Rare nevicate di maggio su Sarajevo e diverse località della Bosnia Erzegovina, sbalzo termico di oltre 30°C in 24 ore

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La neve caduta sui rilievi della Bosnia Erzegovina

In Europa continuano le bizzarrie climatiche che hanno caratterizzato questa prima parte del 2012, fra ondate di calore eccezionali e avvezioni fredde, provenienti direttamente dalle latitudini sub-polari, che hanno determinato drastici cali termici, anche dell’ordine dei -10° -15° nel giro di sole 24 ore. Il rallentamento del ramo della “Jet Stream” in uscita dal continente nord-americano (Stati Uniti e Canada) è alla base di queste repentine altalene termiche che stanno dominando l’andamento meteo/climatico sul vecchio continente, ma non solo. Cosi, mentre la Spagna e il Portogallo continuano ad essere interessate da una estesa onda mobile di calore, supportata in quota da un promontorio anticiclonico dinamico (alimentato da una fascia di “Subsidenza atmosferica”) disteso lungo i meridiani a seguito del posizionamento di un “CUT-OFF” a sud-ovest delle Azzorre, che dai deserti del Maghreb risale in direzione della penisola Iberica, l’Europa centrale, come l’Italia e l’area dei Balcani sono interessate da una avvezione fredda partorita nei giorni precedenti lungo le latitudini sub-polari.

L'ondulazione ciclonica sul continente europeo descritta dal "getto polare"

Durante il weekend il movimento zonale dell’alta pressione delle Azzorre, schiacciata lungo i paralleli dall’intenso “getto polare” proveniente dal nord America, ha permesso lo scivolamento, in direzione dell’Europa centrale e della regione balcanica, dell’ampio blocco di aria fredda che si era ammassata precedentemente tra il mar di Norvegia, le isole Britanniche e la Scandinavia a seguito dell’affondo di una saccatura legata all’attività del vortice polare in sede artica. Le masse d’aria fredde, di origini sub-polari, si sono mosse lungo il bordo orientale dell’anticiclone oceanico proiettato verso la Mitteleuropa, pilotando freddi venti da NO che dal mar del Nord sono scivolati verso l’Olanda, il Belgio, la Germania, propagandosi alla Repubblica Ceca, Svizzera, Austria, Polonia, Slovacchia, Ungheria, fino alla Bielorussia e all’ovest dell’Ucraina. Il flusso freddo si è poi diretto verso la catena alpina, aggirandola ad est, fra Slovacchia, Ungheria e pianura Danubiana, sfondando sul golfo di Trieste e sulla Slovenia tramite l’inserimento di intensi e rafficati venti di Bora che si sono incanalati attraverso gli “intagli” naturali dei rilievi del Carso e delle Alpi Dinariche.

Le nevicate tardive sui monti bosniaci

Una parte del flusso freddo è scivolata sulla pianura Danubiana e sull’entroterra balcanico, con moderate correnti settentrionali, determinando un brusco calo dei valori termici, anche dell’ordine dei -12° -15°, è una accentuazione dell’instabilità atmosferica, a seguito dei forti contrasti termici e dell’inasprimento del “gradiente termico verticale“ (forti differenze termiche in seno alla colonna d’aria) per lo scorrimento di aria sempre più fredda alle quote superiori. Su molte località della Croazia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Montenegro e della Macedonia, l’avvento dell’aria fredda dai quadranti settentrionali è stato alquanto brusco e repentino durante il weekend, con notevolissimi cali termici, tanto da passare dai quasi +30° di sabato pomeriggio a temperature di poco sopra gli zero gradi nella giornata di ieri. Incredibile lo sbalzo termico di Sarajevo che sabato aveva registrato una massima di oltre i +29°, mentre nella notte fra domenica 13 e lunedi 14 la colonnina di mercurio è scivolata ad appena +1° +0°, nel pieno dell’avvezione fredda, con tanto di pioggia gelata poi trasformata in neve.

