Anche sul Pacifico occidentale si apre la stagione delle tempeste; “Sanvu” sarà il primo tifone del 2012, minacciati alcuni atolli

La tropical storm "Sanvu" si allontana dalle Marianne spostandosi sul Pacifico occidentale dove evolverà a tifone

Anche sul Pacifico occidentale si è ufficialmente aperta la stagione delle tempeste tropicali e dei tifoni con la nascita di “Sanvu”. La perturbazione si è sviluppata nei giorni scorsi nel tratto di oceano Pacifico a sud dell’arcipelago delle Marianne, a seguito dell’intensificazione di una “tropical wave” (fronti temporaleschi tropicali privi di rotazione) proveniente da est. Passando sopra acque particolarmente calde, con valori superiori ai +28°, la perturbazione ha cominciato a rafforzarsi e a rinvigorire l’attività convettiva centrale, divenendo una depressione tropicale che si è subito evoluta a tempesta tropicale. Fra la giornata di martedì 22 e mercoledì 23 “Sanvu”, promosso allo status di tropical storm, con venti medi sostenuti che hanno superato i 60-70 km/h, è transitato a sud delle Marianne, non lontano da Guam, apportando venti piuttosto sostenuti, in genere da E-SE o da SE, dei rovesci di pioggia e un consistente incremento del moto ondoso che hanno interessato gran parte dell’arcipelago. In alcune isole la sostenuta ventilazione sud-orientale ha toccato picchi di ben 60 km/h. A Saipan, nel corso della giornata di ieri, il vento da E-SE, accompagnato pure da qualche breve rovescio di pioggia o acquazzone, ha superato i 51 km/h. Ma un rinforzo della ventilazione, stavolta più dai quadranti occidentali, si è verificato pure negli arcipelaghi della Micronesia occidentale, dove i venti si sono disposti temporaneamente dai quadranti occidentali.

Ora la tempesta si allontana dalle isole Marianne per muoversi in pieno oceano Pacifico, seguendo una traiettoria più nord-occidentale che spingerà il sistema tropicale su acque superficiali molto calde che assicureranno una gran quantità di calore latente e vapore acqueo, elementi fondamentali per il rinvigorimento dell’attività convettiva e il progressivo rinforzo della perturbazione. Nonostante lo spostamento verso nord-ovest lungo il bordo sud-orientale di “Sanvu” è ben evidente una estesa banda di nubi che tende a convergere verso il centro della tempesta, coprendo le isole delle Marianne, dove nelle prossime ore sono attesi altri rovesci. Nella giornata odierna “Sanvu”, proseguendo la sua rotta verso nord-ovest, finirà su un’area con un “Wind Shear” basso che non dovrebbe causare grossi problemi al suo sviluppo. La convenzione centrale rimane molto attività, grazie al passaggio sopra acque particolarmente calde che continueranno ad autoalimentare la tempesta.

Visto tali elementi, già dalle prossime ore, “Sanvu” rischia di evolversi da tempesta tropicale a tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti pronti a superare i 120 km/h attorno l’area perturbata, mentre i venti di tempesta, con punte sopra i 90-100 km/h, si estenderanno in una più ampia fascia di oceano, nel tratto ad ovest delle Marianne. Oltre ai venti ciclonici molto forti “Sanvu” causerà un sensibile aumento del moto ondoso, con la formazione di onde alte più 4-5 metri, molto fastidiose per la navigazione marittima, mentre attorno alla profondissima area depressionaria le forti tempeste potranno alzare ondate alte anche più di 6 metri. Ancora ci sono delle incertezze sulla futura traiettoria di “Sanvu”, ma pare che non dovrebbe avvicinarsi alle terre emerse visto la notevole distanza dalle coste asiatiche e il tipo di traiettoria intrapresa.

Anche se il futuro tifone non effettuerà alcun “landfall” sulle coste asiatiche il ciclone potrebbe minacciare alcuni arcipelaghi e isole del Pacifico occidentale che rischiano di finire nel suo mirino, venendo interessati da venti molto forti, grandi mareggiate e intense precipitazioni. Nei prossimi giorni, se manterrà questo tipo di traiettoria, “Sanvu”, con l’intensità di tifone, potrebbe passare molto vicino al piccolo atollo corallino di Parece Vela, scoperto durante il 1500 dagli spagnoli, ma ora sotto l’amministrazione giapponese dato che la piccola isola dista soli 1740 chilometri (si fa per dire) da Tokyo. In seguito dovrebbe cominciare a virare più verso nord-nord/ovest e nord continuando a rimanere in mezzo al Pacifico occidentale, ma finendo in zone con “Wind Shear” moderato che potrebbero causare un suo progressivo indebolimento.

L'atollo di Parece Vela