Crollo degli indici NAO e AO mentre l’ITCZ mantiene una posizione avanzata sul fronte africano; le incertezze di una stagione estiva che prova a ripartire

Nonostante il calendario dica il contrario la stagione estiva appare ancora molto lontana. In Europa la circolazione generale atmosferica torna ad essere dominata dai cosiddetti scambi meridiani che vedono un vivace scambio di calore tra il polo e l’equatore. Questo trend viene ulteriormente agevolato dal rallentamento del flusso portante della “Jet Stream” che dall’America settentrionale, percorrendo l’Atlantico, raggiunge l’Europa trasportando delle grandi ondulazioni troposferiche che danno origine alla figure di alta pressione (“Centri d’Azione”) e bassa pressione (cicloni extratropicali) che influenzano lo stato del tempo lungo le nostre latitudini, fra l’Europa e il mar Mediterraneo. Inoltre, il temporaneo crollo dei valori degli indici teleconnettivi, su tutti quelli nord atlantici, la AO (Arctic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation) va a confermare una ripresa dell’attività del vortice polare che dalla regione artica comincerà a proiettare i propri tentacoli in direzione della penisola Scandinava, come avevamo ben previsto nei giorni scorsi, aprendo un periodo di importanti episodi di freddo, decisamente poco consoni con la stagione, che andranno a contrastare con le pesanti anomalie termiche positive lasciate sul nord Europa dalla precedente avvezione calda del 24 e 25 Maggio scorso, quando in varie località della Norvegia i termometri superarono la soglia dei +30°.

Al contempo, mentre il vortice polare cercherà di aprirsi un varco verso latitudini più meridionali, in direzione dell’Europa centrale, sull’Artico si andrà a formare un più robusto nucleo anticiclonico, molto ben strutturato, che dovrebbe avvantaggiare un tipo di circolazione prevalentemente meridiana, caratterizzata dal ripetersi di marcate avvezioni fredde, che dalle latitudini sub-polari si verseranno lungo le medie latitudini euro-atlantiche, mentre al contempo, delle avvezioni di aria calda, di origine sub-tropicale, si inseriranno in più ampi flussi pre-frontali, determinando dei brevi episodi di caldo che potranno risultare anche particolarmente marcati. Il trend dell’altalena termica pare destinato a caratterizzare una buona parte della ventura stagione estiva. In sostanza ciò sarà favorito da un anomalo calo dei valori barici fra il vicino Atlantico e il comparto dell’Europa centro-occidentale per il posizionamento lungo le alte latitudini, fra l’est della Groenlandia e l’Islanda, dell’alta pressione delle Azzorre che lascerà in eredità una più grande lacuna barica che fungerà da calamità alle saccature e agli impulsi perturbati provenienti dal nord Europa e dalle latitudini sub-polari.

Si nota l'azione del vortice polare sul nord della Scandinavia

Quello che si delinea è un quadro climatico piuttosto complesso che presenterà delle caratteristiche tutt’altro che estive. Ma oltre al riferimento degli indici teleconnettivi AO (Arctic Oscillation) e NAO (North Atlantic Oscillation) bisognerà tenere conto anche di quel che avviene lungo la fascia equatoriale e tropicale del continente africano. Difatti l’ITCZ, il noto “fronte di convergenza intertropicale”, l’estesa cintura di bassa pressione, di natura termica, nei bassi strati, che circonda la terra attorno l’equatore, continua a mantenere un posizionamento abbastanza avanzato di latitudine rispetto alla media climatologica, attestandosi attorno la regione saheliana, dove è appena iniziata la stagione delle piogge estive zenitali. L’ulteriore progressione verso nord del “fronte di convergenza intertropicale” sarebbe da imputare principalmente a due fattori principali, fra cui lo spostamento verso settentrione dei passaggi zenitali del sole e il contemporaneo rinforzo del flusso dell’umido Monsone di Guinea che dal golfo di Guinea spinge le masse d’aria umide marittime fino al cuore dell’arida regione sub-sahariana, dove in questi giorni si sta formando una depressione termica (nei bassi strati) che sta richiamando sempre più verso nord gli impulsi di aria umida e più temperata di origine marittima.

L'ITCZ continua a mantenere una posizione molto avanzata sull'Africa occidentale

Le masse d’aria umida, trasportate dalla ventilazione meridionale, proveniente in genere da S-SO e SO, una volta raggiunta la fascia del Sahel tendono a scontrarsi e interagire con l’aria molto calda preesistente in quei luoghi, innescando delle forti turbolenze che producono una sensibile intensificazione dell’attività convettiva, con la formazione di grandi Celle e grandi “Cluster a multicella”, carichi di forti piogge e fulminazioni, che evolvono da est ad ovest. Il rinvigorimento dell’attività convettiva, che solitamente raggiunge la massima intensità lungo la linea di demarcazione fra il flusso umido da S-SO dell’umido Monsone di Guinea e le calde e polverose correnti da E-NE di “Harmattan” (il corrispondente dell’Aliseo di NE sul deserto del Sahara), ove va a localizzarsi il fronte principale dell’ITCZ, determina a sua volta uno spostamento verso nord della “Cella di Ferrel” che domina sulla regione sahariana, con una conseguente avanzata della cintura anticiclonica sub-tropicale e delle annesse aree di moderata e forte “Subsidenza atmosferica” (forti correnti discendenti tipiche dei regimi anticiclonici di natura dinamica) fino all’area mediterranea e all’Europa meridionale tramite le pulsazioni dinamiche dei promontori anticiclonici sub-tropicali algerini e libici. Inoltre l’avvento di secche e sostenute correnti orientali nei bassi strati, che dal deserto libico si estendono fino alla regione montuosa dell’Ahaggar e all’entroterra algerino centro-meridionale, dovrebbe indicarci lo spostamento verso latitudini più settentrionali dei torridi promontori anticiclonici sub-tropicali nord-africani, con le annesse avvezioni calde, inasprite dai fenomeni di compressione delle masse d’aria (“Subsidenza”) provenienti direttamente dall’entroterra nord-africano. Il posizionamento cosi elevato di latitudine dell’ITCZ, sul fronte dell’Africa occidentale, dovrebbe rappresentare la definitiva affermazione della stagione estiva ad iniziare dalle regioni meridionali e dalle isole maggiori, dove sul medio e lungo termine si potrebbe aprire un periodo piuttosto caldo, stabile e soleggiato, decisamente più consono per il periodo.