Il nucleo freddo che ha valicato le Alpi sarà accompagnato da intensi venti settentrionali, raffiche molto forti in Puglia e mari agitati

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La saccatura in quota che genererà la ciclogenesi sul medio-basso Adriatico

La profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, centrata sopra il mar di Norvegia, sta propagando un asse di saccatura in quota, colmo di aria fredda, che dall’Atlantici settentrionale si sta fiondando verso l’Europa centrale, le Alpi e le nostre regioni centro-settentrionali, in particolare i settori del medio-alto Adriatico, dove in queste ore sta transitando un fronte freddo che sta dando luogo a piogge e rovesci, accompagnati da un sostanziale calo termico e da un sensibile abbassamento della quota neve. Stamattina lo stesso fronte nuvoloso, mentre attraversava le Alpi orientali, ha portato delle belle nevicate, fin sotto i 1000 metri, tra il Trentino e i rilievi del Friuli, imbiancando diverse località. In alcuni casi, come a Piancavallo, le nevicate sono risultate veramente intense, lasciando accumuli piuttosto consistenti per il periodo. A seguito di questo fronte freddo sul nostro paese affluirà un nuovo nucleo di aria fredda, attualmente relegato a nord della catena alpina, ben evidenziato dalla nuvolosità cumuliforme (nubi puntiformi o a ciottoli) presente fra l’Olanda, la Germania, la Repubblica Ceca e l’est della Francia, dove le correnti si sono disposte dai quadranti nord-occidentali spirando piuttosto sostenute, soprattutto fra il sud della Danimarca e il nord della Germania.

L’aria fredda scivolerà lungo il bordo discendente dell’estesa saccatura in quota, dove scorre il ramo principale del “getto polare”, che sta spaccando in due l’Europa dal punto di vista meteo/climatico, con un est interessato dalla rimonta calda da sud-est e un ovest che invece viene investito dalle più fredde correnti nord-occidentali provenienti dalle alte latitudini Atlantiche. La presenza di un modesto anticiclone dinamico (“Centro d‘azione“), con massimi di oltre 1025 hpa che dal nord-est della Francia si estenderanno verso il Belgio e l’ovest della Germania, spingerà il blocco di aria fredda, che in queste ore dal mar del Nord si muove verso la Germania e la Mitteleuropa con sostenuti venti da NO, poco più ad est, deviandolo verso la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, la Croazia e la Bosnia Erzegovina.

La traiettoria delle correnti fredde a 850 hpa (libera atmosfera) che stanno per investire i settori adriatici e le regioni meridionali con sostenuti venti settentrionali

In questo modo la massa d’aria fredda, in arrivo dalle alte latitudini atlantiche, sarà costretta a scivolare dal mar del Nord (dove si umidificherà nei bassi strati) in direzione della Germania, la Polonia, la Repubblica Ceca, per poi proseguire lungo la Slovacchia, l’Ungheria, raggiungendo la Croazia e la Bosnia Erzegovina, dove il flusso freddo si incanalerà lungo i valichi delle Alpi Dinariche con intensi venti da Nord che si verseranno lungo tutto il medio-basso Adriatico, piegando più verso N-NO e NO lungo le coste italiane, dalle Marche alla Puglia. Durante la prossima serata/notte, mentre il fronte freddo scivolerà sulle regioni del medio-basso Adriatico, dispensando piogge e rovesci sparsi con nevicate oltre i 1500 metri sull’Appennino centrale, la saccatura in quota, in lento movimento verso i Balcani, determinerà una avvezione di vorticità positiva che favorirà la formazione di una circolazione depressionaria, strutturata nei medi-bassi strati, davanti la costa molisana e il Gargano. Questo vortice di bassa pressione fungerà da calamita all’aria fredda che nel frattempo si sarà gettata sull’area carpatico-danubiana, richiamando venti piuttosto intensi da Nord che dalle coste della Dalmazia spireranno in direzione dei litorali di Abruzzo, Molise e Puglia, attraversando tutto il bacino Adriatico. Nel frattempo l’area anticiclonica che tenderà ad espandersi in modo zonale sulla Mitteleuropa, con massimi barici di oltre i 1025 hpa a nord delle Alpi, contrasterà con le isobare a curvatura ciclonica della ciclogenesi isolata sul medio-basso Adriatico, causando un intensificazione del “gradiente barico orizzontale” e un conseguente infittimento delle isobare sulle nostre regioni meridionali che contribuirà a rinforzare la ventilazione dai quadranti settentrionali.

