Prove di una densa atmosfera nel passato di Marte

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Credit: NASA / JPL

L’atmosfera di Marte presenta una densità dell’1% rispetto a quella della Terra. E’uno dei motivi per cui l’acqua allo stato liquido copre gran parte del nostro pianeta e per cui non è probabilmente presente sulla superficie del pianeta rosso. Gli scienziati quindi stanno concentrando gli sforzi sulla probabile densità atmosferica passata di Marte, agli albori della formazione del sistema solare, analizzando le antiche eruzioni vulcaniche e le osservazioni superficiali del rover Spirit della NASA. Le nuove scoperte, pubblicate dalla rivista Geophysical Research Letters, forniscono ulteriori prove che miliardi di anni fa l’atmosfera marziana era satura di acqua e notevolmente più densa, almeno 20 volte maggiore di quanto lo sia oggi. “La pressione atmosferica ha probabilmente giocato un ruolo nello sviluppo di quasi tutte le caratteristiche della superficie“, ha detto Josef Dufek, un istruttore alla School Earth and Atmospheric Sciences. “Il clima del pianeta, lo stato fisico dell’acqua sulla sua superficie e la possibilità di vita sono tutti influenzati dalle condizioni atmosferiche“, afferma Dufek. Il ricercatore si è soffermato su un frammento di roccia proiettato nell’atmosfera marziana durante un’eruzione vulcanica avvenuta 3,5 miliardi di anni fa. Il deposito atterrato nel sedimento vulcanico, ha creato una zolla poi solidificata e rimasta nella stessa posizione sino ad oggi. Successivamente è entrato in funzione il rover, che dopo essere atterrato in quell’area, denominata Home Plate, ha dato uno sguardo più da vicino al frammento. Dufek e i suoi collaboratori presso l’Università di California, hanno ricevuto dati sufficienti per determinare la profondità, le dimensioni e la forma della zolla. Il team ha spinto le particelle di materiali diversi (vetro, roccia e acciaio) a velocità diverse in letti di sabbia a secco, umidi e saturi, prima di confrontare le zolle. “Non importa il tipo di particella, i letti saturi costantemente prodotti nei crateri da impatto sono simili nella forma alle zolle marziane”, dice Dufek. Variando la velocità di propulsione, la squadra ha anche stabilito che le particelle di laboratorio avrebbero dovuto colpire la sabbia ad una velocità di meno di 40 metri al secondo per creare profondità di penetrazione simili. La pressione avrebbe dovuto essere un minimo di 20 volte più densa rispetto alle condizioni attuali, il che suggerisce che Marte deve aver avuto un’atmosfera più spessa. “Il nostro studio è coerente con la ricerca crescente che Marte era un mondo, almeno transitoriamente, colmo di acqua, con un’atmosfera molto più densa di quella che vediamo oggi“, ha detto Dufek. Adesso si attende l’atterraggio della sonda Curiosity il prossimo 5 Agosto per effettuare altri campionamenti sulla superficie marziana.