NASA: dall’asteroide Vesta nuove informazioni sulla storia del nostro Sistema Solare

Gli scienziati avevano pensato che Vesta, il secondo corpo nella fascia principale degli asteroidi compresa tra Marte e Giove, somigliasse più a un piccolo pianeta o alla nostra Luna piuttosto che agli altri asteroidi presenti nel Sistema solare. I dati raccolti dalla sonda Dawn della NASA, e pubblicati sull’autorevole rivista Science, hanno ora confermato il sospetto. Come un vero e proprio fossile, l’asteroide Vesta conserva sulla sua superficie e nelle sue antichissime rocce le informazioni sulle primissime fasi della storia del Sistema solare. Informazioni che oggi finalmente stanno giungendo fino a noi grazie alla Sonda della Nasa, che dal luglio scorso sta raccogliendo con i suoi strumenti una grande quantità di dati sul corpo celeste. La sonda ha anche svelato che il gigantesco bacino Rheasilvia al polo sud di Vesta, per esempio, sarebbe stato creato da un impatto enorme circa 1 miliardo di anni fa o giù di lì, che ne fa un bacino sostanzialmente giovane in termini geologici. “Questo risultato ha importanti implicazioni per la nostra comprensione dell’evoluzione di Vesta, sulla sua origine, sulla fascia degli asteroidi in generale“, affermano i ricercatori. Un mondo che si sta rivelando sorprendentemente variegato e assai più complesso di quanto ritenuto finora.

Credit: Scence / AAAS

Dawn ha già realizzato una mappatura completa del corpo roccioso, l’unico “mattone primordiale” del Sistema solare a oggi conosciuto a possedere una stratificazione geologica, ricco di varietà e concentrazioni di minerali e con un nucleo di ferro ancora intatto. “Abbiamo appena iniziato ad esplorare i segreti di Vesta, e sono sicuro che altri risultati interessanti arriveranno a breve“, ha aggiunto Simone Marchi, del Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado. Con un diametro di circa 530 km, Vesta è più o meno grande quanto lo stato americano dell’Arizona. Nella fascia principale degli asteroidi, solo il pianeta nano Cerere ha dimensioni più grandi. Inoltre, l’enorme asteroide non è solo un pezzo di roccia uniforme, piuttosto, è ormai noto per essere un oggetto differenziato con un nucleo di ferro di circa 220 Km di larghezza. Utilizzando queste informazioni, il team sta ora cercando di calcolare la massa, la densità e la forza gravitazionale di Vesta con precisione senza precedenti. “Ora sappiamo che Vesta è abbastanza grande per aver avuto la propria evoluzione interna geologica e non è solo un grumo di roccia battuta“, ha detto Paul Schenk del Lunar and Planetary Institute di Houston, autore di un altro dei nuovi studi. La superficie di Vesta è butterata di crateri da innumerevoli collisioni nel corso di millenni. I risultati finora ottenuti dalla missione sono stati annunciati nella conferenza stampa che si terrà nel quartier generale della Nasa a Washington a partire dalle 20:00 ora italiana.