“A tre anni dal terremoto che ha distrutto L’Aquila ci restano tre cose: macerie, promesse e denunce“. E’ un anniversario amaro per gli attivisti del Comitato 3.32, da subito protagonista della voglia di riscossa civile della citta’, visto che in questi anni di manifestazioni per la ricostruzione oltre “all’immobilismo di tutti si sono aggiunte circa 60 denunce a carico di altrettanti attivisti“, dice uno dei portavoce, Mattia Lolli; la prima udienza e’ in calendario per il 10 aprile, e ieri si e’ svolta la giornata di solidarieta’ nei confronti dei denunciati, con sport in piazza Duomo il pomeriggio e concerti fino a tarda notte. “Il centro e’ chiuso e puntellato; ogni giunto dei puntelli costa 20 euro al giorno di affitto, e ce ne sono migliaia: si stanno buttando i soldi della ricostruzione per tenere fermo tutto -dice Lolli-. L’altro giorno abbiamo sentito dire durante un incontro con l’Ocse cose che avevamo gia’ detto tre anni fa. Ovvero ricostruzione ecosostenibile, uso di rinnovabili eccetera: e, ancora una volta, sono solo parole, qui non si agisce e chi lo fa prende denunce. Bertolaso, nei giorni del terremoto, aveva stimato in 5 anni il tempo di ricostruzione: ne sono gia’ passati 3, la gente sta andando via, vede che non ha futuro“. Per ovviare a cio’ che viene definito dagli attivisti “immobilismo istituzionale” le varie realta’ dei movimenti aquilani hanno dato vita, riporta Lolli, ad una coalizione di liste civiche, “Bello per l’Aquila“, che presentera’ un proprio candidato, Ettore Di Cesare, alle prossime comunali.
Terremoto L’Aquila: 3 anni dopo restano solo macerie, promesse e denunce


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?