A tre anni dal sisma che il 6 aprile del 2009 ha devastato l’Abruzzo la ricostruzione degli edifici privati danneggiati nei centri storici dei comuni dell’Aquilano stenta a decollare. Come sottolinea all’Adnkronos il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, questa settimana “sara’ firmata, insieme alla struttura commissariale, l’intesa sul piano di ricostruzione di Barete: e’ l’unico piano di ricostruzione” adottato nei 42 comuni del cratere situati nella provincia dell’Aquila “a essere pronto per l’accordo”, step indispensabile per presentare i progetti di recupero. Nel cuore degli altri comuni, dunque, per gli stabili privati gravemente lesionati dalle scosse ancora “e’ tutto fermo”. Per avere un quadro della situazione, secondo Del Corvo, bisogna “scindere tra ricostruzione privata e ricostruzione pubblica. Per quanto riguarda la ricostruzione privata fuori dai centri storici, le case danneggiate in modo minimo sono state tutte cantierate – riferisce – per quanto riguarda quelle con maggiori danni il bando e’ scaduto l’anno scorso e, da quanto risulta, dal prossimo mese saranno tutte ammesse ai finanziamenti”. “Nei centri storici, invece, la ricostruzione privata e’ del tutto ferma perche’ i sindaci dovevano fare i piani di ricostruzione, ma ad oggi l’unico Comune del cratere che ha gia’ approvato il piano di ricostruzione e’ quello di Barete – osserva – ho sentito gia’ Chiodi e abbiamo decidere di procedere con la firma dell’intesa sul piano di ricostruzione di Barete questa settimana”.
Resta poi il problema delle scuole e di molti altri immobili pubblici, proprieta’ della Provincia, ancora inagibili e inutilizzabili. “Inizialmente furono fatti interventi sulle scuole superiori da parte della Protezione civile e alcuni istituti furono riaperti a settembre 2009. Da quando la protezione civile e’ andata via c’e’ una fase di stallo”, afferma il presidente della Provincia. Ancora “quattro” le scuole in disuso, per non parlare delle sedi degli uffici provinciali: “Abbiamo dovuto prendere in locazione 7 sedi per 2 mln di euro di spesa annua, diventata ormai insostenibile”. La Provincia dell’Aquila ha la proprieta’, nella citta’ dell’Aquila, di 15 immobili, tra cui il palazzo della prefettura e il convento annesso alla Basilica di Collemaggio: “A oggi tutti i progetti sono pronti – sostiene Del Corvo – e abbiamo gia’ fornito al ministro Barca il quadro, chiedendo 200 mln di euro per ristrutturare questi immobili”. La richiesta al governo e’ di poter avere “certezze sulle risorse”: “Se sapessimo che ogni anno ci trasferisce un tot di fondi, saremmo messi in condizione di programmare gli interventi”. Alle criticita’ legate alla ricostruzione si aggiunge il “vero problema sociale”, dice Del Corvo. “Problemi lavorativi sono all’ordine del giorno – spiega – assistiamo a un deflusso del ceto medio aquilano. Le iscrizioni ad alcune classi delle scuole elementari e medie sono in diminuzione di circa mille unita’, una cifra non enorme ma che dimostra un trend: molti bimbi non sono stati iscritti perche’ le famiglie se ne sono andate. Si sta accentuando nei piccoli comuni il problema dello spopolamento”.


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