Dal Giappone un ‘pesce robot’ per esplorare i fondali dei mari

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Un gruppo di ricercatori dell’università giapponese di Osaka ha messo a punto un “pesce robot” alimentato da una cella a combustibile a polimero solido di forma cilindrica. Il robot, lungo dieci centimetri, simula i movimenti di un normale pesce: oltre a spostarsi agevolmente sul piano orizzontale può muoversi in alto e in basso orientando le sue pinne. Per questo, gli basta pochissima energia: sono sufficienti 10 milliwatt per far muovere la pinna caudale che produce il movimento. L’obiettivo degli scienziati giapponesi è il pesce robot autosufficiente per alcuni giorni, in modo tale poterlo utilizzare per di esplorazione dei fondali marini o per esaminare anche all’interno relitti altrimenti irraggiungibili. Per questo, è prevista l’installazione di una videocamera per la raccolta delle immagini.