
Dalla giornata di sabato 26 Maggio una serie di temporali si sono formati tra la catena montuosa dell’Atlante algerino e il deserto libico, dove si sono verificate pure delle precipitazioni in aree ove solitamente può passare un anno intero senza vedere una sola goccia di pioggia. I temporali sono stati accompagnati anche da una intensa attività elettrica, soprattutto nella fase giovanile. La formazione di queste “Cellule temporalesche”, in evoluzione a grandi “Cluster di Multicelle”, è da imputare alla formazione di aree di forte divergenza, determinate dalla presenza nei bassi strati di una sostenuta ventilazione dai quadranti orientali o nord-orientali, in genere da E-NE, mentre in alta quota spirano fortissime correnti occidentali, legate al passaggio del ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale” che attraversa tutto il nord-africa. A ciò si aggiungono pure le infiltrazioni, nella media e alta troposfera, di masse d’aria umide di lontane origini oceaniche (atlantiche), che una volta agganciate dall’impetuoso flusso aereo della “Jet Stream sub-tropicale” hanno rapidamente raggiunto l’Africa settentrionale, scorrendo fra l’Algeria, la Tunisia, la Libia e l’Egitto in seno ad un corridoio di forti correnti occidentali che hanno contribuito ad esaltare l’attività convettiva nei territori desertici, creando forti turbolenze, visto il veloce scorrimento al di sopra del muro di aria molto calda e secca che in questo periodo dell’anno si viene a formare sopra la regione sahariana. Le incudini dei Cumulonembi, raggiunta l’alta troposfera, sono state letteralmente spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provengono da Ovest o O-SO) e si sono portate a notevole distanza dalla base dei Cumulonembi, divergendo verso est, assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari. In questi casi, a causa della perdita di molta aria (per lo stiramento dell’incudine verso est) pilotata verso dai bassi strati dalla corrente ascensionale (“Updraft“), la Cellula temporalesca è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento. I temporali osservati in questi giorni sul deserto libico, dopo un paio di ore, sono stati dissipati dalla presenza dell’intenso “getto” in quota che li ha spazzati verso il territorio egiziano.



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