Primo identikit del mantello terrestre rivela il silicio mancante

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Il primo identikit della parte piu’ profonda del mantello terrestre, ossia della zona compresa tra la crosta e il nucleo, ha permesso di scoprire il ”nascondiglio” del cosiddetto silicio ‘mancante’ della Terra. Pubblicato su Nature, il risultato e’ stato ottenuto da un gruppo di ricerca guidato dall’Universita’ giapponese di Tohoku. La ricerca indica che lo strato piu’ interno del mantello terrestre contiene una grande quantita’ di silicio tale da risolvere alcuni enigmi legati alla formazione della Terra. La comprensione delle dinamiche interne e la composizione degli strati interni del nostro pianeta rappresentano delle importantissime sfide, ancora aperte per la scienza. Uno dei pochi strumenti di indagine a disposizione e’ lo studio della trasmissione delle onde sismiche, metodologia che ha gia’ permesso di identificare e distinguere alcuni strati interni. Utilizzando nuove tecnologie, i ricercatori hanno verificato in laboratorio le proprieta’ di trasmissione delle onde sismiche in alcuni materiali nelle condizioni di temperatura e pressione presenti nel mantello. In questo modo sono riusciti a determinare con grande precisione la composizione chimica del mantello interno, quello meno noto. Dai dati e’ emerso che il mantello inferiore possiede una elevata presenza di minerali a base di silicio, maggiore di quella del mantello superiore; in particolare, il 93% del volume e’ composto da minerali di perovskite. Questa immagine inedita del mantello inferiore si concilia perfettamente con la composizione delle condriti, le meteoriti rocciose piu’ comuni del Sistema Solare. Si supponeva da tempo che gli strati interni della Terra dovessero essere molto simili alla composizione delle condriti, ma l’alta percentuale di silicio al loro interno risultava finora un problema. Il nuovo studio ha permesso cosi’ di ‘trovare’ il cosiddetto silicio mancante, necessario a confermare le teorie sulla formazione del pianeta.