Siamo già arrivati all’inizio di Maggio e il caldo lungo i vasti territori del sub-continente indiano va sempre più ad intensificarsi, fino a divenire insopportabile e soffocante per gli stessi indiani, abituati a patire l’intensa calura nella stagione primaverile. In questo periodo dell’anno infatti l’avvicinamento del sole allo “Zenith” e la persistenza di condizioni atmosferiche prettamente anticicloniche, con cieli in prevalenza sereni o poco nuvolosi, ventilazione debole o assente e clima alquanto secco nei bassi strati, favoriscono una grande impennata dei valori termici, con picchi pronti a sfondare con grande tranquillità anche la soglia dei +44° +45° all‘ombra. Molto più rari, ma non impossibili in determinate circostanze, sono i +49° +50° che si possono raggiungere solo in determinati punti dell’arida regione desertica del Rajasthan, non lontano dai confini pakistani. Negli ultimi giorni del mese di Aprile, appena trascorso, il caldo, come di norma, è andato ulteriormente ad intensificarsi, tanto che il muro dei +40° +42° è stato abbattuto in numerose località.

Anzi rispetto alla tremenda primavera di due anni fa i valori termici sono riusciti a rimanere in linea con le tradizionali medie del periodo, o di poco sopra. Ma la calura si sta accumulando anche in quota dove le isoterme ormai toccano i +27° +28° alla quota di circa 850 hpa, poco più di 1500 metri, nella libera atmosfera. Il caldo primaverile, che annuncia i preparativi per la futura stagione monsonica, fa sul serio anche nel vicino Pakistan, con i termometri già schizzati oltre la soglia dei +45° +46°. Spiccano su tutti i dati delle città di Bahawalnagar e Sibi (che l’anno scorso raggiunge i +53.0°) che a fine Aprile vantavano temperature massime di +46° e +45° all’ombra. Ma da qualche giorno il caldo si sta avvertendo anche in alta quota, nelle aree montagnose del Pakistan settentrionale. Ciò è dovuto sempre al maggiore accumulo di calura nei medi-bassi strati nell’area indo-pakistana, in particolare tra l’India occidentale e il Pakistan sud-orientale. La graduale intensificazione del caldo fra il Pakistan e l’India sta agevolando anche una importante diminuzione della pressione atmosferica che sta scivolando sotto i 1004-1002 hpa nell’estremo nord del sub-continente indiano, sotto l’imponente catena montuosa dell’Himalaya.
Il calo della pressione nel cuore dell’entroterra indiano di conseguenza sta determinando un progressivo rinforzo della ventilazione occidentale sopra le acque dell’oceano Indiano settentrionale, nel tratto di mare compreso fra le Maldive, le coste dell’India meridionale, l’isola-stato dello Sri Lanka, mentre una debole-moderata ventilazione sud-occidentale risale sul golfo del Bengala fino a raggiungere le coste dell’India orientale, Bangladesh e Myanmar. Già da qualche giorno le Mandive sono sferzate da una moderata ventilazione, tra O-SO e Ovest, che sta spirando ininterrottamente giorno e notte, con punte superiori ai 45 km/h all’aeroporto internazionale della capitale Male. Tra domani e giovedi la ventilazione occidentale che spirerà tra le isole Maldive, l’estrema punta meridionale delle coste indiane, fra Kelara e Tamil Nadu, e lo Sri Lamka, si intensificherà ulteriormente fino a divenire sostenuta, con raffiche capaci di toccare e superare i 40-50 km/h. La sostenuta ventilazione penetrerà anche lungo il golfo del Bengala tramite una componente più da sud-ovest che toccherà l’arcipelago delle Andamane, le coste del Bangladesh e del Myanmar. Sostenuti venti occidentali interesseranno anche il settore più settentrionale del mare Arabico, in prossimità delle coste meridionali iraniane e pakistane fino alla città di Karachi che in questo periodo sovente beneficia di questa tiepida ventilazione marittima che allenta un pò l’intensa calura primaverile.
Il rinforzo della ventilazione renderà quel tratto di oceano Indiano e il golfo del Bengala in genere agitati con onde medie alte più di 2.0 – 3.0 metri che renderanno molta fastidiosa la navigazione, specie nel tratto che va dalle Maldive allo Sri Lanka e alle isole Andamane. I venti umidi marittimi provocheranno anche un aumento della piovosità media tra gli stati più meridionali dell’India, Maldive, Sri Lanka e Andamane, addensando una fitta nuvolosità. Il flusso monsonico nei prossimi giorni inizierà a prendere forma anche in prossimità delle coste somale e del mar Arabico meridionale con l’attivazione di una debole ventilazione meridionale. Intanto gli addensamenti convettivi che da qualche giorno stanno nascendo a ridosso dei litorali della Somalia, dove sono in azione delle celle temporalesche disorganizzate, sono un chiaro segno che la stagione dei cicloni sul mar Arabico e sull’oceano Indiano settentrionale è alle porte e potrebbe riservare delle sorprese data la persistente anomalia termica positiva delle acque superficiali.


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