Uno studio condotto da Andrew Steele del Carnegie Institution for Science, pubblicato su Science Express, prova l’origine marziana del carbonio analizzato nelle meteoriti, escludendone l’origine biologica. Questo tipo di molecole è già stato trovato nei meteoriti provenienti da Marte, ma la comunità scientifica è in disaccordo sulla formazione del carbonio organico e sul fatto che questo provenga dal pianeta rosso. Tra le ipotesi d’origine la contaminazione della Terra o di altri meteoriti. “Le meteoriti marziane sono rarissime, se ne contano poche decine, perch‚ possano essere cadute sulla Terra deve esserci stato un impatto con un corpo celeste in grado di sbalzarle fuori dall’orbita marziana” dice Mario Tozzi dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Centro nazionale delle ricerche. “Elementi che ci consentono di analizzare tracce che potrebbero testimoniare la vita su Marte“. Gli studiosi hanno esaminato 11 meteoriti marziane di circa 4,2 miliardi di anni e quasi tutte ospitavano composti di carbonio di grandi dimensioni. Le molecole sono state trovate all’interno di grani cristallizzati di minerali ed è stato possibile dimostrare che alcune delle macromolecole di carbonio non hanno subito contaminazioni terrestri. L’incontaminazione del meteorite è un problema molto rilevante, “per dimostrarlo ci sono vari modi, per esempio nell’analisi si prende in considerazione la parte più interna delle meteoriti, rompendole, si deve cercare il cuore della roccia, che non deve essere già fratturata“. “Questo processo si esegue in camere sterili, anche in condizioni di vuoto, perch‚ più di una volta sono stati riscontrati batteri in rocce lunari o marziane, ma che poi erano dovuti a contaminazioni causate dagli strumenti di analisi“.
La scoperta indica che questo carbonio è stato creato durante l’attività vulcanica su Marte, con processi simili a quelli della Terra, dimostrando che il pianeta rosso ha elaborato processi di chimica organica per la maggior parte della sua storia. La ricerca rappresenta un passo in avanti nella comprensione dei processi chimici che avvengono su Marte e nell’indirizzare la ricerca delle future missioni spaziali.


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