Di seguito la relazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia relativa al terremoto che ieri mattina, venerdì 13 aprile 2012, ha colpito Palermo:
Alcuni estratti particolarmente significativi:
Sismicità storica
La zona di Palermo è stata interessata da numerosi terremoti di intensità generalmente non molto elevata, se si eccettuano l’evento del 1726, per il quale sono riportati effetti dell’VIII-IX grado MCS e quello del 1823 (terremoto di Naso con risentimenti dell’VIII grado a Palermo). Per il primo evento il catalogo storico CPTI11 riporta una magnitudo stimata pari a circa 5.6, mentre per il secondo, ubicato più a est dell’evento di oggi, sistima una magnitudo pari a 6.5. La figura 8 riporta la storia sismica di Palermo.
Pericolosità sismica
Tutte le conoscenze scientifiche al momento disponibili sono riassunte nella Mappa di Pericolosità Sismica del territorio nazionale (GdL MPS, 2004; rif. Ordinanza PCM del 28 aprile 2005, n. 3519, All. 1b) dalla quale si rileva che l’area in oggetto è a pericolosità medio-bassa (figura 9), pur essendo collocata vicino alla fascia a pericolosità medio-alta della Sicilia settentrionale. Va ricordato che la zonazione sismogenetica alla base della carta di pericolosità tiene conto principalmente dei terremoti storici e potrebbe risentire della carenza di informazioni sulla sismicità a mare, che invece emerge chiaramente dai dati strumentali degli ultimi 20-30 anni.
Nota sugli effetti della geologia locale
Il centro storico di Palermo è caratterizzato dalla presenza di due fiumi (Kemonia e Papireto) che sono stati deviati nel XVII secolo per permettere lo sviluppo urbanistico della città e che sfociavano nell’antico porto. Gli edifici costruiti sui riempimenti dei letti fluviali, larghi circa 150m e profondi dai 10 ai 30 m, hanno sempre risentito maggior danni dei palazzi contigui, come dimostrato dai rilievi macrosismici di forti terremoti del passato (1 settembre 1726, M5.7, Imax=VIII-IX; 5 marzo, 1823, M6.5, Imax=VIII; 15 gennaio, 1940, M5.3, Imax=VII). Il terremoto più recente del 6 settembre 2002 (Mw=5.9, I=V-VI) ha evidenziato simili amplificazioni del moto del suolo lungo l’antico alveo del fiume Oreto (settore sud di Palermo) che è stato rettificato nel XX secolo.


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