Il governo brasiliano ha varato una nuova legge a salvaguardia della foresta amazzonica, dopo che la presidente Dilma Rousseff ha posto il veto al provvedimento approvato in materia dal parlamento, che era stato duramente contestato dagli ambientalisti. La legge entra in vigore alla vigilia della conferenza Onu sullo Sviluppo sostenibile, in programma a Rio de Janeiro fra il 20 e 22 giugno. Le nuove regole impongono ai proprietari terrieri di piantare entro cinque anni nuovi alberi nelle aree dove vi e’ stata una deforestazione illegale prima del 2008. I trasgressori dovranno pagare multe salate e non avranno accesso ai prestiti pubblici. Viene inoltre stabilita una fascia protetta di 100 metri di profondita sulle rive dei fiumi dove e’ proibito abbattere alberi. La legge approvata in parlamento limitava la fascia a dieci metri e di fatto amnistiava le deforestazioni illegali pre 2008. Secondo le stime del Wwf, la legge sulla quale la Rousseff ha posto il veto rischiava di dare il via libera ad una deforestazione selvaggia con la distruzione di 76,5 milioni di ettari di foresta amazzonica, considerata il ‘polmone verde del pianeta’, per una superficie pari all’estensione di Germania, Austria e Italia messe insieme. Il parlamento puo’ annullare il veto della Rousseff se vi e’ la maggioranza delle due Camere, ma cio’ e’ avvenuto solo tre volte dal ritorno del Brasile alla democrazia nel 1985.
Il governo brasiliano approva una legge per tutelare la foresta amazzonica


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