SO. Ma raffiche particolarmente violente hanno raggiunto in serata pure le coste orientali di Honshu, con furiosi venti di caduta che sono scivolati a gran velocità dai rilievi interni di Honshu. In alcune località le raffiche più intense hanno superato anche i 110-120 km/h. Considerevoli anche i valori del vento medio sostenuto registrati in diverse località di Honshu, come a Hegurashima, dove nella giornata di ieri il furioso vento da O-SO ha toccato picchi di 96 km/h. Ecco un breve elenco delle massime raffiche archiviate in alcune delle principali stazioni giapponesi;

  • Tokyo; 126 km/h da Sud
  • Miho; 125 km/h da Ovest
  • Kansai 109 km/h da Sud
  • Shimofusa; 106 km/h da S-SO
  • Akita; 104 km/h da Ovest
  • Yokota; 105 km/h da Sud
  • Komatsu; 104 km/h da Sud
  • Niigata; 104 km/h da O-SO
  • Miyazaki 100 km/h da Ovest
  • Tateyama; 98 km/h da O-SO
  • Fukushima; 89 km/h da Sud

Si può ben notare che in molte città si sono superati i 100 km/h, con picchi di oltre i 126 km/h e 125 km/h raggiunti a Tokyo e Miho, come in molte altre località di Honshu. Le forti raffiche hanno purtroppo causato diversi danni, con l’abbattimento di pali della luce e alberi sradicati, oltre ad aver paralizzato per molte ore il traffico aereo e ferroviario. Sulle coste occidentali della parte nord di Honshu, dalla baia di Tayama fino allo stretto di Tsugaru, braccio di mare che separa Honshu dalle coste meridionali di Hokkaido, si sono verificati i fortunali più violenti, con venti veramente violenti da SO e O-SO che localmente hanno superato pure i 130 km/h, generando anche consistenti mareggiate con onde alte più di 5-6 metri. I venti molto forti, richiamati dalla profonda depressione sotto i 970 hpa, non hanno risparmiato neppure le isole più meridionali dell’arcipelago come quella di Shikoku e Kyushu, e il mare Interno, dove i forti venti hanno spirato prevalentemente da Ovest e O-NO, con raffiche di oltre gli 80-90 km/h. Secondo le stime dell’agenzia meteorologica giapponese (JMA) si tratta del più intenso ciclone extratropicale che ha colpito il paese del Sol Levante negli ultimi decenni.

Le tempeste che hanno sferzato il Giappone e i mari limitrofi si sono sensibilmente attenuate solo dalla prima mattinata di oggi, quando la profonda area depressionaria, con minimo sceso sui 965 hpa, costantemente alimentata da un flusso di aria molto fredda che scivola dalla Siberia orientale, in queste ore sta proseguendo verso nord-est, attraversando l’isola di Hokkaido, per allontanarsi verso il freddo mare di Ohotsk, con un profondissimo minimo barico che scenderà fino a 955 hpa, posizionandosi ad ovest delle isole Curili. Il ciclone extratropicale, spostato sul mare di Ohotsk, continuerà a pilotare venti molto forti da O-SO e SO verso l’Hokkaido, dove l’arrivo dell’aria fredda causerà delle nevicate fino a bassa quota. Ma venti ancora più impetuosi, con raffiche che potranno superare i 100-120 km/h, sferzeranno le isole Curili, dove si attiveranno forti bufere che daranno luogo anche a violente mareggiate, con ondate alte fino a 7-8 metri sul tratto antistante del Pacifico nord-orientale. Ma venti molto forti fino a 80-100 km/h, tra N-NE e NO, stanno per investire anche la grande isola di Sahalim, davanti le coste orientali russe, e la parte meridionale della penisola di Kamcatka, dove nelle prossime ore sopraggiungerà una forte ventilazione da E-NE e NE, con intense raffiche lungo le coste occidentali di quest’ultima. Nelle prossime 24 ore il profondo ciclone extratropicale, con un minimo centrale stimato sui 960 hpa, continuerà a muoversi verso nord-nord/est, avvicinandosi sempre più alle coste meridionali della penisola di Kamcatka, continuando ad apportare forti venti dai quadranti orientali o da NE, mentre forti burrasche dai quadranti settentrionali continueranno a spazzare il mare di Ohotsk e i vari arcipelaghi limitrofi.

Una magnifica fotografia del monte Fuji completamente ammantato di neve durante il periodo invernale