In diverse aree è addirittura ritornata la neve che ha imbiancato i monti della Serbia e della Bosnia Erzegovina fino a bassa quota. Difatti, le fredde correnti nord-orientali in ingresso dal golfo di Trieste, una volta scavalcato l’Appennino Tosco-Emiliano, sono finite sull’alto Tirreno, come venti di Grecale tra coste toscane, alto Lazio, Corsica e Sardegna orientale. Qui le correnti nord-orientali contrastando con i venti di Maestrale, che dalla valle del Rodano spiravano in direzione della Sardegna e dei mari limitrofi, hanno scavato una circolazione a prevalente curvatura ciclonica che ha agevolato l’isolamento di una ciclogenesi orografica nei bassi strati (sottovento all’Appennino) a ridosso del Tirreno centrale, sovrapposta in quota dall’affondo della cresta della saccatura (500 hpa) colma di aria molto fredda di origini sub-polari. Questo vortice di bassa pressione, di pura origine orografica (tipica depressione mediterranea), ha contribuito a determinare un brusco peggioramento delle condizioni atmosferiche con la formazione di estesi annuvolamenti dove si celavano anche grosse “Cellule temporalesche” lungo la linea di confluenza fra l’aria fredda da nord-est e quella più calda e umida di provenienza occidentale o mediamente occidentale.

L’area depressionaria nata sul Tirreno si è evoluta successivamente verso l’Italia centro-meridionale e il bacino adriatico, spingendo estesi corpi nuvolosi in direzione dei Balcani, dove si sono registrate delle precipitazioni a carattere sparso, anche a sfogo di rovescio. Con l’irrompere dell’aria fredda dai quadranti settentrionali e il drastico calo dei valori termici molte di queste precipitazioni hanno assunto carattere prettamente nevoso fino a quote insolitamente basse per il mese di Maggio. In Bosnia Erzegovina, come sui rilievi della Serbia, le nevicate si sono verificate al di sotto dei 700-600 metri, con diversi villaggi e cittadine rimaste imbiancate da un sottile strato di neve fresca. Nella notte fra domenica 13 e lunedi 14 una bella e inaspettata nevicata tardiva ha interessato pure la capitale bosniaca Sarajevo, a poco più di 500 metri di altezza, dove il termometro è sceso ad appena +1° +0°. A tratti la nevicata è risultata veramente intensa, tanto da riuscire a lasciare accumuli al suolo in buona parte della città nonostante i fiocchi molto bagnati visto le temperature non estremamente basse (appena sui +0° +1°). In alcune zone, specie in quelle più elevate, si sono accumulati fino a 5-10 cm di neve, un evento davvero raro in Maggio. In città l’accumulo ha raggiunto pure i 7-9 cm. Questa incredibile nevicata tardiva ha colto di sorpresa gli stessi abitanti di Sarajevo, che fino a qualche giorno prima erano abituati ad uscire di casa in maniche corte, con temperature prossime ai +28° +30° nelle ore centrali del giorno.

Uno sbalzo termico veramente incredibile tipico dei climi continentali. Negli ultimi decenni le nevicate su Sarajevo nel mese di Maggio si possono contare sul palmo di una mano, si tratta di un fenomeno molto raro. In appena più di 50 anni si contano due eventi nevosi, uno avvenuto nel 1953 e l’altro nel 1962, ma sempre nei primi giorni del mese. Stavolta la nevicata è avvenuta nella metà del corrente mese, quindi ci troviamo di fronte un episodio veramente eccezionale per la stagione, anche se buona parte del manto nevoso depositato al suolo si è fuso molto rapidamente a causa delle temperature positive. Se poi si pensa che nelle scorse settimane i Balcani sono stati interessati da un’avvezione calda che ha fatto impennare le temperature oltre la soglia dei +30°, cifre consone per l’estate, l’episodio acquista ulteriore importanza. Il flusso freddo dai quadranti settentrionali che sta investendo l’Europa centro-orientale e i Balcani, inclusa l’Italia, tenderà ad attenuarsi fra la giornata di domani e giovedì, allorquando è atteso un graduale rialzo delle temperature che comunque continueranno a rimanere inchiodate sotto le medie del periodo dopo la lunga fase di anomalie positive riscontrate nelle scorse settimane. Il freddo proseguirà anche nei prossimi giorni su tutta l’area carpatico-danubiana e sui Balcani, anche se non si registreranno record particolarmente significativi per il mese di Maggio.