Ambiente: piante antiche a rischio, una raccolta firme per salvare il frutteto stuard

Lo scopo del frutteto, infatti, e’ proprio quello di conservare la biodiversita’ e di costituire una collezione viva che conta oltre 700 varieta’ di frutti antichi da mostrare a chi visita la struttura o per realizzare mostre di valore scientifico e culturale. Secondo lo studio “La biodiversita’ frutticola nel Parmense”, realizzato proprio dall’Itas “F.Bocchialini”, in Italia sono 300 le specie a rischio su untotale di 5.600, ma la cifra e’ destinata ad aumentare. Basta pensare che nel 1901 Girolamo Molon aveva elencato 150 varieta’ di mele, molte le quali di origine italiana. Oggi, invece, la produzione nazionale e’ principalmente basata su tre sole varieta’: Golden delicious, Red delicious e Rome Beauty. Per quanto riguarda le pere, anche in questo caso la vasta produzione italiana si basa su appena 4 varieta’: Abate Ferel, Conference, William e Decana del Comizio. Restringendo il campo alla sola Parma, il documento rileva che nel XVIII secolo esistevano nella zona 76 varieta’ di frutti coltivati: 23 varieta’ di mele, 42 di pere e 11 di susine. Oggi restano invece appena 11 varieta’ di mele, 13 di pere e solo 5 di susine, molte della quali raramente coltivate. Insomma, il rischio denunciato e’ quello di dover addio per sempre alle mele Duriella e Ceriana, alle pere Nobile e Martino, alla susina Zecchella e ai marroni di Campora.