
Anche sull’Atlantico tropicale si apre ufficialmente la stagione delle tempeste e degli uragani con la nascita di “Alberto”, la prima tropical storm atlantica di questo inizio 2012. “Alberto” si è formato nei giorni scorsi sull’Atlantico tropicale occidentale, nel tratto di oceano antistante le coste sud-orientali degli Stati Uniti d’America. La depressione tropicale si è subito evoluta in tempesta tropicale a nord delle Bahamas, rinvigorendosi ulteriormente a seguito del calore latente rilasciato dalle calde acque superficiali di quel tratto di mare. I venti attorno ad “Alberto” si sono rapidamente intensificati fino a raggiungere gli 80-83 km/h nell’area perturbata, a ridosso del centro depressionario. Attualmente la tempesta tropicale continua a muoversi lentamente verso ovest-sud-ovest al largo della costa della South Carolina, e con una sua banda nuvolosa a spirale ha raggiunto le coste degli States sud-orientali portando piogge e rovesci di pioggia intensi fra la Georgia e il South Carolina. Il radar e le ultime moviole satellitari hanno mostrato che in mattinata la tempesta tropicale, avvicinandosi verso le coste del South Carolina, ha cominciato a perdere parte della sua attività convettiva, con un graduale indebolimento dell’attività temporalesca al suo interno.
Ora i vari “Cluster temporaleschi” si presentano meno organizzati e più sfaldati, segno di un iniziale declino del sistema tropicale. Inoltre la tempesta si sta muovendo verso un’area con un “Wind Shear” più elevato che potrebbe causare un attenuazione dell’attività convettiva. La presenza, nella media-alta troposfera, di più sostenute correnti da O-SO che inietteranno dentro la tempesta masse d’aria più secche che innescheranno un conseguente deterioramento della struttura. Questo flusso di aria secca che incide su “Alberto” può essere notato dalle immagini del vapore acqueo. Ieri la tempesta si è rinvigorita perché era posizionata sopra il tratto di oceano Atlantico dove parte il ramo meridionale della Corrente del Golfo, con temperature dell’acqua che superano i +27°. Nella giornata odierna invece la tempesta si è spostata più verso ovest, finendo in un tratto di acque superficiali molto più fredde, con valori di appena +26°. Questo fornisce alla tempesta un’energia minore e minore potenziale convettivo.
Continuando a spostarsi verso ovest la tropical storm finirà su acque superficiali sempre più fresche che non potranno fornire una buona alimentazione al sistema. La perturbazione al momento non dovrebbe rappresentare alcun pericolo per le coste degli USA, anche se nella giornata di oggi fino alla nottata successiva dei rovesci e delle piogge, apportate dalle bande nuvolose più periferiche di “Alberto”, dovrebbero bagnare la Georgia, soprattutto il settore orientale, e South Carolina, con fenomeni localmente anche di forte intensità ma breve durata. Non si dovrebbero verificare precipitazioni particolarmente abbondanti, in grado di causare disagi o allagamenti. Le piogge più pesanti e i venti burrascosi dovrebbero rimanere relegati in alto mare, a largo delle coste del South e North Carolina, dove le raffiche supereranno gli 80-90 km/h seppur in un’area piuttosto ristretta, con mare agitato e onde alte anche più di 3-4 metri.
L’unico effetto che potrà produrre sulle coste saranno le mareggiate da onda lunga che raggiungeranno i bassi litorali del South e North Carolina, con frangenti alti anche più di 2.0-3.0 metri, determinando delle intense risacche che si potranno estendere fino al sud della VirginiaFortunatamente “Alberto” è una tempesta tropicale piuttosto piccola per riuscire a generare forti tempeste con mareggiate e inondazioni sulle aree costiere degli USA orientali. Nelle ore successive la prima tempesta tropicale atlantica del 2012 raggiungerà una zona con forte “Wind Shear verticale” che dovrebbe essere in grado di distruggere rapidamente una tempesta cosi piccola come Alberto. Entro la giornata di domani “Alberto”, già fortemente indebolito dal “Wind Shear”, sterzerà bruscamente verso nord-est, in direzione del nord Atlantico, venendo agganciato dal richiamo sud-occidentale in quota di un’area di bassa pressione che lo spingerà in mezzo all’oceano.
Dove andrà gradualmente a dissiparsi. “Alberto” è una di quelle 3 tempeste tropicali che si sono formate sull’Atlantico nel mese di Maggio in questi ultimi 31 anni. Fra queste dobbiamo ricordare la tempesta tropicale “Arthur” del 2008 e la tempesta tropicale “Arlene” del 1981. C’era anche una tempesta subtropicale, denominata “Andrea“, che si è formata nel Maggio del 2007. La formazione di questa particolare tempesta sub- tropicale avvenne lungo il confine con un vecchio sistema frontale uscente dagli USA. Oltre ad “Alberto” sul resto dell’Atlantico tropicale la situazione rimane piuttosto tranquilla, in attesa del passaggio di nuove “tropical waves” (perturbazioni tropicali, caratterizzate da nubi convettive, prive di rotazione che si muovono solitamente da est ad ovest nella fascia tropicale) dall’Africa occidentale. Si nota anche la presenza del ramo principale della “Jet Stream sub-tropicale” che direttamente dall’umido bacino dell’Amazzonia si alza verso l’alta troposfera per attraversare tutta la parte centrale dell’Atlantico tropicale e raggiungere l’Africa occidentale, in prossimità del Sahara occidentale e del Marocco, dove spesso si dirama in due tronconi principali che percorrono tutta l’Africa settentrionale e il Mediterraneo.


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