In natura restano soltanto tra i duecento e i trecento rinoceronti di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis), distribuiti tra tre regioni del Sud-Est Asiatico: L’isola indonesiana di Sumatra, la Malaysia peninsulare e Sabah nel Borneo. La specie e’ a rischio estinzione a causa della perdita dell’habitat naturale (principalmente per la creazione di piantagioni di palme da olio) e del bracconaggio (per incentivare il commercio del raro corno dell’animale). Una situazione disperata che, secondo gli ambientalisti, e’ ulteriormente peggiorata dalle difficolta’ di accoppiamento tra gli animali che minacciano la sopravvivenza dell’intera specie. La distribuzione confusa dei rinoceronti e i diffusi problemi all’utero delle femmine lasciano poche possibilita’ alla riproduzione in natura. Un quadro disperato che, secondo la Borneo Rhino Alliance a Sabah, puo’ essere modificato ormai esclusivamente catturando quanti piu’ animali possibile e sottoponendoli alle tecniche di riproduzione assistita. Tecniche che vanno dalla fecondazione in vitro, alla clonazione, al lavaggio dell’utero. Tentativi drastici descritti su Nature che John Payne, direttore esecutivo del BORA di Kora Kinabalu, ha motivato cosi’: “Il modo migliore per salvare la specie dei rinoceronti di Sumatra e’ catturarli e sottoporli a programmi di riproduzione assistita, non abbiamo altra scelta per provare a garantire la sopravvivenza degli animali”. Le pratiche suscitano le perplessita’ di molte associazioni ambientaliste che ritengono che il problema andrebbe affrontato a monte, eliminando le pressioni effettuate dall’uomo sugli habitat. Cause che se non saranno risolte sul lungo periodo renderanno inutili gli sforzi per favorire la riproduzione tra i rinoceronti.
Il rinoceronte di Sumatra è a rischio estinzione


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