Ambiente: sulla Terra ogni abitante ha 61 alberi e ogni anno ne consuma 20

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Dal 2000 al 2010, sul nostro pianeta, sono stati distrutti 130milioni di ettari di foresta. Secondo calcoli della Nasa che, attraverso i suoi satelliti ha quantificato il numero degli alberi che popolano la Terra, ogni abitante del globo ha oggi una dotazione ipotetica di 61 alberi, ma ne consuma 20 ogni anno, secondo una media statistica. Accade cosi’ che, dopo averci donato per millenni alimenti, medicine, supporti duraturi per opere d’arte d’inestimabile valore, combustibile, carta e cartoni, attrezzi da lavoro, mobili e materiali da costruzione, parti di vestiario, giocattoli e attrezzi sportivi, stecchini e bacchette per mangiare, per non dire di quanto gli alberi hanno concesso alla nostra spiritualita’, essi vengono immolati sull’altare del consumismo per assecondare una visione dello sviluppo non piu’ sostenibile. Ma gli alberi sono nati per dare vita, non soltanto per trasformarsi in merce. Danno la vita agli uomini e alla Terra intera. E’ su questo punto che verteranno le relazioni dei sei vincitori della terza edizione del Premio ”Il Monito del Giardino” che si terra’ martedi’ 5 giugno a partire dalle ore 9,00 nell’Aula Magna dell’Universita’ di Firenze. La manifestazione, a cadenza biennale, e’ voluta e finanziata dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze con il patrocinio dell’Accademia dei Georgofili e dell’Universita’ di Firenze e si svolge proprio in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente.
Il tema di questa edizione e’ ”Il Potere degli Alberi” e i sei premiati, con le loro relazioni, racconteranno le straordinarie esperienze che li hanno visti protagonisti nella difesa della natura a livello mondiale. Jane Goodall (Regno Unito), ambasciatrice di Pace per l’Onu e promotrice di programmi educativi per i giovani di tutto il mondo, soprattutto in Africa, ricevera’ il premio in denaro di 25.000 euro per finanziare con essi un progetto d’impegno umanitario e salvaguardia ambientale in Tanzania. David Holmgren (Australia), tra i padri della cosiddetta ‘permacoltura’, ovvero di un’agricoltura spontanea in cui e’ limitata al massimo l’ingerenza dell’uomo, avra’ la statuetta in argento simbolo del premio perche’ tiene in vita Melliodora, una tenuta agricola interamente ecosostenibile divenuta punto di riferimento planetario. Stesso premio a Roger Ulrich (Germania) che e’ l’architetto che ha ideato decine di ospedali circondati dal verde, dimostrando come questa vicinanza acceleri la guarigione del paziente e riduca i costi della degenza ed e’, per questo, il piu’ citato a livello internazionale.
Majora Carter (Usa), definita da Newsweek ‘Uno degli ambientalisti piu’ importanti del secolo’, ricevera’ il riconoscimento perche’ ha realizzato nel South Bronx il primo parco lungo fiume e, soprattutto, per la sua campagna Gren Jobs Not Jails con la quale ha recuperato centinaia di emarginati e disadattati. Nalini Nadkarni (Usa), biologa, ha invece indagato sulla vita, a noi sconosciuta, che si sviluppa sulle chiome degli alberi delle foreste tropicali ed ha calcolato che le zone alberate di New York, esclusi i parchi, sottraendo anidride carbonica e inquinanti dall’aria e conservando energia con l’ombra, contribuiscono ogni anno al bilancio della metropoli per 122 milioni di dollari. Infine il ‘Monito del Giardino’ onora Fulco Pratesi (Italia), fondatore, nel 1966, del Wwf Italia che conta oggi 400 mila iscritti e 200 strutture territoriali, e personalita’ italiana che si identifica da quasi mezzo secolo con le battaglie ambientaliste e per la formazione di una cultura ecologista.
I loro nomi sono stati scelti, in un ambito internazionale, dalla giuria presieduta dal professor Giampiero Maracchi, noto climatologo e vice presidente dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, e composta da Riccardo Monni (ideatore del premio e segretario organizzativo), dal professor Francesco Ferrini (segretario scientifico), da Marcella Antonini (segretario generale della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron) e, inoltre, da studiosi e comunicatori quali Antonio Cianciullo, Margherita D’Amico, Raffaello Giannini, Elena Marzili, Stefano Mancuso, Pia Pera, Maria Chiara Pozzana, Giannozzo Pucci, Rossella Sleiter, Vieri Torrigiani Malaspina, Massimo Venturi Ferriolo. Nel corso della manifestazione sara’ consegnato un riconoscimento anche all’autore della definizione piu’ efficace su quale ritiene sia il ”potere degli alberi”. Un gioco-concorso in tal senso e’ stato infatti promosso sul sito del premio (www.ilmonitodelgiardino.it) sul quale e’ pubblicata la classifica contenente tutte le definizioni inviate.
In occasione della sua presenza a Firenze, Jane Goodall raccontera’ se stessa, domenica 3 giugno alle ore 21.15 al Cinema Odeon, accompagnata, in sala, dalle musiche di Wolfgang Netzer alla chitarra e di Gabriele Mirabassi al clarinetto. A fare da cornice alcune scene tratte dal film ‘Il viaggio di Jane’ di Lorenz Knauer, la biografia per immagini della celebre etologa. La manifestazione, realizzata in collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana e con The Jane Goodall Institute Italia, e’ aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti in sala e previo contributo benefico di 12 euro a persona. Il ricavato servira’ a finanziare i progetti di formazione professionale dei ragazzi dell’orfanotrofio di Kigoma, una delle aree piu’ depresse della Tanzania, ai confini della foresta del Parco Nazionale di Gombe.