Una intensa tempesta di sabbia oscura i cieli di Siria e Iraq provocando enormi disagi nei trasporti

Il sistema frontale associato al profondo ciclone extratropicale, sceso sotto i 987 hpa, che nella giornata di mercoledi 18 dal mar Egeo si è esteso al mar di Marmara e al mar Nero (passando attorno Istanbul), richiamando venti molto forti da Sud e SO che hanno raggiunto picchi di oltre 90-100 km/h lungo il Bosforo e sulla metropoli di Istanbul a causa delle forti raffiche di caduta, si è poi allontanato verso il Kurdistan, la Siria e l’Iraq, venendo seguito da intensi venti da Ovest e O-NO provenienti dal mar di Levante. Dopo aver scavalcato i rilievi siriani del Gebel Aansariyè i sostenuti venti occidentali che hanno fatto seguito al sistema frontale, con un debole fronte freddo nei bassi strati in movimento verso est, hanno battuto il deserto siriano, con raffiche ad oltre 60-70 km/h che hanno sollevato per aria una ingente quantità di polvere e pulviscolo desertico che ha poi prodotto un “Haboob”, ossia una tempesta di sabbia che si è rapidamente estesa all’Iraq, fino alla capitale Baghdad e alla città di Nasirya. Il sollevamento della polvere desertica per aria è stato favorito dagli intensi venti da Ovest e O-NO che si sono improvvisamente inseriti lungo il deserto siriano, a seguito del passaggio del debole fronte freddo proveniente dal Mediterraneo centro-occidentale.

In alcune località della Siria il vento ha soffiato veramente forte, producendo estesi turbini di sabbia e polvere che hanno determinato l’”Haboob”. A Deir Ezzor, per esempio, il vento da O-NO ha raggiunto una velocità media di ben 63 km/h. Un sostenuto vento da Ovest ha interessato pure lo splendido sito archeologico di Palmira, dove la tempesta di sabbia, sopraggiunta da ovest, ha ridotto la visibilità orizzontale a meno di 800 metri, con delle nuvole di sabbia, alte più di 1000 metri, che hanno oscurato il cielo per l’intero pomeriggio, rendendo l’aria del tutto irrespirabile. Dopo aver interessato il deserto interno della Siria la tempesta di sabbia, spinta dagli intensi venti da Ovest e O-NO, in poche ore si è subito estesa all’ovest dell’Iraq, raggiungendo la parte centrale del paese nelle prime ore del pomeriggio, con grandi nuvole di sabbia, in sfondamento da Ovest, che hanno oscurato la coltre celeste, incappucciando città e villaggi sotto una cappa soffocante dal color rosso-giallastro. In molte località dell’Iraq occidentale l’”Haboob” è stato veramente intenso è ha causato una drastica riduzione della visibilità orizzontale che è scesa a pochi metri nelle fasi più intense.

 A Kerbala la tempesta di sabbia è stata accompagnata da intensi venti da O-NO e NO che hanno superato i 50 km/h come velocità media. L’intenso “Haboob” si è poi spostato sulle altre città dell’Iraq, raggiungendo Ramadi, Samara, Najaf, Sinjar, arrivando fino alla capitale Baghdad, dove le nuvole di sabbia portate dagli intensi venti occidentali sono arrivate solo nel pomeriggio. Non sono mancati i disagi per le popolazioni locali che sono state costrette a rimanere chiuse in casa, evitando di uscire all’aperto. I trasporti sono andati nel caos in tutto il paese a causa della bassa visibilità che ha reso molto difficili gli spostamenti. La tempesta di sabbia si è successivamente propagata verso est e sud-est, estendendosi fino alla città di Nasirya tra il pomeriggio e la serata, con un sostenuto vento da Ovest e O-NO. Alle 09:00 PM (ora locale) di ieri su Nasirya la visibilità orizzontale è scesa a meno di 50 metri per la densa quantità di polvere sollevata per aria dai venti occidentali.

Le sostenute correnti occidentali e le tempeste di polvere nel corso della serata hanno proseguito ulteriormente verso est, arrivando fino al confine iraniano, sul versante occidentale dei monti Zagros. Sul vicino Iran negli ultimi giorni la persistenza di una depressione orografica, che dall’altopiano centrale si muove verso la parte orientale del paese islamico, ha esaltato delle condizioni di instabilità che hanno favorito la nascita di diversi temporali, soprattutto durante le ore centrali del giorno nelle aree a ridosso dei principali contrafforti montuosi, li dove l’orografia agevola il sollevamento forzato delle masse d’aria. Alcuni di queste Cellule temporalesche sono risultate anche intense, dando luogo a brevi ma forti rovesci di pioggia, accompagnate da fulminazioni e tuoni.