Nella prima mattinata di domani il minimo barico nei medi e bassi strati tenderà a spostarsi sul basso Adriatico, per poi muoversi, nel corso della mattinata, in direzione delle coste albanesi meridionali e del nord della Grecia, dove si approfondirà ulteriormente, pilotando venti piuttosto intensi da N-NO e da NO, a prevalente curvatura ciclonica, che interesseranno le coste del Molise, il promontorio Garganico e la Puglia, in modo particolare l’area del Salento, dove i venti di Maestrale e Tramontana risulteranno forti, con raffiche fino a 70-80 km/h nelle aree più esposte del brindisino e del leccese. Ma anche sul Gargano e sulle coste del barese e del tarantino le intense raffiche da NO supereranno i 60-70 km/h, con picchi localmente superiori. Una parte del flusso freddo riversato sull’Adriatico scavalcherà l’Appennino centro-meridionale (i rilievi di Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata) per buttarsi sulle coste del basso Lazio e della Campania sotto forma di sostenuti e rafficati venti di Tramontana, con raffiche anche intense, specie nel salernitano e napoletano. Successivamente, dopo aver investito le coste campane con consistenti raffiche di caduta, la ventilazione settentrionale si propagherà al settore orientale del medio-basso Tirreno, dove le correnti, seguendo l’andamento delle isobare, piegheranno più da N-NO e NO investendo le coste della Calabria centro-meridionale e della Sicilia settentrionali come sostenuti, a tratti intensi, venti di Maestrale, con raffiche capaci di toccare i 50-60 km/h, localmente anche più nelle zone costiere maggiormente esposte. Nel pomeriggio, con il progressivo allontanamento del minimo barico verso il nord della Grecia, il “gradiente barico” si intensificherà tra il basso Adriatico, il Canale d’Otranto e l’alto Ionio, dove si attiveranno forti venti da nord-ovest, a carattere di burrasca, che interesseranno l’intero bacino, rendendolo agitato (forza 5) fino a molto agitato (forza 6) a largo. I venti dai quadranti settentrionali tenderanno ad attenuarsi sensibilmente solo a partire dalla serata successiva. Solo sul Salento, tra Canale d’Otranto e alto Ionio, persisterà una forte ventilazione nord-occidentale che proseguirà fino alla nottata successiva.

I mari si presenteranno da molto mossi ad agitati, fino a molto agitato lo Ionio a largo

La notevole intensificazione dei venti dai quadranti settentrionali causerà un consistente incremento del moto ondoso sui mari che circondano le regioni centro-meridionali, rendendoli da molto mossi fino ad agitati, con la formazione di onde di “mare vivo” molto fastidiose per la navigazione marittima. Nella giornata di domani bisognerà fare attenzione al basso Adriatico (dal Gargano al litorale brindisino), Canale d’Otranto e alto Ionio che risulteranno agitati (forza 5), con onde alte fino a 2.5-3.0 metri che si muoveranno da NO. Anche il settore più orientale del basso Tirreno si potrà presentare molto mosso o localmente agitato a largo, con onde sui 2.0 metri. Tra il pomeriggio e la serata, con l’intensificazione dei venti di Maestrale, lo Ionio a largo diverrà persino molto agitato (forza 6), con la formazione di onde alte più di 3.5-4.0 metri, pronte ad estendersi al basso Ionio e all’alto mar Libico fino al tratto di mare a sud di Creta. Saranno probabili delle interruzioni nei collegamenti marittimi con le isole minori. Mareggiate di debole intensità saranno probabili sui litorali del Molise, alto Gargano, ed in misura minore fra barese e brindisino dove il grosso del moto ondoso si concentrerà in mare aperto. Sostenute risacche colpiranno anche le coste della Sicilia settentrionale, fra palermitano e messinese tirrenico, dove l’altezza dell’onda non supererà i 2.0 metri o poco più a largo. Il moto ondoso andrà rapidamente a scadere nella giornata di venerdì, con la sensibile attenuazione dei venti dai quadranti settentrionali.